29 maggio 2011

Contador vince e in piazza Duomo suona l'inno franchista

Al povero Contador anche questa volta l'inno va di traverso, nel 2009 il Tour de France lo celebrò in pompa magna sulle note dell'inno ... Danese ma l'Italia è riuscita a far peggio.

Sorpresa durante l'incoronazione di Alberto Contador come vincitore del Giro d'Italia 2011.
La direzione della corsa durante la premiazione del ciclista spagnolo ha trasmesso l'inno ufficiale della dittatura franchista,
Il ciclista, con faccia di circostanza, ha afferrato il cappellino dello sponsor e ha sopportato la figuraccia italiana come ha potuto. L'organizzazione non ha bloccato l'esecuzione dell'inno, anzi ha continuato trasmettendo la versione integrale. ... BEATA IGNORANZA, sarebbe cosa buona e giusta evitare di scaricare gli inni nazionali affidantosi alle ricerche su Emule.

 ecco il testo dell'inno franchista suonato in piazza Duomo (fonte Wikipedia)

Versión con letra de José María Pemán

Esta letra fue confeccionada por el poeta gaditano en 1928 a encargo de Miguel Primo de Rivera, y no durante la Guerra Civil, como se afirma con frecuencia.8 Aunque nunca llegó a tener carácter oficial:
¡Viva España!
Alzad la frente,
hijos del pueblo español
que vuelve a resurgir.
Gloria a la Patria
que supo seguir
sobre el azul del mar
el caminar del sol.
¡Triunfa, España!
Los yunques y las ruedas
canten al compás
nuevos himnos de fe.
Juntos con ellos
cantemos en pie
la vida nueva y fuerte
del trabajo y paz
  

AGGIORNAMENTO 
La Direzione del Giro si scusa per l'inaccettabile errore con il campione, con il Governo, i rappresentanti dello Stato spagnolo presenti e con tutti i cittadini spagnoli".  



--- ma pensa! 

28 maggio 2011

il PSOE stravince... ma all'estero

El PSOE arrasa (en el extranjero) 

el Pais 26/05/2011 

Estos son los porcentajes de los principales partidos en las Comunidades Autónomas donde ha vencido el PSOE:
Aragón………………… PSOE 45,03% / PP 28,17%
Asturias……………….. PSOE 51,72% / PP 20,79%
Cantabria……………… PSOE 35,99% / PP 33,63%
Castilla y León…..........PSOE 43,25% / PP 36,13%
Castilla-La Mancha …..PSOE 55,18% / PP 27,42%
Extremadura………….. PSOE 57,90% / PP 25,72%
Murcia………………….. PSOE 41,80% / PP 36,17%
Navarra………………… PSOE 26,32% / PP 14,59%
País Valenciano………. PSOE 43,88% / PP 30,43%
Porcentajes resto de Comunidades:
Baleares……………….. PSOE 34,74% / PP 37,89%
La Rioja………………… PSOE 31,53% / PP 53,41%
Madrid………………….. PSOE 34,12% / PP 47,00%
Ceuta…………………… PSOE 34,85% / PP 46,97%
Melilla…………………… PSOE 32,84% / PP 49,25%
Queda pendiente hasta el próximo lunes 30 de mayo el escrutinio correspondiente a Canarias.

 

Lo Tsunami che domenica ha tinto di azzurro la Spagna ha incontrato un solo scoglio: il voto degli spagnoli all'estero. 
Se dal voto degli spagnoli residenti all'estero dipendesse il risultato elettorale di domenica scorsa il caos giudiziario che ha colpito il presidente valenciano Francisco Camps, imputato per corruzione avrebbe ricevuto la giusta ricompensa.
A Valencia il PSOE di Jorge Alarte, aperte le schede ricevute dai residenti all'estero si sarebbe imposto nettamente con il 43% dei voti a favore rispetto al 30% destinato ai popolari.
In questo gioco di fantapolitica, il PP perderebbe anche il feudo di Murcia, i Murciani all'estero preferiscono i socialisti (41%) a fronte dei conservatori (36%)
Cosi come in Aragón PSOE 45% e in Castilla - La Mancha 43% di voti ai socialisti.
Situazione ribaltata invece a Madrid , dove i votanti all'estero premiano l'uscente Presidenta Aguirre (47%) nonostante il socialista Gomez avesse fatto campagna elettorale in Uruguay e Venezuela.
Il PSOE attribuisce il successo in Argentina alla strategia del "porta a porta" alla campagna "Impegnati con Te" e alla nuova Ley de Dependencia della quale beneficiano anche chi spagnoli all'estero.
“El 22-M se cumplió la norma: el partido del Gobierno gana de forma clara en el exterior”, spiega Ignacio Urquizu, professore di Sociologia della Universidad Complutense di Madrid, que lamenta la bassa affluenza ha votato solo l'8,45% dei 606.399 spagnoli aventi diritto.

