30 aprile 2012

30 aprile 1972 / 30 aprile 2012

"La libertad se aprende ejerciéndola" 
(Clara Campoamor)

Madrid, 12 - 02 - 1888 / Losanna, 30 - 04 -1972

Rajoy taglia sugli ex presidenti, ma moltiplica i consulenti

pubblicato da Avanti! online.it

I quattro ex presidenti del governo spagnolo da quest’anno riceveranno uno stipendio ridotto del 5,6% pari a 74,580 euro ciascuno, come ha annunciato mercoledì il sottosegretario alla presidenza del governo, Jaime Pérez Renovales.
Durante la sua comparizione davanti alla commissione Bilancio del Congresso ha annunciato in dettaglio i conti del suo dipartimento, Renovales Perez ha spiegato che quest’anno, il gabinetto della presidenza del governo nonostante la crisi si sia visto obbligato ad aumentare la propria dotazione nei conti perché gli ex presidenti sono aumentati di numero, annoverando tra le fila uno in più: José Luis Rodríguez Zapatero.
TAGLI AGLI STIPENDI – Tuttavia, questo aumento di budget è stato compensato da una riduzione sullo stipendio individuale di 5,6% per tutti, in modo da passare da uno stipendio di 79.000 euro a 74.580 euro per ex presidente del consiglio. Uno stipendio quello da ex presidente che va ai quattro presidenti che hanno governato la Spagna democratica dal 1976, Adolfo Suárez (UCD) presidente dal 5 luglio 1976 – 25 febbraio 1981, il socialista Felipe González (PSOE) in carica per 4 legislature consecutive dal 2 dicembre 1982 al 5 maggio 1996, José María Aznar (PP) presidente del consiglio dal maggio 1996 per due mandati fino al 2004 e José Luis Rodriguez Zapatero (PSOE) primo ministro dal marzo 2004 fino alle elezioni dello scorso novembre 2011.

Spagna, scoperta la molecola dell’HIV ma il governo taglia i fondi alla ricerca

pubblicato da Avamti! online

Nella settimana dei più gravi tagli alla sanità e alla ricerca scientifica, in Spagna oggi si festeggia una grande scoperta. I ricercatori spagnoli della IrsiCaixa, istituto catalano nato nel 1995, hanno trovato la molecola del HIV responsabile della propagazione del AIDS nell’organismo, un’importante passo avanti che spalanca le porte alla realizzazione effettiva di una nuova famiglia di farmaci capaci di bloccare l’espansione del virus e facilitare una nuova e sempre più mirata strategia terapeutica attraverso il vaccino. Pubblicato nella rivista internazionale “PloS Biology”, il lavoro tutto made in spain è stato descritto come il più importante studio degli ultimi anni a livello di investigazione medica di base, per la capacità di descrivere per la prima volta il ruolo chiave dei gangliossidi nella penetrazione del virus del AIDS  nelle cellule responsabili dell’attivazione di una risposta immunitaria contro  il virus.
TRA LE RICERCHE PIU’ IMPORTANTI DEGLI ULTIMI ANNI – Queste cellule agiscono nella cattura e riduzione del virus patogeno che poi raggiunge i gangli dove l’infezione termina il suo cammino che il virus aveva innescato. La chiave della ricerca quindi sono i gancliosidi costituit da un acido sialico unito a zuccheri che a loro volta sono ancorati a dei lipidi, in questo tipo di molecole si trovano un’alta concentrazione nelle membrane delle cellule nervose e in minore quantità nelle membrane del resto delle cellule. Il professor Javier Martinez-Picado che ha diretto la ricerca spiega che «attraverso i gangliosidi potremmo raggiungere una risposta molto più efficente della tradizionale risposta immunologica per combattare l’infezione, le cellule dentritiche circolano per l’organismo per catturare microbi, frammentarli e portarli al centro del controllo immunitario finchè i globuli bianchi possono sterminare questi ‘invasori’» continua spiegando che Il lancio sul mercato di un farmaco che blocchi l’attività della molecola oggetto della ricerca spagnola, «sarà un processo costoso che potrebbe arrivare sul mercato tra 10 e 15 anni» annunciando che la fase preclinica è  «molto complessa ma in Spagna è già iniziata da quattro mesi».

