30 dicembre 2011

Spagna, Rajoy l'uomo che non avrebbe alzato le tasse

TAGLI E AUMENTO DELLE TASSE, SORPRESA RAJOY



Nonostante le promesse elettorali, gli aumenti riguarderanno IRPF (l'Irpef), IBI (l'Ici) e l'imposta sui redditi da capitale. Tra le nuove misure adottate dal governo Rajoy, ci sono il prolungamento del congelamento degli stipendi dei dipendenti pubblici (prima volta nella storia democratica della Spagna), il blocco del turnover degli statali una riduzione del 20% delle strutture amministrative, una sforbiciata del 7% alla ricerca e i populisti tagli ai contributi pubblici a partiti politici e sindacati.

Salta il banco delle promesse elettorali e del discorso d'investitura di due settimane fa pronunciato da Rajoy. "Ci troviamo in una situazione straordinaria e imprevista, e occorrerà quindi adottare delle misure straordinarie e non previste" questa è stata l'apertura della conferenza stampa odierna della ViceRajoy, insomma colei che ci mette la faccia, mentre il Premier continua a disertare le "ruedas de prensa" e a ridurre al minimo le occasioni d'incontri con la stampa.


29 dicembre 2011

Argentina, chiede alla Spagna informazioni sui ministri di Franco

Il giudice federale argentino Maria Servini de Cubria ha chiesto alla Spagna ''informazioni'' su ministri e militari che hanno operato dal 17 luglio del 1936, agli inizi della guerra civile spagnola, fino al 15 giugno del 1977, circa due anni dopo la morte del dittatore Francisco Franco. 
La decisione e' stata presa nell'ambito di una causa, avviata da alcuni familiari delle vittime del franchismo, che da tempo indaga sui delitti commessi durante il franchismo.



Tra i ministri compare il nome di Manuel Fraga attuale Presidente (fondatore) del PP, all'epoca ministro de la Gobernacion (Interno) .

Spagna, già rilasciato l'antiabortista Poveda

A Madrid, durante la ormai tradizionale manifestazione contro l’aborto del “Giorno dei Santi Innocenti”, la polizia blocca l’attivista Jesús María Poveda


Ieri di fronte alla clica Dator di Madrid era organizzata come ogni anno una manifestazione pacifica in occasione della festività religiosa “dei santi innocenti” per ricordare le "vittime dell'aborto"
La polizia nazionale ha arrestato l'attivista antiabortista Jesus Poveda,con l'accusa di "resistenza e disobbedienza" durante la  manifestazzione organizzata dal gruppo ProVida, secondo quanto hanno riferito fonti della polizia all'agenzia EuropaPress.

Poveda, già rilasciato questa mattina dopo aver trascorso la nottata alla vicina stazione di polizia di Tetuan,

Una portavoce del gruppo ProVida Derecho a Vivir, Gàdor Joya, ha descritto l'azione della polizia come "brutale" e ha sottolineato in un comunicatoestremamente scioccante che una persona venga arrestata per aver protestato pacificamente, contro l'uccisione di esseri umani innocenti"

Spagna, rettifica sulla violenza di genere.

A seguito della polemica di ieri, la ministra condanna l'ultimo caso di "violenza di genere", usando questo termine e non "violenza domestica" .




28 dicembre 2011

Spagna, primi passi dopo il doppio trapianto di gambe

Il paziente la cui identità è rimasta segreta per questioni di privacy, operato dal Prof. Cavadas in un ospedale pubblico di Valencia sta muovendo i primi passi all'interno di una piscina attrezzata.
Secondo il chirurgo, il paziente " sta molto bene , e fino ad oggi non si sono verificati seri problemi, tanto che abbiamo deciso di iniziare la terapia riabilitativa in acqua"

Doppio trapianto simultaneo di gambe. Successo della sanità pubblica spagnola.

 

il capo dei Papaboys: Zapatero e i suoi cancellati dalla storia

intervista Daniele Venturi "capo" dei Papaboys

A Madrid, in Spagna, si è tenuta l’ultima giornata mondiale della gioventù. E, se Zapatero «è stato spazzato via, la Gmg di Madrid sarà ricordata per sempre», dice Daniele Venturi, presidente dell’Associazione nazionale papaboys (circa 15mila associati). Sugli omosessuali, invece, sostiene «i peccatori vanno abbracciati, ma in questo periodo storico sono stati abbracciati un po’ troppo».
 
