14 marzo 2013

Spagna. Studenti vs. governo Rajoy

Migliaia di studenti hanno manifestato questa sera nelle strade di Madrid per protestare contro i tagli alle scuole e alle universtà, sfilando dietro uno striscione con lo slogan: "La nostra educazione non pagherà il vostro debito".
"Privatizzano la scuola, aumentano le tasse universitarie, tagliano i bilanci della ricerca e nelle classi ci sono sempre più studenti", ha spiegato Jorge Barrio, uno studente di ingegneria di 20 anni. "E' una vergogna, l'unica soluzione che ci resta è andare all'estero per studiare e lavorare", aggiunge un altro manifestante, davanti al ministero dell'Istruzione.
In Spagna il tasso di disoccupazione dei giovani fra i 16 e i 24 anni supera il 55%. Il governo di Mariano Rajoy aveva annunciato un anno fa di voler risparmiare tre miliardi di euro l'anno nel settore dell'educazione. Le regioni, che gestiscono le finanze dell'istruzione così come quelle della sanità, hanno deciso un aumento delle tasse di iscrizione all'università del 50%, in media da 1.000 a 1.500 euro, oltre ad aumentare del 20% il numero degli studenti per classe. 

(fonte afp) 

11 marzo 2013

Ungheria. Orbàn e Golpe alla Costituzione


Ieri a Budapest si sono conclusi i lavori del congresso degli attivisti del Partito del Socialismo Europeo, oggi invece il MSZP (Magyar Szocialista Párt) il partito socialista nazionale, anfitrione dell’evento che ha riunito nella capitale ungherese tutti i partiti socialisti europei, ha tutte le carte in regola per finire fuori legge, definito nella costituzione "associazione criminale", quindi di fatto perseguibile attraverso processi politici che torneranno di grande d'attualità.
Il 3 marzo scorso  
il Parlamento di Budapest, presieduto da Viktor Orbàn del Fidesz (partito che in Europa siede tra i banchi del Partito Popolare Europeo), ha cambiato la costituzione grazie a una legge elettorale che permette il controllo di due terzi del parlamento, in un sistema unicamerale, introducendo il principio che la libertà di espressione può essere limitata, esautorando di fatto la Corte costituzionale, definendo come famiglia unicamente il matrimonio ufficiale tra uomo e donna, nuova legge elettorale con obbligo di pre-registrazione in apposite liste, legge contro la libertà di culto,non tutte le religioni saranno riconosciute come tali a pari dignità, bensì soltanto quelle definite come tali dalle recenti leggi del governo, e una discussa riforma universitaria. Il  premier aveva promesso che questa riforma avrebbe garantito l'accesso alle università ungheresi a tutti gli studenti con una attenzione agli studenti meno abbienti, invece aumento delle tasse a parte, chi non potrà permettersi gli studi dovrà pagare un prestito allo stato, impedendo la fuga dei cervelli formati grazie allo stato con la clausola di dover rimanere nei confini ungheresi per almeno dieci anni.
Non si tratta solo di un gravissimo strappo europeo, oltre che di una netta divisione tra popolari e socialisti europei, ma di una riforma che va a colpire ancora una volta la già complessa situazione economica e sociale ungherese. Una visione politico economica totalmente antieuropea, nella quale il presidente Orbàn ha il pieno controllo politico del Parlamento e grazie al suo braccio destro,  Gyorgy Matolcs gestisce la Magyar Nemzeti Bank, la banca centrale ungherese, che ha regalato una supersvalutazione della moneta nazionale, trascinando il fiorino ai minimi storici relegandolo ancora di più margini della zona euro.

10 marzo 2013

Ponferrada. l'inizio della fine di Rubalcaba


il neosindaco di Ponferrada lascia il PSOE per non lasciare l'incarico.
insieme a lui abbandonano il partito anche i 7 consiglieri socialisti.