18 aprile 2012

Juan Carlos cade, il PP precipita

fonte Avanti! online
Se qualcosa può andar male, lo farà. In poche parole si potrebbe così riassumere il 14 aprile della Spagna del 2012 . 

esattamente 81 anni dopo la proclamazione della Seconda Repubblica (1931) arriva la notizia della caduta di Re Juan Carlos durante un safari di caccia in Africa. Notizia che nel giro di pochi click ha fatto impazzire i maggiori social network come twitter e facebook, infiammando anche le homepage di tutti i principali media spagnoli. La domanda che in tempo di crisi tutti si sono posti è stata una, quanto è costato il viaggio del Re? I conti intasca al monarca è stato anche facile farli, i tour operator specializzati in safari mostrano tariffe che sfiorano i 30mila euro. Una domanda che ha imbarazzato i monarchici più convinti e data la coincidenza storica ha esaltato i repubblicani. Il safari in Botswana che è costato tre fratture al bacino al “povero” Juan Carlos ha dato una motivazione in più ai cittadini che solitamente il 14 aprile scendono in piazza per chiedere l’archiviazione della monarchia dei Borbone e invocare la terza repubblica, la seconda quella nata nel 1931 con l’esilio di re Alfonso XII, poi finita tragicamente solo cinque anni dopo con la guerra civile e la successiva dittatura di Franco.
UN RE LONTANO DAL SUO POPOLO – Il viaggio del Re (tenuto nascosto ai sudditi del regno di Spagna) è completamente inadeguato, improprio e ingiustificato, così lo descrive Antoni Gutierrez – Rubi su El Pais, “Re Juan Carlos ha perso il contatto con la realtà. O, almeno, questo sembra. Ma la domanda chiave, che Gutierrez-Rubi pone ai suoi lettori e a una nazione è: e se non fosse caduto? Be’, non avremmo mai saputo del viaggio, dato che la Casa Reale non informa delle attività private del re.” “Inadeguato, perché la Spagna – continua Gutierrez-Rubi – sta attraversando uno dei momenti più critici della sua storia. Il viaggio segreto del monarca, per soddisfare un capriccio inopportuno, non contribuisce di certo all’immagine di sobrietà, sforzo e sacrificio che la Spagna deva dare nella nostra lotta per la reputazione davanti ai mercati e alle istituzioni comunitarie.

fine dell'amore Monti Rajoy

Pensavamo fosse amore invece era solo una sbandata quella tra i due capi di governo, lo spagnolo Mariano Rajoy e il nostro Mario Monti. Amore naufragato dopo un imbarazzante corteggiamento pubblico, durante il vertice italospagnolo di non più di un mese fa a Roma,  a colpi di ammirazioni reciproche sui tagli imposti alle economie dei rispettivi Paesi. Se l’amore era sbocciato nella capitale italiana, la parola fine è stata pronunciata ieri al parlamento di Madrid quando Mariano Rajoy, ha attaccato duramente il premier italiano, Mario Monti. Rajoy ha chiesto che gli Stati membri dell’Unione europea siano “prudenti” nel rilasciare dichiarazioni confermando che il Governo di Madrid “si sta prendendo cura” dei problemi e sta “lavorando per risolverli”. Le altre nazioni “dovrebbero fare lo stesso”, senza specificare a quale Paese facesse riferimento.
PERCHE’ RAJOY ATTACCA MONTI – Un attacco dalla Spagna verso Monti anche senza citarlo direttamente. I media spagnoli spiegano che il premier italiano avrebbe indicato come responsabili dell’aumento dei costi di finanziamento dell’Italia le problematiche economiche della vicina Spagna. Ieri Rajoy non si è limitato a tirar fuori le unghie per difendere l’operato economico del suo governo, ma ha tirato fuori dalle tasche degli spagnoli ulteriori 10 miliardi di euro ( in materie di sanità e istruzione pubblica) che vanno cosi ad aggiungersi ai 27 miliardi di tagli previsti solo quindici giorni fa, fissando come nuovo obiettivo, il recupero di 8 miliardi di euros con il piano antifrode, nel quale spunta il divieto di pagamenti in contanti oltre i 2.500 euro.