«Papaboys? È un nome inventato dai media. Pensi che non mi piace neppure così tanto...». Daniele Venturi è il presidente dell'Associazione Nazionale Papaboys, nata nel 2005, che si propone di racchiudere, come si legge sul sito ufficiale, «i ragazzi cattolici del Terzo Millennio» i quali, «in un’epoca caratterizzata dal crollo delle ideologie e dalla diffusione di falsi miti», scelgono di «restare fedeli a Pietro».
Discussa anche per via di alcune prese di posizione forti su temi di attualità, l’associazione è, con circa 15mila associati, una realtà di vaste proporzioni. Organizza eventi, ha creato una web tv e una web radio, pubblica libri, ha una propria nazionale di calcio e negli ultimi anni è diventata, almeno per i media, la voce di riferimento dei giovani cattolici. Ad oggi, però, dalla curia non è arrivato nessun riconoscimento ufficiale.
È vero?
Sì, è vero. Nessun mistero: per essere riconosciuti ufficialmente ci vuole molto tempo e noi siamo nati da pochi anni. Bisogna però sottolineare che la Chiesa, pur non avendoci ancora “battezzato”, ci apprezzi e dialoghi con noi.
Qualche esempio?
Quest’anno abbiamo dato alle stampe il libro “Ciao, Karol”, contenente le 1500 lettere lasciate in piazza San Pietro dai fedeli il giorno della morte di Giovanni Paolo II. È stata la Segreteria vaticana a consegnarci le lettere. E ancora: ogni anno, a fine gennaio, organizziamo una giornata di preghiera in Terrasanta, appoggiata dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Il cardinale Turkson ci ha inviato una lettera in cui dice: «Voi siete i giovani che testimoniano il bello della Chiesa».
Ma voi sentite di rappresentare tutti i giovani cattolici?
No. Noi rappresentiamo soltanto i nostri associati.
Però siete consapevoli che quando diffondete i comunicati stampa, la vostra posizione viene spesso recepita come la posizione ufficiale.
Noi facciamo sentire la nostra voce. Ma non rappresentiamo tutti i giovani della Chiesa. Pensi che, quando mi invitano a partecipare a qualche trasmissione, chiedo sempre che ci siano anche esponenti di altri movimenti cattolici. Noi parliamo a nome dei Papaboys, non dei Neocatecumenali, né dei focolarini, né per quelli di Azione Cattolica o di Comunione e Liberazione.
Però, quante correnti.
Già. Fin troppe. Io penso che in questa fase storica debbano essere ridotte, in nome di una nuova unità. È tempo di superare le divisioni, anche all'interno della Chiesa.
A proposito di divisioni. Come vede l'attuale situazione politica nel nostro Paese? Ora c'è un governo decisamente più spostato verso il centro cattolico.
Non cambia molto rispetto a prima. L'Italia è un Paese cattolico, ed è normale che anche i suoi politici lo siano. Pensi a Gianni Letta, è Gentiluomo di Sua Santità. O a Romano Prodi, che ogni domenica andava a prendere la comunione.
E Berlusconi?
Beh, lui ha avuto una formazione cattolica, dai Salesiani se non sbaglio. Poi però qualcosa è cambiato in lui. Negli ultimi tempi ha iniziato a venerarsi un po’ troppo... Ha voluto applicare quello che aveva imparato sulla religione su se stesso e sulla sua politica.
Se lo incontrasse cosa gli direbbe?
Con una battuta gli direi: “Dio esiste, ma non sei tu!”. Comunque, se vuole saperlo, Berlusconi non si arrenderà tanto facilmente.
E se incontrasse Monti, invece?
Gli direi: “Non imponga solo tasse, pensi anche alla crescita”.

L'evento clou per i Papaboys sono le Giornate Mondiali della Gioventù, che si tengono ogni due anni in una città diversa. La prossima edizione sarà a Rio de Janeiro, nel 2013. L'ultima è stata a Madrid, dove ci sono state diverse polemiche riguardanti le spese che il governo spagnolo avrebbe sostenuto per garantire lo svolgimento della manifestazione. Si è parlato di 50 milioni di euro, che in un periodo di crisi come quello attuale sono uno schiaffo alla povertà. Che ne pensa?
In realtà, gli eventi sono stati finanziati in larga parte da sponsor privati. Il governo spagnolo ha dovuto sostenere i costi relativi alla sicurezza ed alla pulizia cittadina. Non ci vedo nulla di speciale, si tratta comunque di un evento che ha portato a Madrid 4-5 milioni di persone. Ecco, io credo che sia giusto tenere conto anche dell'indotto economico che questi ragazzi hanno introdotto nelle casse spagnole. In quei giorni, a Madrid, hotel e ristoranti erano tutti esauriti. I Papaboys non dormono nei sacchi a pelo. Quelle sono leggende.
Ritiene quindi che le critiche piovute addosso al governo Zapatero fossero ingiustificate?
Guardi, non mi faccia parlare di Zapatero. Il suo operato al governo si commenta da sé, dal punto di vista morale come da quello economico. Basti vedere i bilanci, prima e dopo la Giornata Mondiale della Gioventù. La Spagna mica l’ho ridotta io in questo stato. Il tempo ha emesso la sua sentenza: mentre il governo Zapatero è stato spazzato via, la Gmg di Madrid sarà ricordata per sempre.



 

Spagna, aria fresca dal PP, congelati i salari minimi

La decisione va contro l'accordo interconfederal che industriali e sindacati avevano firmato per il biennio 2010 - 2012. Per la prima volta nella storia della democrazia spagnola il salario minimo (Salario Mínimo Interprofesional ) non subirà aumenti.



(Reuters) - Il nuovo governo spagnolo di centrodestra ha comunicato ai sindacati di voler congelare i salari minimi a 641 euro mensili nel 2012, per tagliare le spese e gestire uno dei più alti deficit pubblici della zona euro.
Lo ha svelato una fonte sindacale. I funzionari del governo non hanno voluto commentare la notizia.
La fonte ha aggiunto che la decisione dovrebbe essere annunciata dopo un summit di governo previsto per venerdì, come parte del pacchetto delle misure di emergenza del governo, in anticipo rispetto all'annuncio del budget per il 2012, che il governo prevede di completare prima della fine di marzo.
Il dibattito sul budget del 2012 è stato ritardato a causa della campagna elettorale per le elezioni del 20 novembre e il passaggio di consegne, durato un mese, al nuovo governo del premier Mariano Rajoy. 

