28 giugno 2010

Spagna: sentenza statuto crea tensione Madrid-Barcellona

Ha suscitato un'improvvisa tensione politica fra Barcellona e Madrid la sentenza approvata questa sera dopo quattro anni di tentativi infruttuosi dalla Corte costituzionale spagnola sullo statuto di autonomia della Catalogna, che secondo le prime informazioni diffuse dalla stampa boccia 14 dei suoi 150 articoli.
Secondo l'edizione elettronica di "El Mundo", la sentenza della Corte definisce fra l'altro privo di efficacia giuridica il concetto di "nazione" riconosciuto alla Catalogna nel preambolo dello statuto.

da ANSAmed
Dopo quattro anni, la Corte Costituzionale si e' pronunciata oggi sul ricorso di costituzionalita' dello Statuto di Catalogna, presentato dal Partito Popolare. L'alta corte, secondo fonti giuridiche citate da Radio Cadena Ser, ha approvato con 6 voti favorevoli e 4 contrari la bozza di deliberazione presentata dal presidente Maria Emilia Casas, che dichiara incostituzionali 14 articoli dello Statuto.
Fra questi, quello istitutivo del Consiglio di Giustizia Catalano, il Csm della regione, e del Difensore del Popolo. Dichiarato incostituzionale anche quello che stabilisce come lingua veicolare e preferenziale il catalano rispetto allo spagnolo. I magistrati della Corte, divisi tra progressisti e conservatori, non si sono mai mossi dalle rispettive posizioni, che hanno fino ad oggi reso impossibile arrivare a un accordo sulla deliberazione. I primi ritengono che lo Statuto elevi il tetto dell'autogoverno della Regione, mentre gli altri considerano che la Catalogna abbia intrapreso la pericolosa strada della sovranita' della quale l'articolato, approvato per maggioranza dal Parlamento calatano e sottoposto a referendum regionale, e' una esplicita conferma. Quella di oggi e' stata l'ultima opportunita' di arrivare a una deliberazione prima che si apra il periodo elettorale in Catalogna, dove per novembre sono previste le elezioni regionali. Il presidente del partito CiU (Convergencia i Union), Artur Mas, aveva gia' annunciato che, se ci sara' una sentenza della Corte Costituzionale, chiedera' al presidente della Generalitat, il socialista Jose' Montilla, la convocazione di elezioni anticipate, dopo l'estate, senza aspettare la fine naturale della legislatura.

Italia - Spagna, A/r R/a - andata e ritorno per la Riproduzione Assistita


Il turismo procreativo non conosce crisi in Europa, e soprattutto in Italia a causa delle restrizioni imposte dalla legge 40.
Spagna, Slovenia, Svizzera, Danimarca e Belgio. Questa è la lista dei paesi dove migliaia di coppie italiane con problemi legati alla riproduzione, vanno alla ricerca di una clinica che renda possibile ugualmente la procreazione.
Secondo Anna Pia Ferraretti, rappresentante italiano dell'Eshre (Societa' Europea di Riproduzione Umana e Embriologia), sono infatti ben 25mila le coppie europee che vanno nei paesi sopracitati per avere figli. Di queste, la percentuale maggiore, ovvero il 32%, è rappresentata da italiani.
I dati raccolti mostrano inoltre che le coppie italiane non vanno all'estero per effettuare trattamenti 'estremi', ma solo per cercare di avere un figlio all'interno di una coppia stabile, eterosessuale ed in normale eta' riproduttiva. E' solo nel 40% dei casi che le coppie escono dall'Italia per eseguire trattamenti illegali in Italia (donazione di gameti e embrioni), mentre il 60% si rivolge a centri stranieri per eseguire trattamenti leciti in Italia, ma che crede essere piu' efficaci in Paesi dove esiste una legge piu' liberale.
Non stupisce quindi che l'home page di IVI la più grande "catena spagnola di cliniche per la fertilità", sia consultabile anche in italiano.


