24 marzo 2010

LA BRESSO VINCERÀ PERCHÉ È PIÙ BRAVA. BERLUSCONI SE NE FACCIA UNA RAGIONE.

Non è la prima volta che Berlusconi cerca di attaccare una donna di talento e capacità politiche ironizzando su quanto è meno importante per essere un buon politico: l’avvenenza fisica. Non è la prima volta che Berlusconi cerca di confondere la forma con la sostanza, prova ad attaccare un’avversaria di grande spessore non sui temi, non sui risultati, non sulle idee, ma sviando su battute di dubbio gusto e nessuna rilevanza per le scelte elettorali. Non è la prima volta che Berlusconi, offende, con i suoi atteggiamenti le donne italiane, tutte, e soprattutto chi, contrariamente a certi modelli ipoculturali imperanti a destra, investe in cultura e lavoro, non in apparenza e “lifting”. Non è la prima volta che ci vergogniamo di questo Presidente del Consiglio. Mi auguro sia la volta buona per far comprendere a tutte gli italiani che non meritiamo di essere rappresentati da un Premier di così poca sostanza.
Dal nostro punto di vista, e in un senso molto più “alto”, Mercedes Bresso è infinitamente più “bella” di Berlusconi, ma la voteremo perché è brava e lo ha ampiamente dimostrato.
Per questo vincerà. Il Premier se ne faccia una ragione

Anna Falcone
Responsabile Pari Opportunità
Partito Socialista Italiano

08 marzo 2010

Anna Falcone. Unire le forze per riconquistare diritti, parità e democrazia

E' d'obbligo onorare la festa internazionale delle donne per come merita e augurare a tutte le donne un felice 8 Marzo. E' importante rinnovarne la memoria, riconoscere l’importanza democratica delle battaglie delle donne e delle conquise che ne sono derivate negli ultimi cento anni, conquiste di civiltà, non solo di diritti, conquiste che hanno cambiato il mondo e ne hanno fatto un posto migliore per tutti. Ma soprattutto, e soprattutto oggi, è essenziale avere il coraggio di rilanciare, in una prospettiva anche più ampia, le lotte di liberazione che furono il pilastro del movimento femminile. Perché non si riduca tutto alla mera commemorazione, perché le mimose non appassiscano domani insieme la memoria di quanto si è detto solo oggi. Ma soprattutto perché il modo migliore, e più onesto, di onorare la Storia di queste battaglie, e delle donne che ne furono protagoniste, è darle un senso nel presente e una prospettiva reale nel futuro. Non posso e non voglio nascondere la mia preoccupazione e quella di tante donne per la deriva antifemminile e antidemocratica che vive il nostro Paese, una deriva che si riverbera negativamente soprattutto sulla condizione femminile, sulla tutela dei diritti dei cittadini più deboli, soli, emarginati e su chi si ostina a pretendere libertà e dignità qualunque condizione viva. Il termometro della crisi, sociale, economica, ed oggi anche politica , è segnato emblematicamente dalle difficoltà che si sono nuovamente riversate sulle donne, dopo anni di battaglie e conquiste, come se quelle battaglie e quelle conquiste non ci fossero mai state. I nuovi attacchi alle libertà delle donne sono tanto più gravi quanto più vigliacchi perché spesso imposti, ingiustificati e ingiustificabili: le scelte sul nostro corpo, sul nostro destino, sulla maternità, sul lavoro che potremo fare, su quanto questo lavoro ci renderà realmente libere, dal bisogno e dalla possibilità di subire un destino deciso da altri, sono sempre più etero-limitate ed etero-condizionate, quando non autoritativamente imposte.