dedicado a la ministra Mato

las líneas maestras de la política 
del ministerio de Igualdad

Conferencia de la ministra de Igualdad Bibiana... di lademocracia

 

Le parole sono importanti, ministra Mato

Versión libre, di Marco Schwartz

Los nombres sí importan, ministra Mato




Ana Mato ha iniziato male il suo lavoro presso il Ministero della Sanità, Servizi Sociali e Uguaglianza
In una dichiarazione rilasciata nella serata di lunedì  per segnare l'ultimo l'omicidio di una donna per mano del suo partner, ha definito l'incidente come un caso di "violenza in ambito familiare", evitando in ogni momento di usare il termine "violenza di genere" che compare nella legge del 2004, approvata da tutti i partiti al Congresso, tra i quali quello della stessa ministra, il PP. A quanto pare, non è stata una omissione accidentale, come la ministra, ha dichiarato ieri intervistata sull'argomento. Il primo comunicato della ministra ha provocato indignazione in ampi settori della società, ma dal ministero hano rifiutato di rettificare il comunicato, perché "la cosa importante non è il nome ma il dato, molte donne sono ancora vittime di persone che in teoria dovrebbero amarle". 
Non ci vuole un linguista per sapere che la società attraverso l'uso corretto dei nomi da la giusta importanza alle cose. E a volte, i nomi e le parole possono contribuire ad un cambiamento di mentalità nei cittadini, soprattutto per inaccettabili manifestazioni culturali, come il machismo. Questo è esattamente ciò che ha cercato di fare la legge del 2004 con l'introduzione del termine "violenza di genere": lottare contro il becero indottrinamento (d'indubbia ispirazione patriarcale) che l'abuso delle donne sia cosa relegata all'interno della famiglia e che come tale debba essere vissuta come una questione intima, domestica, in cui nessun altro deve interferire.  
Commette, quindi, un grave errore la ministra nello sminuire il crimine e qualificarlo  per la zona in cui è avvenuto, e non concentrarsi sulla causa per cui è avvenuto. 
E' un'atteggiamento quello della ministra che presuppone un evidente passo indietro nella già difficile lotta per l'uguaglianza

La violenza di genere ha nome proprio. di Nuria Varela

Hubo un tiempo en el que llamábamos violencia de género a la violencia de género
Lo escribo para recordarlo. Quizá dentro de unos años se nos haya olvidado que hubo un tiempo en el que conseguimos llamar las cosas por su nombre. Y seguro que si olvidamos esto, aún se hundirá más en el pozo de la desmemoria que fue el resultado de mucho estudio, mucho esfuerzo, mucho trabajo y mucha, mucha valentía. Porque también hubo un tiempo anterior en el que como dice Teresa Meana, a las mujeres "no nos veían ni muertas", era el tiempo en el que se hablaba de "crímenes pasionales", "problemas de faldas" y ese tipo de cosas. Era el tiempo en el que a la violencia se le llamaba amor y a las víctimas culpables o incitadoras, o provocadoras...
Y para llegar al tiempo en el que llamamos a las cosas por su nombre fue necesario el testimonio de miles de mujeres que salvaron su vida con coraje, sin ayuda y con el rechazo social, que contaron y relataron y explicaron (algunas se jugaron la muerte y fueron quemadas vivas por su testimonio, como Ana Orantes). Y así, gracias a todas ellas, conseguimos entender en qué consistía esa violencia que dejaba muertas en vida, asesinadas, llevaba al suicidio y a la enfermedad crónica. En qué consistía esa violencia que solo se ejercía contra las mujeres, esa violencia tan "normal" y tan aceptada.

Pero en ese tiempo en el que llamábamos violencia de género a la violencia de género comenzaron los insultos y las descalificaciones y los sabios de la tribu apelaron a su sabiduría para condenar lo nuevo que habíamos aprendido y se salía del canon y cuestionaba el orden establecido. Y quienes le daban importancia al lenguaje fueron tachadas de ignorantes y quienes exigían un respeto escrupuloso a las leyes, a todas las leyes, fueron calificadas de intolerantes y tantas y tantas cosas más.

Y así llegamos al tiempo en el que ya no llamamos violencia de género a la violencia de género y ya no sabemos cuántas mujeres han sido asesinadas ni por qué ni por quién y quienes están siendo maltratadas no ponen denuncias y algunas de las que las ponen salen del juzgado también denunciadas por sus maltratadores y de otras tantas dicen que ponen denuncias falsas y la impunidad que comenzaba a desaparecer, vuelve con más fuerza aún que antes. Y así llegamos al tiempo en el que como no hay violencia de género ya no hacen falta las casa de acogida, ni las ayudas económicas ni el apoyo psicológico porque además estamos en tiempos de crisis y la vida de las mujeres siempre ha sido un lujo.

27 dicembre 2011

Il PP taglia e si ritrova al Natale di sei anni fa

foto Publico.es
I tagli alla spesa applicati dal Governo della regione della Castilla-La Mancha guidato dalla segretaria generale del PP María Dolores de Cospedal sembrano colpire anche il dipartimento comunicazione, a risentirne è il genio dei creativi impegnati nella gestione degli auguri natalizi, che quest'anno a corto di idee si sono affidati ai fondi di magazzino, riciclando lo stesso bigliettino utilizzato nel 2005 dal ex presidente il socialista José Maria Barreda raffigurante la Sagrada Familia opera del maestro José de Ribera.


