25 aprile 2013

Spagna #25A la diretta da Madrid. #AsediaElCongreso

nuova finestra in diretta da Madrid ...le dirette streaming registrano ritardi nel buffering....ma funzionano!!
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Spagna. 25 aprile in piazza tra la rivoluzione dei garofani e la liberazione da Rajoy. (leggi)


alle17.50
i manifestanti chiedono ai madrileni di lasciare WIFI aperti. Gli inibitori della rete3g stanno funzionando

 alle 17.30
i cortei sono partiti da Puerta de Alcalá, plaza del Emperador Carlos V (Atocha) e la Puerta del Sol.

alle 17.12
  IU e PCE questa volta non stanno dalla parte dei manifestanti. se desmarcan del asedio al por su 'tinte violento' .

alle 17
iniziato da pochi minuti il Madrileno già in marcia 3 cortei verso il Parlamento, 1.400 agenti in strada

23 aprile 2013

Spagna. Rajoy e l'aborto della "Ley Aido"



Bibiana Aido (Min. Uguaglianza)
Sembra passato un secolo, dalla ossessione verso la secolarizzazione della società spagnola ai tempi dei due governi  Zapatero
Pressato dagli ultraconservatori e dalla Chiesa cattolica, il governo guidato dal Partido Popular ufficializza l’annuncio di una imminente riforma volta a limitare il diritto all'aborto, previsto nella cosiddetta “Legge Aìdo”, legge approvata nel 2010 dal precedente esecutivo socialista.


Prevista nella campagna elettorale dall’attuale capo del governo Mariano Rajoy, la riforma della Ley Orgánica 2/2010, del 3 marzo 2010 , de salud sexual y reproductiva y de la interrupción voluntaria del embarazo (sulla salute sessuale e riproduttiva e la interruzione volontaria della gravidanza) sarà presentata ''rapidamente'', ha detto il ministro della Giustizia,  ed ex sindaco di Madrid Alberto Ruiz Gallardon, secondo il quale la vita ''è un diritto inalienabile'' e ''il rischio per la salute fisica e psichica della donna non può essere considerato un pretesto per non proteggere la vita dei neonati'',  ma il punto più controverso e contestato dai popolari, riguarda la possibilità per le sedicenni di abortire senza il consenso dei genitori.

01 aprile 2013

Spagna. 25 aprile in piazza tra la rivoluzione dei garofani e la liberazione da Rajoy



La Piattaforma ¡En Pie! (in piedi), una delle organizzazioni che il passato 25settembre orchestrò la più grande manifestazione di protesta contro l’attuale governo spagnolo, con lo slogan accerchiamo il Congresso , in un continuum  rivoluzionario torna a scaldare i motori questa volta l’appuntamento in piazza a Madrid è per il prossimo 25 aprile.
Una convocazione come tradizione avvenuta online,  per “assediare” la Camera Bassa fino “a forzare le dimissioni del Governo Rajoy, la dissoluzione de Las Cortes, cambio di Capo dello Stato e forma di Stato e l’inizio di un processo di transizione verso un nuovo
modello di organizzazione politica, economica e sociale guidata dal popolo”.

Convochiamo le persone di tutto il territorio spagnolo a raggiungere massivamente Madrid il prossimo 25 aprile e a circondare il perimetro del Congreso del los Diputados per portare a termine quella che sarà l’azione principale. Un assedio costante.”
Questa la chiamata che la Piattaforma “In Piedi” annuncia sulla sua pagina internet, fomentando la coincidenza con l’anniversario della Rivoluzione dei Garofani (Revolução dos Cravos) del Portogallo nel 1974.

Per non lasciare spazio a dubbi sull’obiettivo della manifestazione l’ “assedio” e la conseguente “liberazione definitiva del Congreso de los Diputados”, la piattaforma riporta la definizione che la RAE, la Real Academia della lengua Española, stabilisce per descrivere l’azione di assediare: “Accerchiare un luogo fortificato, per impedire che escano le persone che stanno dentro o che ricevano soccorso da fuori

In questo senso, gli organizzatori difendono quello che propongono ai cittadini spagnoli come l’ “unica via percorribile dalla società spagnola per abbandonare la miseria” , che secondo quanto denunciano, ha prodotto “chi oggi occupa il Congreso e il resto delle istituzioni antidemocratiche” conformi al “regime”al quale i cittadini si vedono, a loro giudizio,  “sottomessi”.
La protesta originaria del 25S, così viene ricordata in Spagna,  finì con un bilancio di 35 persone arrestate e 64 feriti.  Quella che doveva rimanere una protesta isolata non si è smorzata con il passare dei mesi anzi, i continui scandali abbattuti sul Governo e il Partido Popular , ultimo quello che coinvolge il presidente del consiglio regionale della Galizia, Alberto Nuñez Feijóo, in barca con il narcotrafficante Marcial Dorado,  stanno scuotendo non poco tutto il mondo politico spagnolo, ma forse non abbastanza il Presidente Mariano Rajoy.