27 maggio 2011

Público: con Rajoy l'omofobo, PP e PSOE non sono la stessa cosa

fonte Rotta a Sud Ovest

Riflettiamo prima di dire che destra e sinistra sono la stessa cosa, che PP e PSOE o PdL e PD sono lo stesso. Riflettiamo.
Un bell'articolo da un bel blog di publico.es sulle promesse di Mariano Rajoy, adesso che si sente forte per la vittoria alle elezioni amministrative del 22 maggio e sente di avere già la Moncloa nelle sue mani. Che gli spagnoli, a marzo 2012, ci pensino bene prima di affidargliela e si convincano una volta per tutte che PP e PSOE non sono la stessa cosa, a prescindere da tutti gli sbagli che i socialisti hanno fatto nella gestione della crisi economica. 

 
In spagnolo è qui

Si stanno già togliendo la pelle d'agnellino. Iniziamo già a vedere i lupi che hanno distratto il gregge con i loro "Guardate Zapatero! Guardate Zapatero!", e nel frattempo ci hanno circondato, chiudendoci nel nostro macello. E la gente, così occupata a guardare tutto quello che faceva Zapatero, per criticarlo, non sentivano i morsi sulle gambe, i lupi che assaporavano la tenera carne delle loro vittime.
Rajoy inizia già ad annunciare poco a poco il brutale taglio dei diritti sociali che ha progettato. E, ovviamente, inizia da quelli che è facile odiare, è tradizionale odiare: i gay.
All'improvviso non era solo il nome a infastidirli, non è sufficiente mettere in discussione che usiamo la stessa parola, matrimonio, per la stessa cosa; adesso li infastidisce anche che noi gay possiamo adottare, che possiamo dare il nostro amore a bambini e bambine soli, abbandonati, in stato di necessità... la generosità del Partito Popolare con gli esseri umani è questa. Non tanto come per la proprietà. Solo quando sono come proprietà privata, come le mogli, i figli...
Avete qui le prime conseguenze di proclamare in caotiche mobilitazioni che PSOE e PP è la stessa merda.
Rajoy assicura che eliminerà il diritto di adozione dai matrimoni omosessuali.
Siete così sicuri, adesso che si tratta della stessa merda? Perché io, che lotto da 20 anni, vedo chiaramente che il PSOE mi ha restituito la dignità, è orgoglioso di me, lotta per non cedere davanti a questa Comunità Europea liberista e difende i miei diritti, mentre il PP cerca di rimettermi in cella.
Hanno già creato i primi gruppi di attoniti su Facebook: Queremos que Rajoy rectifique su homofóbia, (vogliamo che Rajoy corregga la sua omofobia) si chiama il primo, al quale mi hanno aggregato.
E quello che io voglio è che la gente si renda conto di quello di buono che hanno fatto Zapatero e il PSOE. E che lo difendano. Perché adesso è l'unica opzione reale che abbiamo.
Fantasie, slogan e frasi, molte. Realtà, solo una.