+++ ¿Pero qué honor puede tener un partido que pacta con un condenado por acoso sexual (molestie sessuali) para obtener una alcaldía como la de Ponferrada? +++

+++ ¿Qué honor puede tener un partido que nada en la ambigüedad y ya no se sabe a qué tipo de socialismo aspira?+++

El PSOE y el honor

 

Come può il Segretario socialista Rubalcaba, dimostrare credibilità se in un primo momento preferisce cascare dalle nuvole su questo episodio ampiamente annunciato nei giorni precedenti, salvo poi affrettarsi a “ordinare” l’azzeramento dell’accordo??

quindi il PSOE, l'attuale PSOE è quel partito che per mettere la propria bandierina su un comune da 65.000 abitanti scende a patti con un exsindaco del PP condannato per molestie sessuali, salvo poi ritrattare tutto perché qualcuno (Carme Chacon) ha denunciato con un tweet quello che stava accadendo.
Ma il PSOE è soprattutto quel partito che, si è visto sbattere la porta in faccia da un neosindaco e da 7 consiglieri e non quel partito che avrebbe dovuto accompagnarli... alla porta. 

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8marzo. Quando linea politica del PSOE la impone la Chacón

 


Spagna. Per una rigenerazione democratica, sociale e partecipativa.


Migliaia di spagnoli questa domenica nelle piazze di 60 città contro la disoccupazione e i tagli nel settore pubblico.

 


La Marcia di Madrid, convocata dalla Cumbre Social – una piattaforma di 150 organizzazioni sindacali, politiche e cittadine - , ha riunito per le strade della capitale tutti segretari generali dei maggiori sindacati spagnoli CC.OO e UGT, Ignacio Fernández Toxo e Cándido Méndez; il coordinatore generale di IU, Cayo Lara, e la responsabile delle pari opportunità del PSOE, Purificación Causapié
Nella conferenza stampa i leaders de los sindicatos, hanno spiegato che le manifestazioni di oggi hanno un unico obiettivo che è quello di “dare una spinta alle politiche di occupazione in difesa dei diritti sociali e di rigenerazione democratica”.
L’iniziativa odierna è l’anteprima della giornata di lotta europea convocata dalla Confederazione Europea dei Sindacati (CES) indetta per il 13 e 14 marzo in tutti i Paesi della UE.



09 marzo 2013

8marzo. Quando linea politica del PSOE la impone la Chacón

Forti scosse ieri in calle Ferraz a Madrid. Epicentro la sede del PSOE, ma la scossa è stata avvertita con violenza al quarto piano, proprio dove siede il segretario generale Alfredo Pérez Rubalcaba.

La moción de censura al consiglio comunale di Ponferrada 68.000 abitanti in provincia di Leon, alle 11.15 ha preso una piega nazionale dopo un tweet di Carme Chacón, nel quale criticava apertamente che il PSOE tornasse alla guida del comune grazie al «voto di un molestatore» , qualificando come insopportabile per una socialista la situazione soprattutto nella giornata internazionale della donna.

La ribellione della Chacón, un'ora dopo che il PSOE aveva preso potere al comune di Ponferrada, ha innescato una serie di polemiche e ulteriori critiche all'interno del partito, verso la mozione di censura che era stata concertata dal numero 3 di Rubalcaba, Oscar Lopez, segretario de Organizacion.

Tutto questo gran casino è partito da Ismael Álvarez ex sindaco PP di Ponferrada, condannato nel maggio del 2002 per molestie sessuali all'assessora Nevenka Fernández, che fino a ieri sedeva in consiglio comunale sotto la bandierina della sua lista Independientes Agrupados de Ponferrada, e che per una serie di dimissioni e altri guai interni al comune ieri si è trasformato nell'ago della bilancia per far tornare il PSOE alla guida del comune. Infatti solo grazie al voto dell'ex sindaco il PSOE ha riagguantato el baston del mando di Ponferrada, ma intanto mentre i socialisti si accomodavano tra i banchi della maggioranza con Samuel Folgueral nominato sindaco, a Madrid Rubalcaba non sapendo più come difendere l'indifendibile appoggio dell'exsindaco popolare e molestatore ha imposto ai suoi una marcia indietro, tornando 12 ore dopo sulla stessa lunghezza d'onda di Carme Chacón, che così porta a casa una partita importante. Peccato però che il neosindaco Folgueral non ne voglia sentire del dietrofront imposto dal suo segretario generale, tanto che convocato oggi alla sede regionale del PSOE non abbia rilasciato nessuna intervista, e l'unica dichiarazione registrata è quella del segretario regionale “se Folgueral, non di dovesse adeguare alla decisione dell'esecutivo federale applicheremo la corrispondente multa e ci atterremo alla disciplina del partito.”