Spagna, i 15 comandamenti

per il quotidiano spagnolo ABC

  1. Vedere il Guernica di Pablo Picasso. Per capire il presente, bisogna conoscere il passato e la sconcertante opera di uno dei nostri artisti più conosciuti riflette l'angosciosa situazione che si visse durante la Guerra Civile e l'idiosincrasia della società spagnola
  2. Visitare il Triangolo dell'Arte di Madrid. Composto essenzialmente dal Museo Nacional de Arte Reina Sofía, in cui si trova il Guernica, il Museo Nacional del Prado e i Museo Thyssen-Bornemisza.
  3. Divertirsi nella Tomatina. Questa festa di Buñol, in provincia di Valencia, è una delle preferite dagli stranieri, che vogliono passare un momento divertente nel nostro Paese, e ha ispirato altre celebrazioni simili in altre parti del mondo.
  4. Correre i Sanfermines a Pamplona. La guida commenta testualmente "devi essere pazzo per voler partecipare, ma è anche una follia perdere l'opportunità di vederla"
  5. Ballare nel Festival de Música Sonar, di Barcellona.
  6. Scoprire Barcellona. Milioni di persone non rimangono indifferenti al fascino di questa città e la visitano ogni anno alla ricerca dell'encanto di ogni angolo, tra i raccomandati l'edificio Gaudi o il Camp Nou.
  7. Sperimentare il flamenco in Andalusia. Non poteva mancare un'altra delle parole magiche per gli stranieri, che inevitabilmente associano alla passione spagnola. Per molti si tratta di un ballo ipnotico e il canto è carico di tristezza.
  8. Festa a Ibiza. Dall'Andalusia alle isole Baleari, per scoprire l'impressionante vita notturna di Ibiza, in cui esistono autentiche cattedrali della musica disco mondiale.
  9. Visitare l'Alhambra di Granada.
  10. Godere dela Costa Brava. Per molti è una chiara alternativa alle massificate spiagge del sud e un'area di straordinaria bellezza naturale.
  11. Fare il Cammino di Santiago. O come è comunemente conosciuto, Walk of Saint James, dichiarato Patrimonio dell'Umanità.
  12. Scoprire Cadice. La corolla d'argento è uno dei posti con maggiore encanto del sud della Spagna. La città più antica dell'Europa occidentale con uno dei carnevali dichiarati di interesse turistico internazionale.
  13. Conoscere la Semana Santa. Sperimentare la religiosità, la spiritualità e la magnificenza della Semana Santa suppone uno dei momenti più eccitanti per qualunque turista. In questa guida si raccomanda quella di Málaga
  14. Ver el Teide, la montagna più alta di Spagna
  15. Mangiare tapas e bere vino. Questa piccola guida di raccomandazioni essenziali non poteva terminare senza suggerire l'esperienza gastronomica che comporta il perdersi in qualunque strada delle nostre città per degustare la gastronomia propria del posto.
traduzione di
Da Rotta a SudOvest