10 aprile 2012

per la Rai Zapatero indurrebbe all'omosessualità


 Zapatero violerebbe il codice etico della Rai Radio televisione Italiana, e quindi Carlo Freccero direttore del canale Rai4 sarà sospeso per 10 giorni. Deriva Zapaterista, recita il capo d’accusa, non aver tenuto conto di quelli che sono «gli obblighi di diligenza, correttezza e buona fede». Freccero non ci sta: annuncia ricorso e sciopero della fame. Gli animi si scaldano e prende il sopravvento la polemica di cattivo gusto. Freccero appella il consigliere Rai Van Straten come il “Calearo della sinistra in cda”. Lui gli dà del matto e sotto con un’altra minaccia di querela da parte del direttore di Rai4. Infine i consiglieri Vita e Merlo dicono la loro, sposando bi-partisan le due opposte posizioni. Ma veniamo ai fatti. Il provvedimento disciplinare della tv nazionale segue una telefonata che lo stesso Freccero avrebbe fatto a Francesco Borgonovo, giornalista del quotidiano Libero, autore di un articolo apparso qualche giorno fa e nel quale descriveva la fiction spagnola Fisica o Chimica, in onda su Rai4, offensiva per i contenuti pornografici e improponibili al pubblico italiano. Qui casca il telecomando, articolo pubblicato, Freccero arrabbiato e la trasmissione della serie viene spostata dalla fascia mattutina nella quale andava regolarmente in onda e dove arrivava dritta al target al quale si rivolge, alla più “torbida” seconda serata.
 
ASCOLTI MIGLIORI DI OMNIBUS - La fiction spagnola narra della vita quotidiana di un gruppo di ragazzi e ragazze in un liceo Madrileno, i protagonisti portano sul piccolo schermo, come è sempre successo dai tempi di Happy Days fino ad arrivare allo storico Beverly Hills 90210 gli amori, le passioni, le mode e le tendenze degli adolescenti. Fisica o Chimica non è altro che l’ennesimo “teen drama”, una serie televisiva che si propone di raccontare gli adolescenti per quello che sono oggi. Uno spostamento di palinsesto antiprogressista tanto per le casse della Rai perché la fiction spagnola toccava il 3% di share, cioè più di Omnibus su la7 , quanto per la faccia, perché è bastato un articolo inneggiante alla deriva Zapaterista per far saltare la programmazione.

LIBERO DI UBBIDIRE - A riportare alle cronache l’ex premier Zapatero è stato proprio il giornalista di Libero, che ha così definito Fisica e Chimica: “Serie nata nella Spagna di Zapatero e incarna i suoi ideali: libertà traducibile con mancanza di regole, dove bisogna obbedire al politicamente corretto gay, infatti il personaggio migliore, quello più onesto buono e sensibile è l’omosessuale Fer, mentre gli altri rimestano nel torbido i gay vanno trattati come orsi bianchi. La professoressa che si rifiuta di celebrare il gay pride viene assalita come fascista”. Si legge nell’articolo di Borgonovo, per concludere con “a noi sembra pornografia intellettuale, e pazienza per i culi”.