Momentaccio quello che sta attraversando il PSOE , per la seconda volta in una settimana la segreteria nazionale per tenere la barra dritta e in deficit di dialogo si troverà ad applicare multe ai suoi dirigenti, dopo quella inflitta ai 13 deputati del PSC (tra i quali Carme Chacón ) per rottura della disciplina di voto ma il vero momentaccio è per Rubalcaba, questa volta alla Chacón è bastato un solo tweet per ricordare come dovrebbe agire un partito socialista.  
+++ AGGIORNAMENTO +++
Samuel Folgar abbandona il PSOE 
per non lasciare la poltrona da sindaco di Ponferrada


 

06 marzo 2013

Catalogna Spagna, nel PSOE torna la sfida di Carme Chacón


Il Partido Socialista Obrero Español sta vivendo la più grave divisione interna della sua storia, spaccato tra la parte orgogliosamente legata alla ‘E’ della sua sigla, e dall’altra il PSC, Partit dels Socialistes del Catalunya, l’orgoglioso Partito Socialista Catalano “fratello” del PSOE.
Una divisione accentuata dopo la rottura della disciplina di voto da parte dei deputati catalani lo scorso martedì nella seduta del Congresso, durante la votazione sul cosiddetto Diritto a Decidere. (“Dichiarazione di sovranità e diritto di decidere del popolo della Catalogna”, una dichiarazione politica sul diritto di autodeterminazione degli abitanti della regione autonoma spagnola. ndr)
Il tutto innescato non da tutti i 14 deputati di PSC, ma da 13 che hanno votato a favore della proposta della risoluzione sul Diritto a decidere per i cittadini catalani, mediante un referendum accordato con il governo nazionale. Conteggio aggiornato per l’iniziativa di rottura della ex-ministra oggi deputata del PSC Carme Chacón; una rottura doppia quella della Chacón che non ha votato né sì (come i suoi compagni del PSC) né no come il resto dei deputati socialisti, ma semplicemente non ha partecipato alla votazione della proposta della risoluzione di CiU sul referendum “indipendentista” in Catalogna, che è stato rifiutato dal PP, dal PSOE, UPyD e Foro. Con il risultato di 275 voti contro e 60 a favore.
Chacón, in qualsiasi caso, mantiene il proprio impegno nel Grupo Parlamentario Socialista, composto dai 13 deputati del PSC e dai parlamentari del PSOE. Nessuna novità sotto il cielo del socialismo catalano dato che la decisione della ex-ministra della difesa era stata comunicata al segretario del PSC Pere Navarro qualche ora prima del voto, quando la stessa Chacón aveva rimesso nelle mani di Navarro il proprio seggio, dato che i deputati del PSC (Carme Chacón è stata eletta nella circoscrizione di Barcellona) dovrebbero compiere quanto concordato dal PSC, non dal PSOE. “Non posso votare una proposta che porterebbe alla rottura tra la Catalogna e la Spagna, ha spiegato Carme Chacón, andando contro quanto mi ero impegnata a portare avanti nel mio programma elettorale nelle ultime elezioni, programma che mi ha portato in Parlamento. Votare significherebbe tradire quel programma e tutti gli elettori”
Inutile negare che la mossa di Carme Chacón ha riportato sulle prime pagine di tutti i quotidiani spagnoli la donna che solo tredici mesi fa aveva sfidato l’attuale segretario generale Alfredo Perez Rubalcaba alla guida del PSOE. Dal silenzio alle prime pagine, un caos mediatico dirompente, un chiaro e forte segnale all’attuale segreteria; Carme Chacón c’è e sa come muoversi abilmente, disponendosi tatticamente a cavallo tra il catalanismo federale non di rottura e l’unità della Spagna. Tutti i “chaconisti” assicurano che la mossa della Chacón è una questione legata alle proprie ferme convinzioni di unità tra la Catalogna e la Spagna, un sentire che è comune con la maggioranza dei militanti e votanti socialisti, e non una mossa in prospettiva di nuove aspirazioni personali alla candidatura socialista alla presidenza del Governo nel caso di primarie interne al PSOE.
Primarie promesse, ma mai confermate da Rubalcaba, che in molti nel partito credono non possano attendere l’annunciata scadenza del 2014.