APROBADO EL PROYECTO DE LEY INTEGRAL PARA LA IGUALDAD DE TRATO Y LA NO DISCRIMINACIÓN


APROBADO EL PROYECTO DE LEY INTEGRAL PARA LA IGUALDAD DE TRATO Y LA NO DISCRIMINACIÓN
  • Es una ley integral, general, de garantías y de derecho antidiscriminatorio.
  • Incluye a todas las personas, incluidas las jurídicas, y alcanza a los distintos ámbitos como empleo y trabajo por cuenta ajena y por cuenta propia; acceso, promoción, condiciones de trabajo y formación en el empleo público; empresariales y profesionales; educación o asistencia sanitaria, entre otros.
El Consejo de Ministros ha aprobado la remisión a las Cortes Generales del Proyecto de Ley Integral para la Igualdad de Trato y la No Discriminación, que incorpora aportaciones del Consejo de Estado, Consejo Fiscal y Consejo General del Poder Judicial, así como de Comunidades Autónomas y de diversas entidades que trabajan en la lucha contra la discriminación. Para su tramitación parlamentaria se ha solicitado el procedimiento de urgencia.
Las características generales de la Ley son:
  • Es una Ley de garantías, que pretende garantizar el ejercicio del derecho más que reconocer nuevos derechos.
  • Se trata de una Ley de derecho antidiscriminatorio, más que de derechos sociales.
  • Es una Ley general, que opera a modo de legislación general de protección ante cualquier discriminación, frente a las leyes sectoriales.
  • Es una Ley integral, respecto a los ámbitos que incluye y los motivos de discriminación que recoge.
Objetivos
En cuanto a los objetivos de la misma, éstos son:
De forma general:
  • Consolidar legislativamente la igualdad.
  • Ser un mínimo común denominador normativo que contenga las definiciones y garantías básicas del derecho antidiscriminatorio.
  • Dar cobertura a las discriminaciones actuales y a las futuras.
  • Trasponer de manera adecuada las Directivas comunitarias de protección frente la discriminación.
  • Impulsar la aplicación transversal de la igualdad de trato y la no discriminación en las políticas públicas.
De forma específica:
  • La prevención y erradicación de cualquier forma de discriminación.
  • La protección y reparación de las víctimas.
Ámbitos de aplicación
El Título Preliminar define el objeto de la Ley y su ámbito de aplicación. Respecto al ámbito subjetivo de aplicación, la Ley incluye a todas las personas, incluidas las personas jurídicas. Respecto al ámbito objetivo de aplicación, la Ley alcanza a los siguientes ámbitos:
  • empleo y trabajo por cuenta ajena y por cuenta propia.
  • acceso, promoción, condiciones de trabajo y formación en el empleo público.
  • afiliación y participación en organizaciones políticas, sindicales, empresariales y profesionales.
  • Educación.
  • asistencia sanitaria.
  • protección social, prestaciones y servicios sociales.
  • acceso a bienes y servicios a disposición del público, incluida la vivienda, siempre que se ofrezcan fuera del ámbito de la vida privada y familiar.
  • acceso y permanencia en establecimientos o espacios abiertos al público.
  • publicidad y medios de comunicación.
Respecto a los motivos de discriminación, se incluyen los recogidos en el artículo 14 de la Constitución Española y los seis motivos de discriminación incluidos en la normativa comunitaria, incorporando dos nuevos motivos de discriminación: identidad sexual y enfermedad. Así, los motivos de discriminación que se recogen en esta Ley son: nacimiento, origen racial o étnico, sexo, religión, convicción u opinión, edad, discapacidad, orientación o identidad sexual, enfermedad o cualquier otra condición o circunstancia personal o social.

