23 giugno 2012

Speravo che Radio Popolare fosse diversa

Felice Besostri - il Blog: Speravo che Radio Popolare fosse diversa:


Devo condividere tra compagni la mia delusione. 
Vi trascivo il test di una mail che ho scritto al direttore di radio Popolare di Milano. 
Una radio fantastica di controinformazone, ma evidentemente ci sono dei tabù resistenti: Sono Felice Besostri, abbonato e azionista di Radio Popolare (solo per significare quanto sia affezionato a questa Radio) vi scrivo per manifestare il mio disagio al limite dell'indignazione per come Esteri ha dato la notizia del processo Breivik in Norvegia. 
Dalla notizia si è saputo che ha ucciso 77 persone di cui 69 "politicamente attive". 
Possibile che non c'era spazio per dire che i 69 erano giovani socialisti/laburisti norvegesi, di cui 34 tra i 14 e i 17 anni?
Breivik li ha uccisi per le loro posizioni politiche per l'integrazione, infatti almeno un quarto non erano norvegesi in senso etnico: sono diventati generiche persone "politicamente attive". 
Mi sapete spiegare cosa è successo ai redattori dei testi o ai conduttori, se li hanno modificati? non lo sapevano? ovvero non è di nessun interesse parlare in Italia di individui talmente esotici come sono dei giovani socialisti? o che in quel paese dei giovani si formano in una scuola estiva invece di limitarsi alle discoteche? 
Dopo il fatto, la più grande strage di giovani, al di fuori di contesti di guerra, in Europa, mi ero chiesto quale sarebbe stato l'impatto mediatico se un estermista islamico avesse fatto una strage in un campeggio di boy scout cattolici ovvero un colono israeliano in un campo di studenti palestinesi: prime pagine dei giornali e servizi di apertura sui TG. 
Invece in Norvegia giovani socialisti uccisi da un fanatico cristian.razzista sono una non notizia o persone senza identità. 
AUF - Giovani Socialisti Norvegesi




Speravo che Radio Popolare fosse diversa .

11 giugno 2012

Cile, scontri sul documentario di Pinochet




1.200 persone si sono date appuntamento al teatro Caupolicán nel centro di Santiago del Cile per celebrare il dittatore Augusto Pinochet, rispondendo all’invito dell’associazione Once de septiembre (11 settembre data in cui il colpo di Stato del generale portò alla fine del governo socialista eletto e alla morte di Salvador Allende) che per l’occasione aveva  programmato la proiezione del docufilm "Pinochet".
Documentario sulla vita del dittatore cileno girato per raccontare “la verità” su quello che l’associazione Once de septiembre considera il miglior presidente della storia del Paese.

Augusto Pinochet, morto da più di cinque anni, vive e divide le anime politiche del Cile. La destra nazionale ha innescato una consolidata operazione di revisionismo sulla figura e il ruolo politico di Pinochet che ieri è, senza troppe sorprese, sfociata in un atto commemorativo.
Fuori dal teatro
Caupolicán, che ha registrato un tutto esaurito, ad attendere gli spettatori a fine proiezione sono scese in strada il doppio delle persone che stavano all'interno organizzate da associazioni per i diritti umani e dai partiti di sinistra. 

Hanno violato diritti umani e questo è quello che succede oggi. Reprimono le nostre proteste, tradiscono il loro Paese. I responsabili di un genocidio sono nel teatro Caupolican” il grido dalla piazza di Lorena Pizarro, presidente dell’organizzazione dei parenti dei desaparecidos.
 
Diversi gli arresti della polizia schierata fuori dal teatro in assetto antisommossa, i dati ufficiali parlano di 25 fermati e 16 feriti tra i manifestanti.

Spagna, tu chiamalo se vuoi salvataggio


Prima di prendere un volo verso la Polonia, direzione  Danzica partita d’esordio della nazionale spagnola agli Europei contro l’Italia, finalmente Mariano Rajoy si è deciso ad apparire in tv per spiegare quanto sta succedendo in queste ore al suo Paese. All’indomani del vertice convocato per video conferenza d’urgenza dai ministri delle finanze Eurogruppo, il premier spagnolo Mariano Rajoy interviene sul prestito europeo per il settore bancario, ribadendo con forza che Madrid ha evitato un salvataggio solo grazie alle riforme, anche se più che di riassetti del sistema si tratta per lo più di brutali tagli alla spesa pubblica, del suo governo .
“Se non avessimo fatto quello che abbiamo fatto negli ultimi 5 mesi – ha detto – ci sarebbe stato un intervento esterno per la Spagna”.
allo stadio di Danzica un Rajoy attento alla crescita economica della Spagna
Anche il premier spagnolo dunque tiene a sottolineare quanto già detto ieri dal ministro dell’Economia, Luis De Guindos. L’aiuto chiesto e ottenuto, non è destinato alla Spagna e agli spagnoli ma è limitato al settore finanziario spagnolo: “Ieri ha vinto la credibilità dell’euro, ha vinto l’Unione Europea – ha sottolineato Rajoy – e ha vinto la possibilità che la Spagna recuperi rapidamente i livelli di credito necessari per migliorare gli investimenti e l’occupazione”. L’Eurozona metterà a disposizione fino a 100 miliardi di euro per aiutare le banche spagnole, ma in cambio, oltre a un 3% d’interesse, chiede serie misure di risanamento del settore, non solo un piano di austerità che è quello per cui va fiero il premier Rajoy.  Ancora una volta Rajoy segue il copione del suo ministro economico affermando che si è aperta una linea di credito, ben attento a non chiamarlo salvataggio del Paese “Ho fatto pressioni  perché volevo una linea di credito per risolvere un problema molto delicato che abbiamo qui e di cui tutti sono al corrente”.

