26 ottobre 2011

iRubalcaba


il PSOE  lancia l'applicazione "Rubalcaba", per avere sempre a portata di palmare tutto il contenuto della pagina Rubalcaba.es, agenda, incontri in diretta, programma, immagini e biografia del candidato socialista.

applicazione disponibile sia per dispositivi Apple come iPad, iPod touch e ovviamente iPhone sia per gli utenti Android

(personalmente le metterò a dura prova entrambe!)

Blogging Day 11 11 11


21 ottobre 2011

Pelea por lo que quieres - Lotta per quello che vuoi

gli slogan della campagna elettorale 2011 del PSOE presentati da Elena Valenciano, direttrice della camapagna elettorale per Rubalcaba Presidente

 
Pelea por lo que quieres.
(lotta per quello che vuoi) 

 
Tenemos que defender todo lo logrado.
(dobbiamo difendere tutto quello che abbiamo raggiunto)
No podemos resignarnos a perderlo.
(non possiamo rassegnarci a perderlo)
Porque te importa la Educación Pública.
(perché ti importa della Educazione Pubblica)
Porque te importa la Sanidad Pública.
(perché ti importa della Sanità Pubblica)
Porque te importan las pensiones de nuestros mayores
(perché ti importano le pensioni dei nostri anziani)
Porque te importa la Dependencia. 
(perchè ti importa della legge "de dependencia)
Por todo lo que te importa, pelea.
(per tutto quello che ti importa, lotta)

el jueves.es

El titular sería «ha pasado algo que no es malo»

¡¡¡ETA lo deja!!!

 

dopo 43 anni e 800 vittime, ETA abbandona la lotta armata

20 ottobre 2011

dopo 43 anni e 800 vittime, ETA abbandona la lotta armata





L'annuncio dell'ETA (EUSKADI TA ASKATASUNA, Patria Basca eLibertà) arriva tre giorni dopo la Conferenza di pace a San Sebastian. Con un comunicato pubblicato sul giornale Basco Gara,(che da decenni ospita i comunicati dei terroristi). L'organizzazione separatista annuncia il suo «impegno netto, fermo e definitivo» per «superare il confronto armato».
Il gruppo separatista messo  alle strette negli ultimi anni, soprattutto grazie al lavoro dell'ultimo ministro del interior, l'attuale candidato premier socialista Alfredo Perez Rubalcaba, dopo l'ultimo attentato (all'aeroporto di Madrid nel 2006).
Arresti a ripetizione, sia in Francia che in Spagna, hanno messo in ginocchio il movimento. Nel 2010, l'Eta aveva già annunciato di non voler più compiere attacchi.
A gennaio del 2011 aveva dichiarato un cessate il fuoco permanente, annuncio però ripetuto nel 2006, ma venne rotto con l'attentato all'aeroporto di Madrid, che aveva provocato due vittime
Nella dichiarazione, gli esponenti dell'Eta per la prima volta parlano di una "opportunità storica di ottenere una soluzione giusta e democratica al conflitto".
L'obiettivo dell'organizzazione e' sempre stato quello di creare una nazione socialista indipendente che comprendesse non solo le tre province attuali dei Paese Baschi ma anche la comunita' autonoma di Navarra e le tre province basche del sud-ovest della Francia. Nella comunita' dei Paesi Baschi, il sentimento nazionalista e' molto forte, dovuto anche alla tradizione linguistica della lingua Euskera.

Si calcola che le persone uccise siano state 856, tra cui 250 membri della Guardia Civile.