Spagna, Economia e Finanze gli uomini di Rajoy

da Rotta a Sud Ovest 


Il passato imbarazzante dei Ministri dell'Economia e delle Finanze di Spagna 

Le feste di Natale ci hanno un po' distratti e hanno fatto passare quasi in secondo piano la composizione del nuovo Governo spagnolo. Si dice "quasi" perché la Spagna, come sappiamo, si è svegliata e tende a non addormentarsi più (anche se poi sceglie il monopartitismo per combattere il bipartitismo... contraddizioni di questi anni). Oggi su publico.es c'è un'analisi riguardante i due nuovi responsabili dell'economia spagnola, il Ministro dell'Economia Luis De Guindos e il Ministro delle Finanze Cristóbal Montoro. Gli spagnoli tendevano a compatire gli italiani e i greci perché si trovano a capo dei loro Governi e delle loro economie uomini provenienti da Goldman Sachs e lamentavano che né il governo italiano né quello greco sono risultato delle urne. A loro, che il 20 novembre hanno eletto il nuovo Parlamento, non è andata meglio. Anzi.
Da publico.es

Mariano Rajoy e il suo staff hanno attaccato per anni il Governo socialista per non aver previsto la crisi. Ma il loro nuovo Ministro dell'Economia Luis de Guindos non ha mai visto arrivare neanche la bancarotta della sua stessa banca.
Il 10 luglio 2008, nel suo intervento annuale nella Scuola Estiva di FAES, il think tank del PP, De Guindos ha spiegato che il principale problema che affrontava l'economia mondiale era la "tensione inflazionista" e ha avvertito del rischio di una "osave recessione".
Appena due mesi dopo, Lehman Brothers, la banca d'investimenti statunitense di cui De Guindos era presidente esecutivo per Spagna e Portogallo e membro del consiglio in Europa, era ridotta in frantumi e la sua bancarotta trascinava l'economia mondiale in una crisi da cui non è ancora uscita.
De Guindos dirige adesso l'economia spagnola. E difende esattamente le stesse ricette che nei mesi precedenti ala caduta di Lehman Brothers ha ripetuto con profusione nelle molteplici conferenze come alto dirigente della banca d'investimenti. I problemi della sua entità avrebbero trascinato tutti, ma i problemi, secondo l'oggi ministro, erano fuori, soprattutto nel mercato del lavoro, nelle pensioni pubbliche, nei salari dei lavoratori.
Adesso la sua agenda include un quarto settore urgente: la ristrutturazione del settore bancario, lo stesso da cui arriva in Lehman Brothers (2006-2008) e fino al passato giovedì, nel CdA della Banca Mare Nostrum, che ha immediatamente considerato "un grande successo" la sua nomina, sarà diretta da lui stesso, adesso dall'altra parte.

Spagna, la ministra dell'uguaglianza cancella la violenza di genere

il comunicato su sito del ministero dell'uguaglianza



Ana Mato, non ha tardato a far(si) (ri)conoscere su quali saranno le politiche d'uguaglianza del governo del PP.
Le parole sono importanti: danno un nome alle cose. E il primo comunicato della fiammante ministra de Sanidad, Servicios Sociales e Igualdad, Ana Mato, debutta con un cambio di terminologia.

Ana Mato ministra Uguaglianza
In un comunicato pubblicato sulla pagina web del ministero dell'uguaglianza, la ministra Mato, condanna l'ultimo asesinato  ad Almeria ma quello che fino a questa mattina veniva archiviato nel sito come caso di 'violencia machista' o 'violencia de género', da oggi lo si trova minimizzato dalla nuova ministra a un più generico caso di violenza domestica.
Alla condanna dell'omicidio, Ana Mato aggiunge: "E' la 59° vittima del 2011. l'anno precedente il 2010, si era concluso con 73 persone uccise per casi di violenza in famiglia."
Addio quindi alla vecchia terminologia di Violenza di Genere, tanto cara al fu governo Zapatero, da oggi tutto quello che succede tra uomini e donne tra le mura di casa tornerà alla antica e un po' troppo larga definizione di violenza domestica, con buona pace della ex ministre dell'Uguaglianza Leire Pajin e Bibiana Aido.
Leire Pajin ora deputata del PSOE dichiara in una nota riporta dalla Tv di stato spagnola che,  "è molto importante chiamare la violenza con il suo nome,e quella contro le donne ha un nome proprio, perché la violenza contro le donne non avviene solo in ambito familiare, di fatto molti casi mortali degli ultimi anni si sono verificati fuori e in ambiti lontani dalla famiglia", continua Pajin, "non bisogna dimenticare che alla base di questa violenza è radicata una profonda disuguaglianza sociale tra uomini e donne"
Pochi minuti dopo la messa online del comunicato della ministra Mato, Twitter ha iniziato a raccogliere l'ira degli spagnoli. Una prova gli hashtags nati in queste ore #MatoDimision, #retroceso, #violenciaenelentornofamiliar o #violenciamachista.

 

26 dicembre 2011

L'ombra rosa di Aznar su Madrid, da sindaco a ministro, da firstlady a sindaco

27/12
10.30 - Ana Botella, elegida alcaldesa de Madrid con 31 votos a favor



il club delle EX  FirstLady

Aznar, Botella, Gallardon
Dopo Hillary Rodham (Clinton), l'ex-first lady della Casa Bianca ora Segretario di Stato, o Cristina Fernandez (Kirchner), per la seconda volta presidenta dell' Argentina dopo il marito, anche Ana Botella (Aznar) 57 anni, dopo l'uscita di scena dalla politica attiva del marito, primo ministro spagnolo dal 1996 al 2004, non si e' accontentata del ruolo di 'ex'.