23 giugno 2010

Nasce l' Istituto europeo per l'Uguaglianza di Genere

El delegado del Gobierno español para la Violencia de Género, Miguel Lorente, en representación de la Presidencia Española de la UE, participó junto a la presidenta de la Comisión de Derechos de la Mujer e Igualdad de Género de la UE, Eva-Britt Svenssom, en la inauguración oficial del Instituto Europeo de Igualdad de Género, que tendrá su sede en Vilna, capital de Lituania.
El objetivo del instituto es contribuir a la promoción de la igualdad de mujeres y hombres, incluida la integración de la perspectiva de género en las políticas comunitarias y en las políticas nacionales resultantes. Además, alberga el Observatorio Europeo sobre Violencia de Género, encargado de la recopilación de datos para la realización de un diagnóstico compartido, con indicadores comunes y estudios sobre legislación aplicable en cada uno de los Estados miembros.
Durante el acto, el delegado del Gobierno español para la Violencia de Género destacó la importancia de la puesta en marcha de esta institución europea, “ya que la aplicación de políticas comunes en materias como la violencia de género es prioritaria para abordar el problema en toda su dimensión”.
“De ahí, nuestra satisfacción por los trabajos que ya viene realizando el Observatorio Europeo sobre Violencia de Género. La violencia de género es un fenómeno global que requiere de soluciones globales”, señaló Lorente.
Dicho Observatorio es una de las propuestas de la Presidencia Española de la UE, que la ministra española de Igualdad, Bibiana Aído, planteó en el Consejo EPSSCO de marzo, en el que se aprobó por unanimidad la puesta en marcha de una estrategia europea común de lucha contra la violencia de género.
Esta estrategia supone, además, el traslado de otras medidas del modelo español, como la puesta en marcha de un teléfono único europeo de información y asesoramiento para las víctimas y la asistencia social integral tanto para las mujeres víctimas como para los menores que viven en contextos de violencia.
Así, el trabajo realizado por la Presidencia Española en materia de violencia de género ha recibido el reconocimiento de las representantes europeas presentes en el acto, que han mostrado su apoyo a las políticas llevadas a cabo por el Gobierno de España en esta materia y la necesidad de trasladarlas a una política común en el seno de la UE.


21 giugno 2010

Finlandia, dopo la Presidenta la seconda Prima Ministra (con il capo donna dell'opposizione e un uomo alle pari opportunità)

Mari Kiviniemi, 41 anni e 2 bambini, figlia di contadini e laureata in scienze politiche, sarà il nuovo primo ministro della Finlandia, al posto del dimissionario Matti Vanhanen.
La Finlandia si conferma patria della politica al femminile,
Da dieci anni Tarja Kaarina, 67 anni, è Presidente della Repubblica, mentre su 20 ministri dell'attuale governo, 11 sono donne.
Chi conosce la nuova primo ministro la definisce pragmatica e concreta. Mari Kiviniemi sabato scorso era stata eletta nuovo leader del Partito di Centro (forza di maggioranza della coalizione) al posto del premier uscente Matti Vanhanen. Vanhanen, 54 anni, ha rassegnato le dimissioni dall'incarico dopo sette anni passati alla guida dell'esecutivo.
Altre particolarità: di quote rosa in Finlandia non si parla, il ministro per le Pari opportunità è uomo . Un quadretto inedito e un popolo da noi geograficamente e culturalmente distante, seppur "europeo", che vanta una lunga tradizione al femminile. Qui le donne poterono votare ed essere elette già dal 1906 con 19 successi alle prime elezioni parlamentari; nel 1926 ci fu la prima donna ministro e in questi anni la tradizione è continuata con incarichi importanti fino agli attuali e una presenza in parlamento mai al di sotto del 38 per cento. Quasi il doppio della nostra percentuale che in questa legislatura è comunque migliorata del 5 per cento raggiungendo il 20,2 per cento con 191 donne su 945 eletti nelle due Camere. Una crescita numerica che comunque non corrisponde ancora ad un diverso apporto nelle decisioni e nella conduzione del nostro Paese.
La designazione ufficiale della NUOVA PRIMA MINISTRA da parte della Presidenta della Repubblica dovrebbe avvenire nella giornata di domani.

quote rosa l'esempio finlandese

20 giugno 2010

Spagna, due donne guidano l'ETA. La questione di genere "risolta" dai terroristi



Dopo l'arresto di Mikel Carrera, las Fuerzas y Cuerpos de Seguridad del Estado , attraverso i documenti sequestrati ai terroristi, hanno identificato in una donna il nuovo capo dell'ETA.

Si tratta di Iratxe Sorzabal 38 anni di Irùn (Guipuzcoa). Sorzabal sarebbe a capo della nuova cupola dell'ETA, contando nella leadership sull'appoggio e la collaborazione di un altra donna, Izaskun Lesaka.