Derecho a la igualdad de trato y no discriminación
El Título I de la Ley trata sobre el derecho a la igualdad de trato y no discriminación. En el Capítulo I se mejoran las definiciones de discriminación directa, indirecta y medidas de acción positiva, y se incorpora por primera vez al ordenamiento jurídico español las definiciones de:
  • discriminación por asociación y discriminación por error
  • discriminación múltiple
  • acoso discriminatorio
  • inducción, orden o instrucción de discriminar
  • represalia
  • diferencia de trato no discriminatoria (cláusula de salvaguardia para aquellas diferencias objetivas, legítimas y adecuadas derivadas de disposición, acto, criterio o práctica).
En el Capítulo II se establece el derecho a la igualdad de trato y no discriminación en determinados ámbitos de la vida política, económica, cultural y social: empleo y trabajo tanto por cuenta ajena como por cuenta propia, organizaciones (políticas, sindicales, empresariales…), educación, atención sanitaria, servicios sociales, acceso a la oferta pública de bienes y servicios, vivienda, establecimientos o espacios abiertos al público y medios de comunicación social y la publicidad.
En materia de educación, el Consejo de Estado entiende que la prohibición de financiación pública para centros educativos que excluyen a alumnado por razón de alguna causa de discriminación no vulnera el derecho de los padres a que sus hijos reciban una formación religiosa y moral acorde a sus propias convicciones. Además, según el Consejo de Estado, tampoco vulnera la libertad de educación ni la libertad de creación de centros docentes ya que, al margen de la financiación pública, el modelo de educación diferenciada se puede seguir aplicando.
Respecto a la contratación de seguros, en ningún caso el sexo podrá constituir un factor que determine diferencia de trato en las primeras y prestaciones de las personas aseguradas. Se da cumplimiento así a la sentencia del Tribunal de Justicia de la Unión Europea del pasado 1 de marzo, que establece que no pueden existir diferencias de trato por razón de sexo.
Defensa y promoción del derecho
El Título II versa sobre la defensa y promoción del derecho a la igualdad de trato y no discriminación. En él se recogen los principales instrumentos de promoción de la igualdad de trato y la no discriminación, como el mandato a los poderes públicos para la adopción de medidas de acción positiva; el reconocimiento del derecho de las empresas a realizar acciones de responsabilidad social en materia de igualdad de trato y no discriminación y hacer uso publicitario de ellas; la adopción de una Estrategia Estatal para la Igualdad de Trato y la No Discriminación; o la colaboración entre administraciones públicas para la integración de la igualdad de trato y no discriminación en sus competencias, entre otras.
Autoridad Estatal
En el Título III se habla sobre la Autoridad Estatal para la Igualdad de Trato y la No Discriminación. El Proyecto prevé que un organismo independiente preste asistencia a los afectados, dentro de los ámbitos previstos por la Ley, y promueva fórmulas de mediación o conciliación entre las partes con su consentimiento. Esta Autoridad podrá investigar por cuenta propia la existencia de posibles situaciones de discriminación. También ejercitará acciones judiciales en defensa de los derechos derivados de la igualdad de trato. La Autoridad concentrará varias de las funciones y recursos de otros organismos mediadores que existen actualmente.
Sobre este tema, el Consejo de Estado entiende que la creación de una autoridad independiente para la defensa del derecho a la igualdad de trato es coherente con el modelo planteado por las Directivas comunitarias, se enmarca dentro de la tendencia dominante en la Unión Europea y es compatible con la existencia del Defensor del Pueblo.
Infracciones y sanciones
Por último, el Título IV trata sobre las infracciones y sanciones en materia de igualdad de trato y no discriminación. En este Título se califican las infracciones como leves, graves o muy graves y se definen las conductas que constituyen cada infracción. Además, se señala que las infracciones serán sancionadas con multas, se efectúa una previsión de sanciones accesorias y sustitución de sanciones y se define los criterios de graduación de las sanciones, teniendo en cuenta los supuestos de discriminación múltiple. También se establecen las reglas de competencia para tramitar los procedimientos sancionadores.
En función de la gravedad de la discriminación, las infracciones se sancionan con multas que abarcan desde los trescientos euros para las consideradas leves, hasta cuarenta mil euros, como máximo, para las consideradas graves y el medio millón de euros, también como máximo, para las infracciones muy graves. Además, se añade un artículo que recoge la prescripción de infracciones y sanciones.

26 maggio 2011

Carme Chacón rinuncia alla corsa per le primarie del PSOE


La ministra della Difesa dichiara che la decisione è stata presa "per evitare divisioni e spaccature all'interno del partito, per tutelare la nostra immagine e la stabilità del Governo". "Questa mattina ho comunicato la rinuncia al Presidente Zapatero". 
"Faccio un passo indietro perché il PSOE ne faccia uno avanti"

Il partito ha bisogno di "un dibattito sereno", ha spiegato la Chacón che aveva lanciato l'idea di una sua candidatura a febbraio. Al momento rimane in corsa  solo il ministro dell'interno Alfredo Perez Rubalcaba.

Un po’ tutti i possibili papabili alla successione starebbero tentennando nel mostrarsi disponibili a correre per le elezioni del 2012 alla guida del Partito socialista.

Il rischio, si legge tra le dichiarazioni degli analisti, è che venga incoronato il meno gradito per evitare di bruciare un buon candidato,  il quale dovrebbe almeno saltare un turno, se vorrà avere possibilità concrete di farcela.