Nel 2003 l'arrivo sulla scena politica madrilena, spinta e/o supportata dal marito si e' presentata come 'numero dos' della lista del Partido Popular per le elezioni comunali, lista saldamente guidata da Alberto Ruiz Gallardon.
Vittoria arrivata tranquillamente, (Madrid da decenni feudo del PP) la signora Aznar è entrata nella giunta di governo della capitale spagnola.

Con la nomina del sindaco Gallardon a ministro della giustizia nel governo di Mariano Rajoy si è trovata  la strada spianata per diventare il primo sindaco donna di Madrid nella storia della Spagna. Puntuali sono arrivate le dimissioni da Alcalde del neoministro e oggi il suo vice Manuel Cobo ha subito annunciato che Anna Botella sarà nominata formalmente nuova 'alcadesa' domani 27 dicembre.

Ordine, Religione e lealtà totale a Rajoy

è il ritratto che il quotidiano Publico fa del neo ministro "del Interior"   

Jorge Fernández Díaz

La legge sull'aborto, i matrimoni gay o la legge sull' educazione alla cittadinanza sono in contrasto con la coscienza e la "funzione sociale della famiglia". Questo quanto dichiarato dal nuovo ministro "del Interior" Jorge Fernandez Diaz, membro soprannumerario (è sposato con due figli) dell'Opus Dei ( La Obra)

Tuttavia Fernandez Diaz guiderà un ministero dove le sue convinzioni religiose non dovrebbero influire sul suo "operato" . A preoccupare un po' di più si legge su Publico, è la fedeltà totale al primo ministro, Mariano Rajoy, come lui stesso ha riconosciuto in una recente intervista il giorno del giuramento.  

Una prova?! La risposta all'ultimo comunicato dell'ETA, basata LETTERALMENTE su quella rilasciata qualche istante prima del presidente Rajoy. "exigiendo la disolución de la banda y una petición de perdón a las víctimas, pero reconociendo la trascendencia de la noticia".


La frase

"[Las leyes del PSOE] ofenden a cualquiera con un mínimo de conciencia sobre la dignidad del ser humano y la familia"

 

Inizia il dibattito. di Josep Borrel

da Publico.es

Empieza el debate

di Josep Borrel 

Después de la estruendosa derrota del PSOE en las pasadas elecciones, sólo quedan en Europa un par de pequeños países con gobiernos socialdemócratas. Los ciudadanos no han encargado a la izquierda la solución de una crisis causada por los excesos del capitalismo financiero, a pesar de que las políticas sociales compensatorias son más necesarias que nunca. La Europa del mañana la están moldeando las presiones de los mercados financieros y las propuestas de dos líderes de centro derecha, Merkel y Sarkozy. Los demás, con excepción de Reino Unido que no está ni quiere estar en el euro, les siguen, haciendo de la necesidad virtud. Considerando el déficit público como único problema y la austeridad como única solución, estamos precipitando a Europa entera a una recesión larga y prolongada. Con el riesgo de que los ganadores de esta situación sean la tecnocracia y el populismo
Es en este contexto en el que se debe plantear el debate sobre la socialdemocracia en Europa y sobre la necesaria renovación del PSOE en España. Un debate que ha tardado en empezar después del 20 de noviembre porque con la investidura por en medio no había que dar armas al adversario. Y que se pretende acabar demasiado pronto, sólo un mes después del turrón, con un Congreso convocado a todo correr. Habría sido mejor darse el tiempo que necesita el famoso debate de ideas, tan invocado como poco practicado. Y para evitar que, en sólo un mes, todo acabe en la confrontación entre personas. Confrontación al final inevitable porque las ideas no crecen en los árboles, sino que son concebidas y defendidas por personas .

Vanity Fair (Italia), Soraya la viceTutto di Rajoy

Soraya, è una neo-mamma il volto di Spagna


È una neo-mamma, quarantenne. Ed è il nuovo volto di Spagna: Soraya Sáenz de Santamaría, da tempo braccio destro e ora nuova vice-premier e portavoce di Mariano Rajoy, 56, vincitore delle elezioni post Zapatero del 20 novembre, è la più giovane della squadra (13 ministri) scelta dal neo-presidente per tentare un governo di salvataggio che aiuti il Paese a uscire dalla crisi.

Ex capogruppo popolare al Congresso, mamma da un mese e mezzo di Ivan, ha smesso di lavorare, in piene elezioni, solo il giorno del parto (l'11), dividendo l'opinione pubblica che a vederla in ufficio con la sua ciambella per la poltrona così presto le ha dato contro.
Su Facebook ha una pagina in cui posta di tutto. Dalla foto dell'ultimo convegno ai ringraziamenti per l'affetto di piazza: «Ivan è piccolo, ma è forte e sano. Stiamo benissimo. Un abbraccio».

 

 

23 dicembre 2011

Spagna: legge sull' aborto cambierà

PP, disinstallazione delle politiche de "Igualdad" in corso... in attesa delle modifiche alla legge sul "matrimonio homosexual y ley de igualdad"

Madrid, 23 dic. (Adnkronos/Dpa) - Come previsto, il nuovo governo di Mariano Rajoy intende modificare la legge sull'aborto. La conferma e' arrivata da Soraya Saenz de Santamaria, nuova vice premier e portavoce dell'esecutivo spagnolo, che ha dichiarato che la legge sull'interruzione di gravidanza verra' cambiata per "preservare il diritto alla vita e garantire lo status delle minorenni".