02 aprile 2012

101 giorni di governo imPopolare

Le 3 i di Rajoy e il PP tarocca lo sciopero con i lampioni

 Inutile, inefficace, ingiusta. Le famigerate tre I, a volte ritornano e sui governi di destra lo fanno con un cinico effetto boomerang. Sotto lo slogan delle tre I, si riuniscono i partiti di sinistra, con ritrovato vigore il maggiore partito il PSOE ma soprattutto i sindacati spagnoli, che definiscono con le tre i e l’aggettivo brutal la “Reforma Laboral”, la riforma del lavoro varata dal governo conservatore guidato dal leader del Partido Popular Mariano Rajoy. Quarantasei feriti e 176 arresti, trasporto pubblico paralizzato, autobus, treni, aerei spagnoli fermi, le quattro compagnie aeree nazionali Iberia, Air Nostrum, Vueling e Air Europa, hanno cancellato nella giornata la maggioranza dei voli nazionali e rallentato il traffico internazionale ovviamente la paralisi non è stata totale, i sindacati dei trasporti hanno garantito i servizi minimi, il che significa che in tutta la giornata di Huelga General sono rimasti attivi un autobus su quattro, circa un terzo delle metropolitane e dei treni de cercanias locali, aeroporti semideserti quindi, così come spettrali sin dalle primissime ore della notte si sono presentate le fabbriche, quelle di automobili su tutte.
CONSUMI DI ELETTRICITA’ METRONOMO DELLA PARTECIPAZIONE - Gli operai delle fabbriche, Seat, Opel, Volkswagen e Renault, hanno iniziato lo sciopero già nel turno di notte tra mercoledì e giovedì. I due principali sindacati spagnoli CC.OO e UGT hanno chiesto al governo conservatore di avviare un negoziato per modificare il provvedimento entro il primo maggio per evitare un ulteriore aggravamento della tensione sociale. I rispettivi segretari Ignacio Fernandez Toxo (CC.OO) e Candido Mendez (UGT) hanno dichiarato che l’adesione allo sciopero è stata dell’ 80%, mentre il governo ha diffuso dati che andavano in direzione opposta, sostenendo che la giornata lavorativa su tutto il territorio spagnolo stava proseguendo normalmente. Uno dei dati più affidabili per misurare il successo o il fallimento di uno sciopero è il consumo di energia elettrica. La domanda alle ore 13  è stata di 27,536 megawatt, 15,5% in meno di quanto previsto dallo Red Electrica Española (REE). Se il confronto viene fatto sul giovedì della settimana precedente, il consumo di elettricità è stato inferiore del 19,8%, ciò denota che in Spagna si è passati da34.400 a 27.536 megawatt. Per ora, la caduta massima dei consumi è stata registrata tra le 8 e le 9 ed era 19,3%. Ma perché sui principali social network è iniziata la guerra di cifre, sui consumi elettrici dichiarati dal governo? Semplice, con il calare della sera in molte città, guarda caso a guida del PP come Cadiz e Valladolid i cittadini si sono accorti che le luci per strada erano rimaste accese e negli uffici pubblici l’aria condizionata o il riscaldamento giravano a pieno regime.

PER UN’ALTERNATIVA SOCIALISTA EUROPEA


I cittadini europei possono ora vedere da soli le conseguenze di una destra al potere in quasi tutti gli stati membri e, conseguentemente, capace di dettare legge a Bruxelles. La gestione della destra della gravissima crisi debitoria durante gli ultimi due anni è stata una triste saga di cattiva amministrazione politica e di analfabetismo economico. I cittadini europei pagheranno ora con livelli di disoccupazione da anni ’30 il prezzo degli illusori rimedi economici stile anni ’20 che i conservatori hanno imposto.

Il modello che stanno presentando è per una Unione Europea di Austerità che abbasserà il tenore di vita di quasi tutti, acuirà le diseguaglianze, distruggerà le fondamenta dello stato sociale – che è il contributo specifico dell’Europa allo sviluppo dell’umanità – e lentamente cederà l’arbitrio politico ad autorità non elette, in un vano tentativo di tranquillizzare il mercato. Noi sottoscritti, da lungo tempo membri dei partiti socialisti, social democratici e laburisti, crediamo che i cittadini d’Europa meritino di più delle prospettive inquietanti promesse dai conservatori al potere e dei risultati catastrofici che hanno ottenuto. 
Ma il rinnovamento della sinistra democratica in Europa può essere ottenuto soltanto tramite un ampio e vigoroso dibattito che coinvolga non soltanto gli eletti dei nostri partiti ma tutti i nostri membri e un più vasto pubblico. A questo scopo proponiamo in questo documento alcune idee progressiste per una riforma socialista che potrebbe costituire la base per un nuovo appello ai cittadini europei. La storia ha accelerato negli ultimi anni.