30 settembre 2012

Spagna. "il policia", te le suona due volte (?)

Alberto Casillas il cameriere della Cafeteria del Prado ha dichiarato al quotidiano El Mundo, “questa volta gli agenti di polizia fermi fuori dalla porta del bar, hanno trascorso la serata ad identificare i clienti e passanti che volevano solo scattare foto con me.”

Il racconto di Casillas continua “ semplicemente mi ero avvicinato ai poliziotti per chiedere spiegazioni sulle identificazioni in corso a ragazzi arrivati al mio bar per salutarmi, il “capo degli agenti”, urtandomi mi ha scaraventato a terra credo di aver perso conoscenza, perché ricordo solo di aver visto i medici e infermieri accorsi a prestarmi soccorso”.
Una serata quella del 29s iniziata, come quella del 25s, in tutta tranquillità, ma che nel giro di poche ore si è trasformata in un altro terreno di scontri.

 Sul quotidiano online 20Minutos, Alberto Casillas rincara la dose, dichiarando che “a serata conclusa è stato identificato e multato”, aggiungendo che “riconosco di aver sempre votato per Partido Popular, ma questa volta da elettore chiedo al PP la rimozione immediata del mio nome dalle loro liste”

26 settembre 2012

video Spagna, Alberto Casillas, il barista che sfidò i poliziotti




Alberto Casillas il cameriere della Cafetería Prado a Madrid che ha impedito ai poliziotti armati di valicare la porta del bar è diventato uno dei simboli del 25s. 





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Gli spagnoli hanno iniziato la marcia della RECONQUISTA dell’orgoglio della protesta.

Madrid, il 25s de Las Cortes



Gli spagnoli hanno iniziato la marcia della RECONQUISTA dell’orgoglio della protesta.
Quello che è accaduto ieri in Spagna, non è quello che vi hanno raccontato i media spagnoli abituali, artefici di clamorose censure o di meschine pubblicazioni di pezzi scritti il giorno prima che inneggiavano a un flop dell’evento. Per indipendenti o meno che siano i mezzi d’informazione spagnoli ieri hanno vissuto la peggiore giornata, soppiantati dai blog, dai socialnetwork, nonostante l’attivazione degli inibitori del segnale 3G vitale per i cellulari e dai mezzi stranieri.
 
La ragione dei cittadini che hanno accerchiato il Congreso de los Diputados a Madrid, non ha niente in comune con la “ragione delle armi” protagoniste del colpo di Stato del 23 febbraio 1981, così come sono differenti da allora la maggioranza dei deputati seduti all’interno del Congreso, che hanno giurato fedeltà al programma del proprio partito al quale, spesso, gli stessi non credono. Protetti da centinaia di poliziotti in assetto antisommossa, del tutto ingiustificato fino al calar della sera quando gli animi di pochi hanno iniziato a diventare incandescenti, i deputati spagnoli riuniti nell’emiciclo hanno vissuto in diretta come la frattura che li separa dai cittadini si stava dilatando. Juan Moscoso deputato del PSOE seduto a fianco del compagno di partito Eduardo Madina, stella nascente del socialismo spagnolo, commenta desolatamente a voce alta “è una tragedia, non trovare un nesso tra quelli che protestano fuori e noi che li rappresentiamo qui dentro, non è facile stabilire legami con un malessere sociale cosi profondo, che si traduce in un allontanamento con chi li rappresenta, è una critica agli errori che come classe politica abbiamo commesso arrivando a questo”, prosegue Moscoso con lo sguardo rivolto più in la, oltre le barricate.
foto HuffingtonPost
Alberto Casillas il barista che ha impedito agli agenti in tenuta anti sommossa
di entrare nel propio bar: "Héroe es cada persona que lucha por sus derechos"

Il richiamo della cittadinanza per alcuni, forse troppo pochi, è stato forte, come per Cayo Lara il leader di Izquierda Unida poco dopo le 19, nel culmine della protesta cittadina in compagnia dei militanti della neonata formazione Izquierda Abierta lo si è visto abbandonare l’emiciclo per unirsi alla protesta, se non fosse stato solo per alcuni minuti, il tempo di un clic fotografico e di un tweet che di questi tempi vale più di un comizio e poi rientrare per prendere posto al proprio seggio. Peccato, sarebbe stato un ottimo segnale soprattutto politico più che personale, vista la situazione di ambiguità che vive il suo partito capace di fomentare e ben rappresentare la sinistra disorientata dal tracollo del dopo Zapatero ma di convivere in coalizione con il PP alla guida della regione dell’Estremadura.
Se quella di ieri doveva incarnare l’opposizione al parlamento tutto e puntare il dito contro la politica e la politica di governo, il pensiero va al segretario del PSOE che rimane nonostante tutto il maggior partito d’opposizione al governo del Partido Popular di Mariano Rajoy, Rubalcaba al settimo mese da segretario non è sceso in piazza per la mediatica foto in mezzo agli indignati, ma su di lui cade inevitabilmente la responsabilità storica di non (s)forzare un quanto mai urgente cambio di marcia, quello che dovrebbe storicamente rappresentare il suo partito che dati alla mano ha governato la Spagna democratica per la maggior parte del tempo grazie all’appoggio dei cittadini oggi disincantati.
Se all’interno all’interno de Las Cortes di via San Jeronimo il 25s è trascorso in un clima di surreale tranquillità e di tesissima normalità , fuori la pacifica protesta si è trasformata in tarda serata nell’ennesima occasione di scontri tra manifestanti e forze di polizia, il bilancio è di 23 persone arrestate e almeno altre 32 ferite ( 4 agenti), 16 sono state trasportate nei vicini ospedali.