18 ottobre 2011

PSOE vs. PP sondaggi, proiezioni e voti

elconfidencial.com: non fidatevi della distanza tra PP e PSOE nei sondaggi

El Mundo dà il vantaggio del PP a +17,2 punti sul PSOE, El País arriva a +15,6. In tutti i casi pare evidente l'enorme distanza tra i due partiti maggiori spagnoli, in vista delle elezioni del 20 novembre 2011. Ma né il PSOE deve allarmarsi troppo, né il PP può gioire prima del tempo. Lo sostiene lo studio realizzato da GAD3 per elconfidencial.com, in cui si dimostra che in realtà le elezioni tendono a stabilire distanze molto minori da quelle evidenziate nei sondaggi. E in genere, con la eccezione del 2004, quando le bugie del Governo di José Maria Aznar sugli attentati di Atocha rimescolarono le carte (e il PSOE era già in ascesa e in leggero vantaggio, anche se non si dice mai perché pare brutto e conviene far credere che gli spagnoli votarono sull'onda emotiva delle stragi del terrorismo islamico), le distanze tra i due partiti maggiori tendono ad accorciarsi in favore del partito al governo.
"Dal 1993 la distanza reale è sempre stata lontano da quella predetta dalle inchieste" spiega il sito web "Secondo l'analisi di GAD3, nel 1993 le inchieste lasciavano José Maria Aznar a meno dell'1% da Felipe González, ma il risultato fu di 4 punti; nel 1996 i sondaggi davano ad Aznar 9 punti di vantaggio, ma vinse per solo 1 (è l'elezione di "mai sconfitta più dolce, mai più vittoria più amara", secondo la felice definizione dello sconfitto Felipe Gonzalez, più sorridente del vincitore José Maria Aznar); nel 2000, con Aznar già al Governo, i sondaggi gli davano solo 5 punti di vantaggio e nelle urne raddoppiarono fino a 10, dando la maggioranza assoluta storica dei popolari".
Insomma, se la sconfitta del PSOE sembra certa, e davvero non si immagina il miracolo che possa evitarla, a meno che Zapatero trovi all'ultimo istante, la formula magica per creare posti di lavoro, essendo la disoccupazione la principale preoccupazione degli spagnoli da mesi, non è detto che le sue dimensioni siano così catastrofiche come si teme. La linea rossa tracciata dai socialisti, per non dare battaglia alla leadership di Alfredo Pérez Rubalcaba dopo le elezioni del 20 novembre, è quella che hanno identificato anche gli osservatori: il peggior risultato del PSOE in democrazia, ottenuto da Joaquin Almunia nel 2000, in piena rifondazione del partito dopo l'era Gonzalez. Allora i socialisti ottennero 125 seggi, perdendone 16; la cosa continua ad essere così traumatica, per aver aperto la stagione della maggioranza assoluta di José Maria Aznar, che anche nel PSOE non si ricorda che è stato Felipe a perdere ancora più deputati, 18, nel 1986 e nel 1996. E Alfredo Pérez Rubalcaba? Se gli ultimi sondaggi hanno ragione, potrebbe perderne addirittura 50, cosa mai vista in democracia. Lui, comunque, continua a crederci, a sfornare proposte, l'ultima è quella dell'abolizione dei privilegi della Chiesa in materia immobiliare, a spiegare il nuovo volto socialdemocratico del partito che ha governato con politiche liberiste negli ultimi due anni. Il suo esempio è il Felipe del 1996, quello di "mai sconfitta più dolce, mai più vittoria più amara". Di tanto in tanto lo ripete e le urne ci diranno, il 20 novembre.

13 ottobre 2011

Spagna: possibile vittoria del PP alle elezioni? in fila per sposarsi

con Rajoy l'omofobo, PP e PSOE non sono la stessa cosa


fonte g@y news
di Francesco Cerri

Madrid - Non siamo proprio al 'si salvi chi puo'', ma nella comunita' omosessuale spagnola il timore che una vittoria del partito popolare di Mariano Rajoy alle elezioni del 20 novembre possa rimettere in discussione la legge sui matrimoni gay del 2005, ha fatto scattare la corsa a presentarsi davanti al sindaco. La stampa spagnola riferisce che certamente al boom di unioni tra gay contribuiscono i sondaggi, che danno Rajoy ultrafavorito con 16 punti di vantaggio sul rivale socialista Alfredo Rubalcaba, l'erede di Zapatero. La legge del 2005, voluta dal governo socialista di Zapatero, votata da Psoe e sinistre, era stata approvata fra le dure critiche della Chiesa cattolica e con il voto contrario del Partido Popular di Rajoy, che aveva poi presentato un ricorso contro la nuova normativa alla Corte costituzionale. La consulta ancora non si e' pronunciata.

E cosi, prima del temuto arrivo alla Moncloa di Rajoy, i difensori della legge si sono mobilitati. Il sindaco socialista di Jun, (che ringrazio per aver commentato qui sotto ndr. da aido a zapatero) un comune vicino a Granada, ha riferito Publico, si e' perfino offerto di celebrare matrimoni a catena per le coppie gay che incontri difficolta' a ottenere in fretta i documenti necessari in altri comuni spagnoli, magari targati Pp. ''Se conoscete una coppia gay che voglia sposarsi prima del 20 novembre e che abbia problemi con il suo comune, ci penso io'' ha annunciato su twitter il sindaco Jose' Antonio Rodriguez. Naturalmente l'invito non e' caduto nel vuoto.
Le richieste presentate nella cittadina andalusa da coppie gay candidate al matrimonio sono state sette volte superiori all'anno scorso.