Insieme ai giovani, agli anziani, agli immigrati, alle persone omosessuali, alle minoranze religiose ed alle classi emarginate in genere, le donne sono le nuove, inaspettate vittime dell'esclusione dalla vita attiva, dal lavoro, dalla politica, di un egoismo e cecità sociale alimentati da una crisi culturale, prima che economica e sociale, quanto mai grave e impudente. Siamo state lentamente svuotate e trasformate: da cittadine con pari dignità sociale a fantasmi invisibili, a fastidiose rivendicatrici di diritti e soluzioni su problemi sociali “di secondo piano”, manichini "plasmabili" da relegare in ruoli mortificanti dei nostri talenti e della nostra dignità, quando non volutamente degradati e degradanti. Il messaggio è: non c’è posto. E per le meno fortunate continua:”a meno che…”. La maggior parte, checché se ne dica non cede, non rinuncia alla sua dignità. Fa un passo indietro, nell’ombra. Spesso nel silenzio. E, così, in questa partita truccata e senza regole perde tutta la società. E' una strategia di melliflua, silenziosa e spietata quella che “ispira” questo processo, un tentativo di "plastificazione" e umiliazione generalizzata dell'identità femminile, alimentata da gran parte dei media, e anche per questo terribilmente pervasiva, efficace e difficile da contrastare per una cultura, quella "autenticamente femminile", quasi del tutto esclusa dai circuiti mediatici. A poco valgono i nostri "no", la nostra determinazione nelle essere e nel dimostrare di essere, con le nostre vite e il nostro esempio ciò che realmente siamo: "altro", identità ben più ricche, "sostanziali" e libere da come arbitrariamente ci si rappresenta o qualcuno vorrebbe che fossimo o diventassimo.

E' così che in pochissimo tempo i nostri diritti, anche quelli conquistati e consolidati, sono diventati concessioni sporadiche ed eventuali, che spesso, noi per prime, per stanchezza e delusione, non rivendichiamo più. Il lavoro e le libertà in primis. Questa stanchezza, questa delusione, oggi, sono il nostro peggiore nemico. Bisogna "ritrovarsi" tutte, dentro e fuori di noi e oltre gli steccati, per darsi forza e "ritrovare" nuove energie e motivazioni. Il contesto è troppo degenerato, forse, per farcela da sole, i problemi troppo gravi, ma bisogna rendersi conto che questa sofferenza sociale non è solo nostra e non può, non deve, essere affrontato solo con le nostre forze. Credo sia arrivato il tempo di cambiare anche noi “strategia” perché la causa, oggi, è generale e ben più ampia che in passato: è in atto una crisi di democrazia senza precedenti nella Storia Repubblicana, una crisi che pretende di mettere in discussione il ruolo della dignità umana, delle persone come centro e fine di ogni ordinamento, della certezza del diritto e della preminenza dei diritti e delle libertà fondamentali sugli interessi economici e di potere, di pochi uomini e poche lobbies, una crisi che si fonda sulla prepotente imposizione della incultura della mediocrità, del relativismo delle leggi, del familismo e della prepotenza del più forte sui principi fondanti di uguaglianza, giustizia, libertà, meritocrazia e rispetto di tutti e di ogni individuo del nostro ordinamento. Facile dire - ma occorre ribadirlo - che un Paese che non "vede", non "ascolta", non permette la piena partecipazione delle donne e di tutti i suoi cittadini alla vita pubblica, culturale, economica e sociale NON E' UN PAESE DEMOCRATICO! Fine dell'ipocrisia.

Per questi motivi, per estrema protesta verso questa cecità, verso queste intollerabili ipocrisie rinuncio oggi a "festeggiare" per l'8 Marzo e richiamo tutte le donne a nuova stagione di lotta per i loro diritti e per i diritti di tutti i cittadini. Non mi basta più lottare solo per me e per le mie sorelle: voglio lottare per chiunque sia e si senta oppresso, calpestato, civilmente e politicamente "ucciso" da una società che non lo riconosce più come persona umana, men che meno si preoccupa di riconoscerne i diritti, come libertà viventi nella vita e non solo sulla carta. Chiedo che la battaglia di ognuno di loro sia e possa diventare la battaglia di tutti e tutte noi per la democrazia! In un momento così difficile nessun uomo e nessuna donna autenticamente democratico può ignorare la responsabilità di impegnarsi per la rinascita di questo Paese: vogliamo libertà autentica - dal bisogno, di scelta, di voto e di pensiero - tutela del lavoro e politiche di rilancio dell'occupazione, rispetto primario della dignità umana prima che degli interessi economici, giustizia sociale, solidarietà per i più deboli, pari opportunità e meritocrazia per tutte le donne e per tutti gli uomini. I doveri, noi, li abbiamo rispettati tutti.