La vicepresidenta del governo Saraya Saenz de Santamaria ha confermato oggi che l'esecutivo guidato dal leader del conservatori Mariano Rajoy modificherà la Ley Aído -  depenalizzazione dell'aborto ( Ley Orgánica de salud sexual y reproductiva y de la interrupción voluntaria del embarazo 2/2010 de 3 de marzo 2010) approvata dal parlamento di Madrid per iniziativa del governo socialista di Jose' Luis Zapatero.
La revisione della legge era stata promessa da Rajoy durante la campagna elettorale. Il premier, ha detto oggi la sua portavoce ''è una persona che mantiene sempre gli impegni che prende''. 




* Spagna, approvata la nuova legge sull’aborto  



 

le immagini

Spagna: il governo Zapatero ha approvato il disegno di legge per depenalizzare l’aborto (maggio 2009 fonte UAAR)

La vicepresidente del consiglio spagnolo, Maria Teresa de la Vega, ha annunciato che nella riunione odierna l’esecutivo presieduto da José Luis Rodriguez Zapatero ha approvato la proposta di legge, presentata dalla ministra per l’uguaglianza Bibiana Aido, che depenalizza l’interruzione di gravidanza. In Spagna l’aborto costituisce infatti ancora un reato, salvo in tre casi: stupro, malformazione del feto o situazione di rischio per la donna. Il progetto del governo lascia invece le donne spagnole libere di scegliere se interrompere la gravidanza entro la quattordicesima settimana. Secondo de la Vega, il testo mira a “salvaguardare la dignità della donna”. Di diverso parere gli antiabortisti, un cui autobus è stato inviato nel villaggio natale di Bibiana Aido per protestare contro la ministra (cfr. El Mundo).

Congresso PSOE. Chacón vs. Rubalcaba. ne rimarrà soltanto uno! .... o un altro?!

facciamo il punto.

C'è la Chacón. exMinistra della Difesa che parte all'attacco con un documento firmato da 30 esponenti del PSOE nazionale e internazionale,che nell'era della politica 2.0 non si ferma solo a un mesto .pdf ma si porta a spasso tutto il mediaco carrozzone di sito (sviluppato su una piattaforma diversa da quella del PSOE ndr.), pagina FB, twitter e Co.
Molto PSOE da fare è il nome del manifiesto della Chacón  che dopo aver fatto un passo indietro come candidata alla presidenza del consiglio  nella precampagna socialista, ora a disfatta compiuta ne fa uno in avanti, quindi se la matematica non è un pettegolezzo, è al "mismisimo" punto del maggio scorso.

Qui Rubalcaba. si trova nell'antipatica posizione di leader del maggior partito dell'opposizione ad interim, con un partito decimato nei voti e, inutile negarlo spaccato all'interno. Il vecchio vs. nuovo. Ministro con Gonzalez, ministro (e molto di più) con Zapatero doveva (deve / dovrà) rappresentare il complicato nuovo corso del postZapaterismo, senza contare che tra i 30 firmatari del manifiesto della Chacón ci sono anche alcuni dei suoi (ex) candidati.

Quelli che Zapatero. Il manifesto dei 20, una reazione a quello dei 30 della Chacón,

I giovani sindaci. García-Page o Carlos Martínez, hanno già detto che a gennaio presenteranno una mozione coordianta dal "potente" sindaco di Vigo Abel Caballero. Poi c'è Tomás Gómez ex sindaco di Parla (periferia di Madrid) attuale segretario del PSM, ma soprattutto anima dell'antiZapaterismo madrileno, tanto anima o tanto antiZapaterista da mandare a casa alle passate primarie per la guida della comunità autonoma, la ministra Jimenez (in quota ZP), poi vabbe è rimasto a casa anche lui.


avete capito poco?! anche io!

Los recuentos aproximativos indican que, si finalmente se presentan dos candidaturas y las encabezan Carme Chacón y Alfredo Pérez Rubalcaba, el resultado del 38º Congreso Federal del PSOE estará "muy disputado". De ahí que cada movimiento cuente y los tiempos, también.
Los partidarios de Chacón sopesaron la posibilidad de lanzar antes del debate de investidura del nuevo presidente del Gobierno el manifiesto que se dio a conocer el martes, pero optaron por esperar a que se hubiera cruzado ese Rubicón para evitar que pudieran ser acusados de deslealtad por los partidarios de Rubalcaba, al que correspondió dar la réplica al líder del PP como presidente del Grupo Parlamentario Socialista.

Spagna, il governo Mariano


Vicepresidenta del Governo, Ministro della Presidenza e Portavoce, Soraya Sáenz de Santamaría
Ministro degli Esteri e Cooperazione: José Manuel Garcia Margallo
Ministro della Giustizia, Alberto Ruiz Gallardón
Ministro della Difesa, Pedro Morenés
Ministro delle Finanze, Cristobal Montoro
Ministra delle Infrastrutture, Ana Pastor
Ministro dell'Istruzione, Cultura e Sport, José Ignacio Wert
Ministra dello Sviluppo , Fátima Báñez 
Ministro dell'Energia e Turismo, José Manuel Soria
Ministro dell'Agricoltura, Alimentazione e Ambiente, Miguel Ángel Arias Cañete
Ministro dell'Economia , Luis de Guindos
Ministra della Sanità, Servizi Sociali e Uguaglianza, Ana Mato

Spagna, il PP nasconde il busto di Manuel Azaña

Solo 23 giorni. Sono i giorni trascorsi dal busto del Presidente della II República Manuel Azaña al posto d'onore all'ingresso del Congreso de los Diputados di Madrid, un posto ritagliato su misura nel corso di uno degli ultimi actos del governo socialista.
La scultura però da ieri non è più al suo posto, è andata a sostituire lo spazio riservato all'exministro Ernest Lluch, assassinato dall'ETA, che a sua volta è stato ricollocato qualche metro più in la.
Il PSOE con l'ex presidente del Congreso José Bono aveva inaugurato il nuovo busto chiederà "un mínimo de respeto" e spiegazioni, per quello che è sembrato un vero atto di prepotenza del nuovo governo conservatore.