''In cinque giorni posso sposare chiunque'' promette il sindaco, che afferma inoltre di poter fare tutte le carte con internet. Interrogato venerdi su che cosa fara' il Pp sul tema dei matrimoni gay se vincera' Rajoy non si e' sbilanciato. ''Aspetteremo la sentenza del tribunale costituzionale, ascolteremo tutti - ha detto diplomatico - e decideremo''. Dal 2006 nel paese sono stati celebrati 23mila matrimoni gay. Secondo il presidente della influente - sotto il zapaterismo - Federazione Statale Lesbiche, Gays, Transessuali e Bisessuali (Felgtb) Toni Poveda, le consulenze chieste da coppie che intendono sposarsi sono aumentate del 40% negli ultimi tempi a causa della ''incertezza'' creata dalla ''ambiguita''' del Pp. ''Rajoy, si e' lamentato Poveda, dice che ascoltera' tutti, pero' non ci riceve!''.

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Bibiana Aido contro il vergognoso ricorso dei Popolari

06 ottobre 2011

Tocca a noi fare il PSE in Italia

di Luca Cefisi

La crisi internazionale ha riproposto ancora di più la necessità di una politica europea, e quindi di partiti europei. Intendiamoci, la dimensione europea non sostituirà, nel breve e medio termine, la dimensione nazionale.
Del resto, anche dal punto di vista istituzionale l’Unione Europea, accantonato il progetto costituzionale, rimane un’unione tra Stati sovrani. Le urgenze imposte dai problemi da risolvere probabilmente porteranno ad un’evoluzione federale, con sempre maggiori poteri che verranno attribuiti al livello sovranazionale, un poco com’è avvenuto nella storia degli Stati Uniti d’America. Quindi, a livello di partiti, il lavoro in Italia lo devono fare i socialisti italiani: c’è qualcuno, specialmente tra coloro che partecipano ai gruppi di discussione sul web, che immagina che il Pse possa sostituire i partiti nazionali, ma è una speranza tra il nevrotico e il e patetico; l’illusione di un’imprecisata salvezza dall’estero per le non brillanti sorti del socialismo italiano. Però l’Italia è parte dell’Europa, l’Europa si fa in Italia, e tocca gli italiani, e fare il Partito del Socialismo Europeo qui in Italia tocca a noi, non agli irlandesi o ai belgi.
Il Pse, o il Ppe, o gli altri partiti europei, non sostituiranno quindi i partiti nazionali nel loro ambito, ma hanno invece un ruolo crescente da giocare nelle istituzioni europee. Ecco quindi, da parte socialista, due iniziative: una nuova dichiarazione di princìpi, ispirata al concetto di “società di progresso”, un modello di società diverso dalla “società di mercato” ricercata da liberali e popolari europei; e una Convenzione, due giorni di incontri, attività culturali, dibattiti che riunirà politici, intellettuali e artisti, aperta alla partecipazione degli iscritti ai partiti nazionali. A Bruxelles, dal 24 al 26 novembre prossimi.

05 ottobre 2011

un ex falangista alla funzione pubblica in Castilla - La Mancha

Francisco Ferrero, nuevo director general de Función Pública y Justicia de Castilla-La Mancha, ocupó candidaturas de Falange en 1986 y 1995

La Segretaria Generale del Partito Popolare e Presidenta della comunità di Castilla-La Mancha, María Dolores de Cospedal, ha nominato Ferrero Francisco Casillas un exfalangista per la direzione generale della Funzione Pubblica, Qualità e Giustizia della regione, che è stato assunto come responsabile lo scorso 18 luglio. Nel passato di Casillas si ricorda la sua candidatura come capolista di Falange spagnola (FE) del JONS nel 1986 e 1995, ottendo solo 1.228 voti.