Questi diritti sono i diritti per cui da sempre lottano le donne e tutti i soggetti "deboli", ma la loro conquista, uguale, per tutti, è un orizzonte comune, a cui tutte e tutti dobbiamo ambire e, forse, solo unendo le nostre forze, senza rinunciare alle nostre specificità, possiamo sperare di raggiungerli e concretizzarli da oggi, senza aspettare più domani.

Un abbraccio alle sorelle e ai fratelli socialisti e a tutti coloro che lottano per gli stessi ideali di giustizia, uguaglianza e libertà. Non smettete mai di lottare e non permettete mai a nessuno di poter sconfiggere la vostra fede laica nella concreta possibilità di concorrere insieme a costruire un mondo migliore.

Anna Falcone

Responsabile Pari Opportunità PSI

8 marzo. Nasce l'osservatorio europeo sulla violenza di genere


Iniciativa de la ministra de igualdad europa press

La creación del Observatorio Europeo sobre Violencia contra las Mujeres es una iniciativa de la ministra de Igualdad, Bibiana Aído.

Su objetivo es establecer un "diagnóstico común" sobre el problema de la violencia de género y así poder elaborar instrumentos europeos para combatirla.

Los ministros de Asuntos Sociales, presididos por Aído, aprobarán desde hoy unas conclusiones en las que pedirán que se den "los primeros pasos hacia la creación de un Observatorio Europeo sobre Violencia contra las Mujeres, basándose en las estructuras institucionales existentes", según se recoge en el borrador.

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intervista alla ministra de Igualdad Bibiana Aido

20.minutos

Bibiana Aído: "El mundo funcionaría mejor si hubiera más mujeres mandando"

(il mondo funzionerebbe meglio se ci fossero più donne al comando)

RAQUEL P. EJERIQUE/VIRGINIA P. ALONSO. 08.03.2010 - 06.27 h

Bibiana Aído, mujer de mirada y sonrisa tímidas, de vestir discreto, de tacón modesto pero de pisada decidida, destaca entre todas las asistentes al acto institucional celebrado el sábado en CaixaForum para celebrar el Día Internacional de la Mujer.

Tal vez sea por las palabras que le acaba de dedicar el presidente del Gobierno, José Luis Rodríguez Zapatero, que se ha referido a ella como una mujer "valiente". Tal vez porque este es un día importante para el ministerio de Igualdad; un ministerio vilipendiado desde su nacimiento, pero cuya continuidad ella defiende con energía, poniendo siempre sobre la mesa datos y hechos -logros, en definitiva-, y también nuevos objetivos.

Esta mujer de aspecto frágil pero de gesto seguro sonríe casi de forma permanente, con la boca, con la mirada. Y su sonrisa ayuda a matizar la firmeza con la que pronuncia sus palabras a lo largo de un discurso en el que exhibe coherencia, convicción y serenidad.

"En España hay más concienciación sobre problemas de género".

"Que me insulten es señal de que vivimos en un país civilizado".

"Me gusta que me abran la puerta, que me echen algún piropo".