IL DISCORSO INTEGRALE:

“Comparezco ante ustedes para anunciarles que he tomado la decisión de no concurrir a las elecciones primarias para elegir el próximo candidato a presidente de Gobierno para las elecciones generales de 2012 del Partido Socialista.
Como ustedes saben, el pasado día dos de abril José Luis Rodríguez Zapatero comunicó su decisión de no encabezar por tercera vez la candidatura socialista a las elecciones generales. Desde ese momento, numerosos afiliados de toda España, de todos los rincones de España, me han animado a optar a esa candidatura para abrir una nueva etapa y un nuevo proyecto en el Partido Socialista.
Respondí afirmativamente a esos compañeros. Si bien, he mantenido una discreción absoluta para cumplir con las reglas que los propios socialistas nos dimos en el pasado Comité Federal del día dos.
Quería encabezar un proyecto que recuperara y actualizara las señas de identidad de la socialdemocracia y aplicara la ambición de Igualdad y de Justicia en un contexto de crisis.
Que movilizara todas las energías del país para combatir el paro y, en particular, para combatir el desempleo de nuestros jóvenes, que les excluye del trabajo, que es uno de los derechos principales de ciudadanía.
Quería encabezar un proyecto que reafirmara la autonomía de la política frente a los grandes poderes económicos y que distribuyera los sacrificios de la crisis con la máxima equidad.
Quería encabezar un proyecto que recuperara la dignidad y el prestigio de la política, tal y como nos han reclamado miles de ciudadanos en las urnas y también en la calle.
Quería abrir espacios de participación, acreditar con hechos que la política democrática y la corrupción son radicalmente incompatibles.
Quería encabezar un proyecto que afirmara nuestra visión de España, unida y plural.
Que mejorara la cooperación y la colaboración entre CCAA, y quería hacerlo sin renunciar a mi identidad, catalana y española.
Quería encabezar un proyecto que preservara los aciertos de la última década, los avances enormes alcanzados por las mujeres, por los homosexuales, por las personas dependientes…
Un proyecto que, a la vez, corrigiera los errores que hayamos cometido y de los que me considero tan responsable como el que más.
Un proyecto que integrara generaciones socialistas y no las enfrentara.
Un proyecto que tomara el relevo de las grandes transformaciones que han impulsado el avance de España: las del Gobierno, primero, de Felipe González y, después, de José Luis Rodríguez Zapatero.
Sigo creyendo en ese proyecto y seguiré trabajando para ese proyecto, pero considero que hoy debo dar un paso atrás, para que el Partido Socialista de un paso adelante.
Desde el primer momento ha habido quienes, desde el Partido Socialista, se movilizaron contra la celebración de unas elecciones primarias que son las previstas para elegir candidato en los Estatuto del Partido. Alegaban que dar la voz a los militantes generaba división y urgían a la designación de un candidato único.
El severo castigo electoral que recibió el Partido Socialista hizo que esos movimientos, en vez de amainar, se recrudecieran.
En los últimos días hemos asistido a una escalada que pone en riesgo la unidad del Partido, la autoridad del Presidente del Gobierno y Secretario General, nuestra imagen colectiva como partido e, incluso, la estabilidad del Gobierno.
Y, justamente, eso era lo único que podía hacerme reconsiderar una decisión que tenía bien tomada: que estuvieran en riesgo los intereses del Partido Socialista, nuestra imagen colectiva como proyecto, la autoridad del Presidente del Gobierno y Secretario General y, por supuesto, la estabilidad del Gobierno de nuestro país.
Yo ingresé en una sede socialista cuando tenía apenas 16 años. Era apenas una adolescente, pero estaba convencida que quería defender los ideales de Justicia, Libertad, de Igualdad… cualquier que intuyera en aquel momento, alguien que era sólo una adolescente. Lo hice porque sabía que estos ideales sin una organización fuerte y unida que los defienda, no son nada.
Hoy considero que mi mejor aportación es esta decisión en pro de la unidad de mi partido y de una reflexión serena por parte del Partido Socialista. Hay quienes piensan que el futuro se conquista con fuerza, y es verdad. Pero en el Partido Socialista sabemos que el futuro se conquista con fuerza y con generosidad.
Estoy a disposición, como siempre, de nuestro Secretario General y Presidente, y también, y lo estoy sin condición alguna, a disposición de este Partido y de quien este Partido considere que debe ser el candidato a las próximas Elecciones Generales de 2012. Muchas gracias”.