La Sorzabal, militante nell'organizzazione terroristica a partire dagli anni '90. Secondo polizia la nuova “jefa” dell'ETA prese parte all' organizzazione di tre attentati: quello di Josefina Corresa, asesinada en diciembre de 1995 al explotar un artefacto en el Corte Inglés de Valencia; quello al capo dei servizi logistici della Polizia regionale Basca , Ramón Doral, nel marzo del 1996; a all'assassinio del poliziotto Eduardo López Moreno, negli ultimi mesi del 1994.

Sorzabal non è l'unica donna che ha ricoperto incarichi importanti nella direzione dell'ETA. Alla fine degli anni '70, si ricorda Dolores Catarain, Yoyes, fu nominata “dirigente miltar” dell' ETA prima di svincolarsi dall'organizzazione.

In tempi più recenti, Soledad Iparraguirre Anboto, era parte attiva della direzione della banda, prima dell'arresto avvenuto nell'ottobre del 2004 con il compagno , Mikel Antza, leader indiscusso dell'organizzazione separatista in quel momento.

Però l' ETA nella quale militarono Yoyese la Anboto, poco ha che fare con l'attuale formazione terroristica guidata dalla Sorzabal e dalla Lesaka. L'organizzazione terroristica oggi è profondamente indebolita dagli arresti e divisa al suo interno tra chi vorrebbe seguire una lotta politica e gli intergralisti della lotta armata .

L'arresto di Mikel Carrera, ha lasciato la banda per la prima volta senza una direzione chiara e senza nessun erede. Fino ad allora, i capi preparavano e segnalavano ai compagni i loro successori, a Carrera, non fu lasciato il tempo di addestrare nessun successore, perché sin dalla sua nomina ha passato più tempo a nascondersi che a pianificare un futuro per se e per il gruppo. Ma è in questo vuoto di potere che alla guida dei terroristi sono salite Izaskun Lesaka e Iratxe Sorzabal.

Una relazione dei servizi antiterrorismo della poliza Basca ha evidenziato che il problema più grande per le due donne a capo dell'organizzazione sarà quello di rimettere in piedi capillarmente la banda, reclutando attivisti tra sbandati e delinquenti per prepararli alla lotta armata previo addestramento ideologico.

info

"mujer de ETA" la question de genero en la clandestinidad


las mujeres de ETA


19 giugno 2010

Islanda diventa ufficialmente 'porto franco' per la libertà d'informazione

di PeaceReporter

Il parlamento islandese ha approvato la proposta di WikiLeaks, nota come Modern media initiative, per trasfromare il paese nordico in un porto franco per il giornalismo investigativo. L'iniziativa di WikiLeaks, sito internet che pubblica documenti governativi e aziendali riservati, ha l'obiettivo di creare un'area dove vi sia piena libertà d'informazione e dove sia garantita la protezione agli informatori dei giornalisti. I parlamentari islandesi hanno aderito al progetto con 50 voti favorevoli, zero voti contrari e un'astensione.

La Modern media initiative "potrebbe rappresentare un catalizzatore per una riforma legislativa sulla libertà d'informazione che è necessaria a livello globale", recita il sito Index on Censorship. Secondo la parlamentare europea ed ex magistrato Eva Joly, "la mozione stimola l'integrità e la trasparenza da parte dei governi." L'Islanda potrebbe presto diventare, quindi, il fulcro delle attività dei media internazionali digitali, editori, banche dati, e organizzazioni per i diritti umani.

L'accoglimento della proposta di Wikleaks giunge proprio mentre il suo fondatore, l'austaliano Julian Assange, è ricercato dal governo Usa, che lo vuole arrestare con l'accusa di divulgazione di materiali militari classificati.
Il sito di controinformazione avrebbe infatti ricevuto da un ex soldato di stanza a Baghdad, Bradley Manning, documenti e video molto imbarazzanti per il Pentagono: le drammatiche immagini (già pubblicate) dell'elicottero Usa che spara sui civili a Baghdad, un dossier di 260 mila pagine che rivelano maltrattamenti sui civili, e sopratutto un video che testimonierebbe la strage di 147 civili afgani uccisi lo scorso maggio in un bombardamento Usa.