04 marzo 2010

verso l'8 marzo NEW YORK

Dalla rappresentanza greca presso le Nazioni Unite e dall’Internazionale socialista donne, arriva oggi la proposta di una quinta conferenza mondiale sulle donne.
Ad annunciarlo è Pia Locatelli, presidente dell’Internazionale socialista donne.
“L'ultima – spiega Locatelli - è stata organizzata 15 anni fa e riunì a Pechino circa 15 mila donne delle delegazioni governative e altre 40 mila delle ONG. Da allora si è fatto soprattutto lavoro di revisione e valutazione, ma il tutto senza lo slancio che aveva caratterizzato quella conferenza.
All’evento che si terrà oggi alle 15 ora locale, le 21 in Italia, parteciperanno l'ambasciatore greco, Anastassis Mitsialis, la ministra spagnola delle donne, Bibiana Aido e Gertrude Mongella, la segretaria generale della Conferenza di Pechino, un personaggio di grande levatura, molto stimato a livello internazionale, premiato durante la cerimonia di celebrazione dei cento anni di fondazione della Internazionale Socialista Donne a Stoccarda nel settembre 2007”.
Il tutto si svolge all'interno della 54.ma sessione della Commissione sulla condizione delle donne che ogni anno si riunisce per due settimane all'inizio di marzo per discutere di temi legati al genere femminile. “La quinta conferenza – conclude Locatelli - dovrebbe rilanciare i temi legati ai diritti delle donne che ora soffrono di scarsa attenzione e mancanza di impegno politico forte. Per questo c’è bisogno di nuovo slancio e di dare una spinta affinché riprenda vigore la battaglia per la parità dei sessi”.
La proposta di organizzare la quinta conferenza mondiale delle donne ha già il sostegno di George Papandreou, presidente dell'Internazionale Socialista

Spagna , dal 5 luglio via alla "Ley Aido", la nuova legge di depenalizzazione dell'aborto

MADRID, 4 Mar. (EUROPA PRESS) -
La nueva Ley de Salud Sexual y Reproductiva y de la Interrupción Voluntaria del Embarazo fue publicada hoy en el Boletín Oficial del Estado (BOE) y entrará en vigor dentro de cuatro meses a partir del día siguiente a su publicación, es decir, el próximo 5 de julio de 2010.

La nuova legge sulla salute sessuale e riproduttiva e dell'interruzione volontaria della gravidanza sarà pubblicata oggi sul Boletin Oficial del Estado ( BOE) e entrerà in vigore tre 4 mesi a partire dal giorno successivo alla sua pubblicazione, il prossimo 5 luglio 2010.
La norma introduce il limite di 14 settimane per il quale le donne possano " senza interferenza di terzi" abortire liberamente
Così come avranno la possibilità di interrompere la gravidanza fino la 22esima settimana se "esiste un grave rischio per la vita o la salute della gestante" o " rischio di gravi anomali per il feto" La nuova legge permette l'aborto in qualsiasi momento della gestazione se si scoprissero "anomalie fetali incompatibili con la vita" o quando si scoprisse nel feto "una patologia estremamente grave e incurabile nel momento della diagnosi a seguito della conferma da parte di un comitato clinico".
Uno dei punti più polemici della legge ha riguardato il comma che fa riferitmento alla pratica dell'aborto sulle minorenni, la norma stabilisce che le ragazze a partire dai 16 anni potranno abortire senza permesso dei genitori o dei tutori.

Su questo punto la nuova legge fissa un comma "almeno uno dei genitori o tutori dovrà ricevere informazioni circa la decisione di interrompere la gravidanza, salvo quando la minore manifesti fondatamente il timore che la comunicazione provocarà un effetivo rischio di conflicto grave, manifestando il pericolo certo di una successiva violenza, minaccia di maltrattamenti in famiglia, o si produca una situazione di rischio di abbandono".

01 marzo 2010

Atlantide, il socialista che ha bloccato il presentatore in ritardo

il messaggero.it

ROMA (28 febbraio) - «Siamo di fronte a un caso di violazione della legalità». Così Atlantide Di Tommaso, segretario del Psi romano. «La legge parla chiaro: entro le 12 bisognava presentare le liste in Tribunale. Ma a quell’ora c’eravamo tutti tranne il Pdl, Milioni ha detto che era uscito un attimo, in realtà si era fatta l’una...». Una giornata a ripetere la stessa storia: «Sì era venuto qualcuno, lasciando un solo pacco per terra ma poi è riuscito. Alfredo Milioni era fuori, nel giardino dell’edificio A, a trascrivere ancora alcuni verbali e a discutere con uno. L’abbiamo visto tutti, ci sono foto e video».
(txt completo su ilmessaggero.it)