Con i rumori soffocati delle cariche della polizia e le sirene delle ambulanze scende la notte su Madrid, ma i cittadini la dignità hanno iniziato a riconquistarla.

la pagina de El Mundo prepara il giorno prima delle proteste
dove annunci scarsa affluenza!


su Huffington Post
si legge di poliziotti infiltrati



25 settembre 2012

25s en directo video


Watch live streaming video from spanishrevolutionsol at livestream.com

leggi anche
Madrid, gli indignados del ’25S’ assediano il Parlamento per chiedere una nuova Costituzione

Spagna, circondiamo il Parlamento

Congreso de los Diputados già blindato dalla polizia schierata per contenere la protesta popolare Rodea el Congreso (Circonda il Parlamento) che ha come obiettivo accerchiare nella giornata di oggi la sede del Parlamento spagnolo. Appuntamento in via San Jeronimo per le 18 durante la seduta plenaria.

1.300 agenti in assetto antisommossa in attesa della protesta pacifica indetta per chiedere un reale salvataggio della democrazia, "sequestrata" dai politici e dai partiti, e per chiedere una nuova Costituzione.
La scelta di convocare la protesta oggi 25 settembre, 25S, la sigla utilizzata dagli organizzatori per amplificare la diffusione del messaggio sui socialnetwork, non è casuale. Quella di oggi deve rappresentare un atto popolare di disobbedienza civile, il fatto che sia in corso una sessione parlamentare all’interno de Las Cortes impedisce per legge che si svolgano delle manifestazioni a una distanza cosi ravvicinata dal Parlamento, nonostante i portavoce delle organizzazioni convocanti hanno dichiarato che non hanno nessuna intenzione di occupare il Parlamento, ma “solo circondarlo”.

18 settembre 2012

Santiago Carrillo (ha dejado de fumar)

Hasta siempre, Don Santiago




Ribellione popolare contro i Popolari

15Settembre il giorno che per i giornali filogovernativi e monarchici doveva vedere la Principessa Letizia Ortiz protagonista del suo quarantesimo compleanno, la candelina sulla real torta è stata energicamente spenta dai sudditi di sua maestà. Il 15S si è trasformato come promesso dai sindacati a inizio estate nella giornata di protesta popolare al governo dei Popolari. 
Una marea colorata, una ventata di rosso ha pacificamente assediato Madrid per chiedere al Governo di Rajoy di convocare gli elettori a pronunciarsi attraverso un referendum sulla (im)propria azione di governo che sta attuando, lo smantellamento dello stato sociale. Sessantacinquemila spagnoli lavoratori e disoccupati insieme piazza, dati forniti dalla delegazione del governo che ha coordinato il cordone di sicurezza nella capitale blindata, dalla centrale plaza Colon il corteo si muove in due tronconi, uno in direzione calle Genova sede del Partido Popular del leader e primo ministro Mariano Rajoy dove si sono registrati scontri con la polizia e l’altro verso le vie centrali che portano al Congreso de los Diputados e Puerta del Sol. « La miccia per innescare lo sciopero generale, è nelle mani del governo e del presidente Rajoy. Dipenderà da come risponderà al clamore della proposta di convocare quanto prima il referendum che per Ignacio Fernández Toxo, segretario generale del sindacato CC OO. (Comisiones Obreras) rimane la soluzione migliore e inevitabile» . 
La manifestazione convocata da quella che è stata soprannominata Cumbre Social riunisce più di 150 organizzazioni vuole essere « la risposta di tutta la società spagnola alla “frattura sociale senza precedenti” causata dalle politiche di tagli iniziata tiepidamente nel 2010 dall’ultimo governo del PSOE e moltiplicata senza freni dall’attuale esecutivo del PP durante tutto il 2012», secondo quanto si legge nel manifesto.