... giusto qualche ora fa sul quotidiano 20minutos si leggeva a firma di A. Escolar

O la cabeza de Chacon o la de Zapatero 

Rubalcaba y el núcleo duro de la dirección socialista (Blanco, etc.) retirarían los tanques que le han puesto en la puerta a Zapatero (forzar que el Federal del sábado vote la celebración de un congreso extraordinario, lo que supondría la derrota y caída del Zapatero secretario general y quizás su caída también como presidente del Gobierno) si a cambio Zapatero convence a Chacón de que anuncie que no será candidata y se va a unas primarias con un solo candidato: Rubalcaba .


...cosi sia!

10 anni di politica economica spagnola... in 6 minuti

25 maggio 2011

CORSARO (PDL): SPAGNA: DEGRADO ETICO E MATRIMONI GAY CAUSE DELLA CRISI ECONOMICA

Massimo Corsaro del PdL lo dichiara con audacia e sprezzo del ridicolo



chi è Massimo Corsaro 
 
Aderisce al MSI-DN negli anni '80
Dopo essere stato Consigliere di Circoscrizione e Comunale a Milano partecipa al Congresso di Fiuggi che vede la nascita di Alleanza Nazionale, partito per il quale è fin dal principio membro dell'Assemblea Nazionale È considerato molto vicino ad Ignazio La Russa
A partire dal 1995 è Consigliere regionale della regione Lombardia per Alleanza Nazionale, incarico per il quale viene confermato nel 2000 e nel 2005
A seguito della nascita del Popolo della Libertà, è nominato vice coordinatore vicario del Pdl lombardo..

“Il liberalismo estremo, del quale i matrimoni gay sono stati una forte espressione e che aveva elevato Zapatero agli onori delle cronache, non produce benessere, anzi a volte puo’ produrre malessere. La liberalizzazione gay doveva servire anche alla liberalizzazione dell’economia, ma non ha funzionato”. Lo ha dichiarato il vicepresidente vicario del gruppo Pdl alla Camera, Massimo Corsaro, ospite di “KlausCondicio”, il salotto tv di Klaus Davi in onda su You Tube.

Bibiana Aido nella storia di Spagna

La primera entrada es Antonio Abad. La última, el historiador Jerónimo Zurita. Entre ambas desfilan 42.000 biografías de personajes españoles notables en todos los campos desde la época prerromana hasta la actualidad, desde el caudillo Istolacio (siglo III a. C.) hasta la exministra Bibiana Aído. (El Pais)

Una biografia "de España" 

attraverso i suoi personaggi

Nasce un'opera monumentale con le biografie di 42.000 

tra uomini e donne che hanno fatto la Storia Spagnola

Real Academia de la Historia - pagina Bibiana Aido Almagro

La prima fase della commercializzazione del Dizionario Biografico Spagnolo , in vendita da domani a 3.500 euro per 50 volumi da 850 pagine l'uno, sarà ufficializzata giovedì in un atto presieduto da Re Juan Carlos.
La pubblicazione del Dizionario Biografico "è l'avvenimentoculturale più importante del XXsecolo e dei primi anni del XXI" afferma Gonzalo Anes in un'intervista esclusiva all'agenzia stampa EFE.
Le biografie inserite nel Dizionario sono state curate, selezionate e scritte grazie alla collaborazione di più di 5.000 specialisti di storia antica, moderna e contemporanea.
Nei 50 volumi trovano spazio le biografie dei personaggi che si sono distinti in vari ambiti dalla scienza,alla politica che hanno fatto con la storia dell'umanità, dall'antichità ai giorni nostri. ( desde la más remota antigüedad hasta la actualidad.)

Il limite cronologico spiega il direttore della Real Academia Storica è stato fissato nei nati nel 1950, anche se abbiamo fatto delle eccezioni con i Principi delle Asturie (futuri Re e Regina di Spagna) e i membri del governo, tanto che la personalità più giovane inserita nel dizionario è la ex ministra dell'uguaglianza Bibiana Aido nata del 1977. Dal punto di vista personale, continua Gonzalo Anes, sfogliare quest'opera , rileggerla o ammirarla su un tavolo dopo 10 anni d'inteso lavoro mi sembra un miracolo.


Gonzalo Anes, director de la RAH