Da segnalare: durante la cerimonia di inaugurazione, l' expresidente del Congreso avvertiva che un'eventuale e inopportuno cambio di ubicazione della scultura sarebbe da interpretarsi come un chiaro gesto per  "deshonrar la memoria de la libertad".

José Bono veggente o la statua era stata messa li ANCHE per mettere alla prova la memoria storica del PP.



21 dicembre 2011

Spagna, riapertura archivi di Franco. Eredità della Chacon agli "eredi" del franchismo?!

Apertura degli archivi franchisti è una proposta lanciata dal ministro della Difesa uscente 

La declassificazione riguarda 10.000 documenti top secret della Guerra Civile spagnola e del successivo periodo della dittatura franchista. Il ministro della Difesa uscente Carme Chacon ha già autorizzato la consultazione di 10.000 dossier conservati negli archivi militari, lasciando al suo successore il compito di esprimersi sulla pubblicazione.

Secondo El Pais, negli archivi ci sarebbero documenti riguardanti il sollevamento militare dei franchisti contro il governo della Seconda Repubblica nel 1936, prove della dura repressione degli oppositori alla dittatura.
Qualora arrivasse il via libera dal nuovo governo, si tratterebbe della più grande operazione di declassificazione di file militari coperti da segreto dalla fine del franchismo.


20 dicembre 2011

Addio Audi , Zapatero da oggi viaggia in Lancia.

Zapatero lascia l'attività politica a bordo di un'italianissima Lancia Thesis. Cambio ruolo, cambio auto. Dalla tedesca  Audi A8 superblindata l'ex premier da oggi viaggerà a bordo di un'italianissima Lancia Thesis nera (blindata), come spiegato dai commentatori parlamentari nel corso della diretta di oggi.


sulla rete i dettagli su una Thesis blindata sono questi
  • Equipaggiamento: ABS, Airbag, Airbag laterali, Airbag Passeggero, Alzacristalli elettrici, Antifurto, Autoradio, Boardcomputer, Cerchi in lega, Chiusura centralizzata, Climatizzatore, Controllo automatico clima, Controllo trazione, Cruise Control, ESP, Fari Xenon, Fendinebbia, Immobilizzatore elettronico, Interni in pelle, Lettore CD, Park Distance Control, Regolazione elettrica sedili, SEDILI ELETTRICI, Sedili riscaldati, sedili riscaldati, Servosterzo, Sistema di navigazione, Telefono integrato nel navigatore, Veicolo elaborato
  •   PAVIMENTO A PROTEZIONE ANTIESPLOSIONE, PARLA E ASCOLTA, TELEFONO SUPPLEMENTARE GSM, IMPIANTO HI-FI BOSE, PROTEZIONE ANTIBOMBA ANTI-KALASHNIKOV / ANTI AK-47 A PROVA DI CALIBRO 7,62 NATO, CALIBRO 5,56 SS 109, 44 MAG E 357 MAG, MASSIMO LIVELLO DI BLINDATURA, FULL OPTIONALS, GOMME BLINDATE, IMPIANTO AUTOESTINZIONE, SERBATOIO IGNIFUGO, SIRENA BITONALE DI EMERGENZA

c'è molto PSOE da fare


L'Effetto Rubalcaba si sta amplificando,  

Carme Chacon, Francisco Caamano, Josep Borrell, Cristina Narbona e Juan Fernando Lopez Aguilar, e altri trenta leader socialisti hanno già firmato un documento / manifesto che cerca di aprire il dibattito interno al PSOE in vista del 38 congresso 
L'ombra di Rubalcaba su Carme Chacón
 
Dopo la rovinosa sconfitta alle elezioni del passato 20N, il manifesto getta le basi per un nuovo progetto socialista che dovrà concretizzarsi poi su un candidato alla guida del PSOE
Tra i firmatari anche l'ex presidente del Senato Javier Rojo, difendono un nuevo rumbo socialdemócrata, reclamano un maggiore coinvolgimento dei militanti nella partecipazione della vita di partito con la finalitò di arrichire la democrazia interna al PSOE. Perché si legge nelle prime pagine, non è sufficiente un cambio di facce e di facciata, il vero cambiamento passa dalle politiche e dalla vita interna del PSOE non si può trascurare la sconfitta alle ultime elezioni generali, generata, continua il documento, dalla crisi e da continui errori interni. Tra i quali il riconoscimento tardivo della crisi economica globale, le politiche economiche dure e liberiste o la lontananza e l'isolamento del partito dai cittadini che rappresentano la base di un partito socialista. E' quanto mai necessario un esercizio di onestà e trasparenza per ripristinare la credibilità e la fiducia della maggioranza dei cittadini, difendendo un progetto per ottenere un partito forte e credibile, con una leadership democratica e collettiva capace d'integrare generazioni e sensibilità diverse, con la massima partecipazione di tutti.
"Questo richiede una trasformazione profonda della nostra organizzazione politica che converta il PSOE in un modello di democrazia, dove si incentivano comportamenti etici e responsabili"
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(foto el Pais MARCEl·LÍ SÀENZ)