Gli aiuti non cadranno a pioggia, ma saranno destinati attraverso il FROB, il Fondo spagnolo per la ristrutturazione bancaria. Non è mancata la risposta dei socialisti del PSOE che attraverso il segretario generale Alfredo Perez Rubalcaba, rifiuta la versione trionfalistica dell’esecutivo spagnolo alla risposta in denaro europea ed esige che si delimitimo le responsabilità, in piena contraddizione con l’immagine e le parole del Premier, “è una brutta notizia che deteriora l’immagine della Spagna, il governo pretende farci credere all’arrivo dei fondi come all’arrivo dei Re Magi o a una vittoria alla lotteria” afferma deciso Rubalcaba marcando la differenza con l’attuale esecutivo sottolineando che il PSOE ha sempre lavorato per evitare a tutti costi quello che oggi Rajoy vende agli spagnoli come un gran traguardo politico. 
Con lo slogan “Bankia è nostra come le case” sono scese in piazza in centinaia di persone , una protesta di chi non riesce più a pagare il mutuo e rischia di perdere tutto. Toni che si sono alzati con l’irruzione in una filiale dell’istituto nella capitale spagnola per denunciare la realtà degli sfrattati dalla banca,  salvata dal fallimento grazie al denaro pubblico.
“Il governo dovrebbe essere dalla nostra parte dice una manifestante che rischia lo sfratto- non deve stare dalla parte delle banche, finiremo per strada con i nostri figli”.

Circa 200 sfratti al giorno vengono eseguiti nella Spagna di Rajoy, un’altra conseguenza della crisi prodotta dall’esplosione della bolla immobiliare.

09 giugno 2012

Spagna... aiuuuuutooooooooo e la ministra prega


Europa, Spagna, attesa. Sono tre indizi che portano a una data. Quella del 10 luglio. No non è l’ansia da prestazione da campione in carica al debutto degli europei di calcio 2012.   
La Spagna si prepara ad avanzare una richiesta ufficiale di aiuti per le proprie banche. Lo fanno sapere due fonti europee e una fonte tedesca,lasciando trapelare anche una previsione sulla data, anche se nel corso della consueta conferenza stampa post consiglio dei ministri la onnipotente vicepresidenta del governo Soraya Saenz de Santamaria non conferma e non smentisce, i dettagli del piano di salvataggio, che per gli spagnoli restano ancora vaghi e non trovano di certo un esecutivo nelle condizioni di spiegarlo.
Le fonti europee, si legge nei titoli di apertura di tutti i telegiornali della sera, fanno anche sapere, che i ministri delle Finanze dell'eurogruppo potrebbero incontrarsi in una teleconferenza convocata d’urgenza per discutere degli aiuti per sanare le voragini nelle banche spagnole.
Da qualche giorno, informano i siti delle agenzie spagnole, il governo del presidente del Partido Popular Mariano Rajoy sta negoziando ossessivamente con i partner europei le condizioni del salvataggio.
Salvataggio numero quattro quello della Spagna, dall'inizio della crisi dopo quelli decisi in favore di Grecia, Irlanda e del vicino Portogallo.
Se la vicepresidenta Santamaria, davanti ai giornalisti ha dichiarato, abbassando lo sguardo di solito ieratico e fiero verso i numerosi fogli sul tavolo, che il Governo spagnolo indicherà la sua posizione sulle modalità di aiuto al sofferente sistema bancario solo quando avrà i risultati delle analisi da una fonte indipendente del settore. "Come sapete, stiamo attualmente lavorando con il Fondo Monetario Internazionale diretto dalla ex ministra delle finanze francese Christine Lagarde e con degli auditor indipendenti sulle esigenze per una completa pulizia del nostro sistema finanziario"
Le voci di salvataggio dal FMI si sono diffuse sui mercati mentre era in corso a Washington un incontro tra il direttore generale dell'Fmi e la vicepresidenta Saenz de Santamaria.
Tra smentite dal FMI, tentennamenti della numero due del governo , e un Rajoy imbarazzato negli incontri internazionali con un spread che dal suo insediamento è aumentato di più di duecento punti,  il rating della Spagna è stato abbassato ieri di tre livelli da Fitch, stramazzando a BBB, quando la Spagna era entrata nella crisi con un lodevole AAA mantenuto tale fino a fine 2010: Fitch segnala che potrebbe, non fermarsi alla tripla B, ma ridurre ulteriormente se in terra spagnola dovessero aumentare i costi per risanare il sistema finanziario.
Messaggi contraddittori rincorsi per una giornata, ma oggi appare incombente la richiesta da parte della Spagna di interventi internazionali per salvare il sistema bancario dopo la stima formulata nelle scorse ore dal Fondo Monetario, rese note questa mattina, che ha fissato in 40 miliardi di euro il fabbisogno per adeguare i parametri fissati dagli accordi di Basilea 3, che prevedono un rapporto del 7 per cento del capitale azionario e riserve di bilancio provenienti da utili non distribuiti al netto delle imposte.
Nel dibattito economico questa settimana dove il presidente Mariano Rajoy ha evitato di dare troppe risposte, si è ritagliata uno spazio la ministra del lavoro Fatima Báñez, con un messaggio ai disoccupati e ai giovani colpiti dalla crisi durante la sua visita nella provincia Andalusa di Huelva, “possiamo contare sulla protezione del manto della Vergine del  Rocìo, una protezione che sempre arriva da questa alleata privilegiata, ci ha dato questo ulteriore regalo per la nostra uscita dalla crisi e per raggiungere il benessere quotidiano, credo ha concluso emozionata la ministra, che si meriti un ¡viva la virgen del Rocío!”

I commentatori in Spagna glissano laicamente, dagli aiuti esterni a quelli celesti, il passo forse non dovrebbe essere cosi breve.