14 marzo 2013

Spagna. Studenti vs. governo Rajoy

Migliaia di studenti hanno manifestato questa sera nelle strade di Madrid per protestare contro i tagli alle scuole e alle universtà, sfilando dietro uno striscione con lo slogan: "La nostra educazione non pagherà il vostro debito".
"Privatizzano la scuola, aumentano le tasse universitarie, tagliano i bilanci della ricerca e nelle classi ci sono sempre più studenti", ha spiegato Jorge Barrio, uno studente di ingegneria di 20 anni. "E' una vergogna, l'unica soluzione che ci resta è andare all'estero per studiare e lavorare", aggiunge un altro manifestante, davanti al ministero dell'Istruzione.
In Spagna il tasso di disoccupazione dei giovani fra i 16 e i 24 anni supera il 55%. Il governo di Mariano Rajoy aveva annunciato un anno fa di voler risparmiare tre miliardi di euro l'anno nel settore dell'educazione. Le regioni, che gestiscono le finanze dell'istruzione così come quelle della sanità, hanno deciso un aumento delle tasse di iscrizione all'università del 50%, in media da 1.000 a 1.500 euro, oltre ad aumentare del 20% il numero degli studenti per classe. 

(fonte afp) 

11 marzo 2013

Ungheria. Orbàn e Golpe alla Costituzione


Ieri a Budapest si sono conclusi i lavori del congresso degli attivisti del Partito del Socialismo Europeo, oggi invece il MSZP (Magyar Szocialista Párt) il partito socialista nazionale, anfitrione dell’evento che ha riunito nella capitale ungherese tutti i partiti socialisti europei, ha tutte le carte in regola per finire fuori legge, definito nella costituzione "associazione criminale", quindi di fatto perseguibile attraverso processi politici che torneranno di grande d'attualità.
Il 3 marzo scorso  
il Parlamento di Budapest, presieduto da Viktor Orbàn del Fidesz (partito che in Europa siede tra i banchi del Partito Popolare Europeo), ha cambiato la costituzione grazie a una legge elettorale che permette il controllo di due terzi del parlamento, in un sistema unicamerale, introducendo il principio che la libertà di espressione può essere limitata, esautorando di fatto la Corte costituzionale, definendo come famiglia unicamente il matrimonio ufficiale tra uomo e donna, nuova legge elettorale con obbligo di pre-registrazione in apposite liste, legge contro la libertà di culto,non tutte le religioni saranno riconosciute come tali a pari dignità, bensì soltanto quelle definite come tali dalle recenti leggi del governo, e una discussa riforma universitaria. Il  premier aveva promesso che questa riforma avrebbe garantito l'accesso alle università ungheresi a tutti gli studenti con una attenzione agli studenti meno abbienti, invece aumento delle tasse a parte, chi non potrà permettersi gli studi dovrà pagare un prestito allo stato, impedendo la fuga dei cervelli formati grazie allo stato con la clausola di dover rimanere nei confini ungheresi per almeno dieci anni.
Non si tratta solo di un gravissimo strappo europeo, oltre che di una netta divisione tra popolari e socialisti europei, ma di una riforma che va a colpire ancora una volta la già complessa situazione economica e sociale ungherese. Una visione politico economica totalmente antieuropea, nella quale il presidente Orbàn ha il pieno controllo politico del Parlamento e grazie al suo braccio destro,  Gyorgy Matolcs gestisce la Magyar Nemzeti Bank, la banca centrale ungherese, che ha regalato una supersvalutazione della moneta nazionale, trascinando il fiorino ai minimi storici relegandolo ancora di più margini della zona euro.

10 marzo 2013

Ponferrada. l'inizio della fine di Rubalcaba


il neosindaco di Ponferrada lascia il PSOE per non lasciare l'incarico.
insieme a lui abbandonano il partito anche i 7 consiglieri socialisti.

+++ ¿Pero qué honor puede tener un partido que pacta con un condenado por acoso sexual (molestie sessuali) para obtener una alcaldía como la de Ponferrada? +++

+++ ¿Qué honor puede tener un partido que nada en la ambigüedad y ya no se sabe a qué tipo de socialismo aspira?+++

El PSOE y el honor

 

Come può il Segretario socialista Rubalcaba, dimostrare credibilità se in un primo momento preferisce cascare dalle nuvole su questo episodio ampiamente annunciato nei giorni precedenti, salvo poi affrettarsi a “ordinare” l’azzeramento dell’accordo??

quindi il PSOE, l'attuale PSOE è quel partito che per mettere la propria bandierina su un comune da 65.000 abitanti scende a patti con un exsindaco del PP condannato per molestie sessuali, salvo poi ritrattare tutto perché qualcuno (Carme Chacon) ha denunciato con un tweet quello che stava accadendo.
Ma il PSOE è soprattutto quel partito che, si è visto sbattere la porta in faccia da un neosindaco e da 7 consiglieri e non quel partito che avrebbe dovuto accompagnarli... alla porta. 

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