Habemus PP, inizia l'anno Mariano

"Mariano Rajoy ha votato SÍ a Mariano Rajoy” solo perchè non poteva scegliere DEPENDE
 
“@europapress_es: Mariano Rajoy recibe a su investidura como presidente del Congreso 187 votos a favor, 149 en contra y 14 abstenciones -”
 
 
totale ammirazione per la diputada che ha salutato Rajoy con in mano un kitchissimo iPhone con BUMPER azzurro marchiato PP

Rajoy nuestro Monti


"Rajoy è il nostro Monti,
si comporta come un presidente non eletto ma scelto dai mercati"


19 dicembre 2011

Zapatero l' ultima notte alla Moncloa



Da domani si trasferirà in una casa nella periferia della capitale spagnola, dove inizierà la nuova vita da ex presidente
Secondo quanto anticipato dal quotidiano Público la scorsa settimana, l'unica attività prevista da Zapatero nei prossimi mesi, sarà riservata a poche (pochissime) selezionate conferenze. Fonti vicine all'ex premier confermano la disponibilità di impegnarsi nella collaborazione con università straniere.  



"Ecco la villa in cui vivrà la famiglia Zapatero a Somosaguas, una delle urbanizzazioni più lussuose della capitale spagnola la casa scelta dal presidente spagnolo è una villa abbastanza originale visto che condivide l'ingresso con la tenuta di un'altra famiglia, secondo quanto svelato dal giornale "el condifencial". possiamo fare un giro nella villa grazie al fatto che l'annuncio di affitto era stato pubblicato sul portale dei nostri colleghi spagnoli, idealista.com alla modica cifra di 2.900 euro mensili sei mesi fa. in seguito la cifra era scesa a 2.550 euro al mese secondo quanto segnalato nell'annuncio della casa si tratterebbe di "una palazzina deliziosa", in "stile francese" di 250mq con piscina e giardino indipendente. dispone di 4 stanze da letto, tre bagni, 40mq di salone e altrettanti di sala da pranzo "


guarda le foto

inizia la "legisladura"

Comienza la ‘legisladura’

di Isaac Rosa

Se lo advierto: al próximo que me suelte lo de “sangre, sudor y lágrimas”, le garantizo que le hago sudar y llorar, y hasta sangrar como insista en repetir el topicazo de Winston Churchill que estos días está en boca de todos.
¿Hay alguien que no sepa ya que vienen tiempos duros? Como para no enterarse: en la última semana no hay dirigente político o empresarial que no nos lo haya repetido. El rey (“vienen tiempos muy duros y difíciles”), Salgado (“el tiempo que viene es difícil”), Botín (“se cumplirá con el déficit, pero será un camino muy difícil”), y por supuesto Rajoy.
El inminente presidente ya nos adelantó el otro día que tendremos que hacer sacrificios, y que anunciará medidas “no gratas” en el discurso de investidura con que hoy arranca la décima legislatura, que desde ya podemos llamar legisladura. No sabemos si hoy Rajoy nos echará un discurso de ambición histórica, una versión hispana del manido discurso de Churchill en la Cámara de los Comunes, pero diga lo que diga no nos sorprenderá mucho, pues a fuerza de cantarnos el pegadizo estribillo del “sangre, sudor y lágrimas” ya nos pillan con la resignación adecuada para encajar lo que venga.
Tras su entrevista con el Rey, Rajoy dio una pista de hasta dónde tendremos que llorar, sangrar y sudar: recordó que para cumplir con el objetivo de déficit en 2012 habrá que recortar al menos 16.000 millones. Eso en el caso de que 2011 termine con un 6% de déficit. Si al final, como se prevé, es más alto, cada punto extra supondrá otros 10.000 millones. Puesto que su lema ha cambiado desde aquel “Lo primero el empleo” al actual “Lo primero el déficit”, los tijeretazos pueden ser salvajes.
No sé si hay forma de librarse del llanto y la sudada, pero puestos a sufrir, lo justo sería repartir el sufrimiento no sólo entre todos, sino proporcionalmente a la capacidad de cada uno para llorar y sudar. Sin embargo, hasta ahora el reparto ha sido muy desequilibrado, y lo que nos anuncian es más de lo mismo: reforma laboral, congelación salarial de cuatro años, minijobs, recortes sociales… Feliz legisladura.

hoy el discurso de Rajoy

leggi il discorso d'investitura del settimo presidente del Governo spagnolo.





Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha annunciato tagli nelle spese per 16,5 mld nel 2012 come misure di austerita'. Rajoy ha poi annunciato nel discorso di innvetitura che entro gennaio ci sara' l'ok alla 'regola d'oro' sull'equilibrio di bilancio in costituzione che fissa al 2020 il tetto del 60% del debito e del 0,45% del deficit.

hoy Rajoy

(Publico.es) Ermetismo fino alla fine. Oggi Mariano Rajoy salirà "a la tribuna" del Congresso per svelare il suo programma di governo durante il suo discorso inaugurale come sesto presidente della democrazia. 
Discorso, programma, composizione del futuro governo dalle elezioni del 20N a tutt'oggi non si sa nulla.