"furbetta" o "puttana" sinonimi per il giudice Del Olmo. Contrari, tutti gli altri.

fonte JusticeTV.it
"Dare della prostituta alla ex moglie non costituisce un insulto se chi usa questo termine lo fa per descrivere un animale che per vivere deve usare determinate doti di astuzia" . E' questo  uno dei soprendenti passi di una sentenza emessa dal Giudice  Juan del Olmo che non è nuovo a questo tipo di azioni, della Audiencia Provincial de Murcia in Spagna.
Così un uomo violento (già segnalato da anni allo 016 numero d'emergenza per segnalare casi di violenza di genere) si è visto revocare la condanna a un anno di carcere per maltrattamenti in abito familiare.
"La realtà dei fatti - dice la sentenza - non indica che l'accusato abbia usato alcuna espressione che esprimesse disprezzo per la dignità della donna o che fosse espressione di una posizione di dominio o esigente sottomissione".  E continua:" Anzi, al contrario le due conversazioni segnalate nella sentenza emessa dal tribunale penale non esprimono commenti di insulto, nè sussistono fondamenti giuridici che facciano pensare ad una sua posizione di dominio o controllo".  Fino al punto cruciale in cui il giudice dichiara:" inoltre, si deve segnalare che l'espressione "prostituta" ( volpe tradotto letteralmente dallo spagnolo) non è stata usata in termini di disprezzo bensì come la metafora di un animale che deve agire con particolare precauzione al fine di evitare rischi per se stesso".  L'imputato però aveva già altri precedenti. Nel gennaio del 2009 era stato condannato a 31 giorni di lavori socialmente utili con il divieto di avvicinarsi alla moglie sempre per il reato di maltrattamenti in ambito familiare. come dire, un recidivo.  Per quanto riguarda il giudice, Del Olmo solo nel 2010 ha ribaltato otto sentenze simili per il reato di violenza domestica e tutte con la motivazione che "non tutte le azioni di violenza fisica  all'interno della coppia si devono necessariamente e automaticamente violenza domestica, solo in presenza di subcultura machista può accadere". In una sentenza precedente del Olmo aveva cancello il reato di violenza domestica per un uomo che aveva affarrato la moglie per il collo (come risulta dagli atti della sentenza) costringendola ad ingerire dell'insetticida. Condannato, l'uomo poi tornò ad aggredire la moglie."

Non è mancato il commento di Leire Pajin ministra della Sanità, Politiche Sociali e Uguaglianza , "no se puede consentir que un insulto y una vejación no se consideren como tal, perché dietro questi messaggi si nasconde sempre più violenza psicologica e fisica e ancor di più quando chi la esercita l'ha già esercitata prima"

03 ottobre 2011

Madrid, 'Flash-Mob' va in scena la morte simbolica dell'istruzione pubblica


Centinaia di insegnanti vestiti di verde sono apparsi nelle strade centrali di Madrid, per un 'Flash Mob' di protesta contro i tagli intrapresi dalle nuove politiche economiche del governo conservatore (PP) che guida da decenni la Comunidad de Madrid.

Alle ore 12:00, un gran numero di insegnanti radunati in Puerta del Sol, sono crollati a terra simulando la morte simbolica della pubblica istruzione.

il PSOE "riscopre" la socialdemocrazia all'Europea

da Rotta a Sud Ovest  ( grazie!!!! ndr.)

Clausura Conferencia Política


"Se oggi si votasse in Germania, Francia, Regno Unito e Italia, i motori dell'Unione Europea" scrive oggi Público "la socialdemocrazia arriverebbe al Governo, da sola o in coalizione con i partiti di sinistra". E lo farebbe, finalmente, guardando con maggiore attenzione ai valori tradizionali della socialdemocrazia. Non sono infatti tanto i partiti di sinistra moderati a risultare vincenti, in Danimarca i socialdemocratici sono tornati al potere, pur avendo ottenuto il loro peggior risultato dal 1903, grazie all'exploit degli alleati di sinistra, quanto i partiti della galassia verde, comunista e liberal-progressista. Sono questi ultimi che riescono a intercettare i voti dei delusi e degli indignati di ogni latitudine d'Europa, spingendo i partiti socialdemocratici a riscoprire il proprio elettorato tradizionale e a piantarla, finalmente, con l'ossessione della conquista del centro.
A fare eccezione alla tendenza europea, è la Spagna, che il 20 novembre potrebbe scegliere con maggioranza assoluta un governo conservatore. 
Sarà anche il timore di perdere malamente le elezioni, sarà l'ispirazione delle tendenze provenienti dall'Europa, fatto sta che la Conferenza Politica del PSOE, da cui è uscito il programma elettorale dei socialisti e che è stata appena conclusa dal candidato alla presidenza Alfredo Pérez Rubalcaba, sembra aver riscoperto i valori tradizionali della socialdemocrazia.
"Rubalcaba alzerà le tasse del 10% a tabacco e alcol". "Rajoy sgraverà di 3000 euro gli autonoma per il primo lavoratore assunto". Così ieri l'ABC ha sintetizzato, con molta manipolazione, le prime differenze di programma tra PSOE e PP, per presentare il primo come il partito delle tasse (quando la destra la finirà con la sua ossessione contro le tasse, che permettono il funzionamento dello Stato e la realizzazione della parità delle condizioni di partenza, non sarà mai troppo presto) e il secondo come il partito della libertà e del fare (se non vi fa venire già i brividi per assonanze...).
In realtà Alfredo Pérez Rubalcaba alzerà sì le tasse a tabacco e alcol (meno vino e birra), ma lo farà per mantenere gratuito il sistema sanitario spagnolo (per la stessa ragione toglierà gli sgravi fiscali alle assicurazioni sanitarie). Mentre il PP di tanto in tanto lascia intravedere l'introduzione del copago, il ticket, Rubalcaba si è sempre opposto con forza all'idea, perché "il sistema sanitario e lo Stato Sociale non sono gratuiti per i cittadini, lo pagano con le loro tasse. Chiedere il copago per la Sanità significa chiedere al cittadino di pagarla due volte" . Il candidato socialista ha difeso il settore pubblico dagli attacchi a cui è sottoposto nelle Comunidades Autónomas governate dal PP, dove Sanità e Istruzione stanno subendo tagli indiscriminati: "Dicono che è per l'eredità ricevuta. E a Madrid e nella Comunidad Valenciana, dove già governavano? non è eredità, è convinzione".
Il PSOE non crede che "per migliorare l'economia bisogna tagliare i servizi sociali", per Rubalcaba "è giusto il contrario, i tagli sono ingiustizia sociale". E agli spagnoli ha detto di non poter "promettere che creeremo milioni di posti di lavoro, però sì che non rimarrete soli fino a quando non troverete lavoro".
Nel suo discorso di stamattina Alfredo Pérez Rubalcaba è andato all'attacco, rifiutando di far passare i socialisti come i creatori della disoccupazione e il PP come il creatore dei posti di lavoro. Perché, "sia quando le cose vanno male che quando vanno bene, noi facciamo meglio e difendiamo meglio lo Stato Sociale": il minor tasso di disoccupazione, nonostante i vanti del PP dei risultati dei Governi di José Maria Aznar, si è avuto durante la prima legislatura di José Luis Rodriguez Zapatero, la Sanità gratuita e universale è stata introdotta dai Governi socialisti, le riforme delle pensioni, con la tutela delle minime, "mai alzate da José Maria Aznar, però aumentate del 30% dai socialisti", sono state fatte sotto il Governo di Zapatero. E per difendere la propria vocazione di creatori di lavoro, i socialisti propongono incentivi per gli autonomi e un grande patto per l'occupazione; se sarà presidente Rubalcaba convocherà le Comunidades, gli imprenditori, i sindacati, i partiti politici, perché l'occupazione "è una causa nazionale". Non ci sarà una riforma del lavoro, dato che il PSOE ne ha appena fatta una (contestata dai suoi elettori, per essere liberista) e "non si riforma quello che è stato appena riformato se prima non si verifica il suo funzionamento"; ci saranno però politiche del lavoro per ogni settore, i giovani senza formazione, i disoccupati di lungo corso, le donne che rientrano nel lavoro, le piccole e grandi imprese, gli autonomi.
... Il PSOE strizza l'occhio anche agli indignados, proponendo un cambio nella legge elettorale. ...Sarà sufficiente per convincere gli spagnoli? L'ultimo sondaggio di El Mundo, pubblicato oggi, da il PP a +15,6 dal PSOE e Rajoy in rimonta rispetto a Rubalcaba, ancora meglio valutato del leader popolare. Ma Rubalcaba non molla: "I voti sono dei cittadini, non dei sondaggi e a noi non vincerà nessuno in voglia di vincere". Ovazione e che gli déi la mandino buona alla Spagna, il 20 novembre.