La decisione islandese va letta anche in reazione allo scandalo scoppiato nel 2009, quando è emerso che il principale canale televisivo nazionale, Ruv, era stato censurato dalla banca Kaupthring. Dal 2007 al 2009, l'Islanda è passata dal primo al nono posto nella lista dei paesi dove vi è libera informazione. La società civile islandese, le aziende, il mondo dell'informazione hanno accolto favorevolmente la proposta di creare un "paradiso mediatico" nel Paese.

passi avanti della società civile islandese:
leggi anche
La lezione dell'Islanda
di Anna Falcone

16 giugno 2010

Spagna, riforma del mercato del lavoro

La Spagna lancia una riforma del mercato del lavoro per rendere l’impiego più flessibile e contrastare la disoccupazione che è al 20% ed è una delle più alte dei paesi OCSE. Il governo spagnolo ha varato un disegno di legge che renderà più facile licenziare ma ridurrà anche l’uso indiscriminato dei contratti a termine.

Per il premier Zapatero è anche un modo per iniettare fiducia nel sistema paese:

“La Spagna è solvibile, solida, è un paese forte con una reputazione internazionale. La Spagna però come molti altri stati, sta soffrendo delle conseguenze della peggiore crisi degli ultimi 80 anni”.

Il decreto entra in vigore subito, ma dovrà passare al vaglio del parlamento dove non lo aspetta un percorso facile. Le opposizioni accusano Zapatero di svendere l’economia e anche i sindacati si preparano a fargli la guerra. Per la prima volta un esecutivo socialista deve far fronte alla minaccia di uno sciopero generale, convocato per fine settembre.

Nel frattempo cominciano a circolare voci su un possibile ricorso della Spagna a un prestito internazionale, voci smentite da Madrid.

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10 giugno 2010

Berlusconi "abbandona" Zapatero




da corriere.it
Prima le dichiarazioni congiunte alla stampa, poi i complimenti «all’amico Josè Luis», infine un saluto un po' insolito a «San Zapatero». E poi Silvio Berlusconi lascia solo il primo ministro spagnolo, nella Sala delle Galere dove si tengono le conferenze stampa al termine degli incontri internazionali di Palazzo Chigi. Per i giornalisti nessuna possibilità di domande a Berlusconi, che invece affida proprio ai cronisti il collega spagnolo: «Lascio l’amico Josè Luis alle domande dei giornalisti, immagino sulla sua visita in Vaticano», si congeda Berlusconi. «L’ho sempre apprezzato - aggiunge il Cavaliere - e lo saluto come si saluta un santo: avendo appena avuto la benedizione del Papa è in uno stato di assoluta grazia». Dopodiché, il premier italiano imbocca la porta d’uscita. E così il primo ministro spagnolo resta solo nella sala, un po' interdetto, prima di essere invitato a lasciarla per qualche minuto: il tempo di togliere la bandiera italiana, e lasciare alle spalle di Zapatero la sola bandiera spagnola, per poi dare il via alla breve conferenza stampa tra la sorpresa dei cronisti.

Italia-Spagna/ El Pais: Zapatero sconcertato da 'fuga' Berlusconi

19:56 - ESTERI- 10 GIU 2010

Italia-Spagna/ El Pais: Zapatero sconcertato da 'fuga' Berlusconi

Prima le lodi e l'ironia sulla visita al Papa, poi l'abbandono
Roma, 10 giu. (Apcom) - Prima ne tesse le lodi, poi ironizza sulla sua santità, dopo la visita al Papa. Infine, Silvio Berlusconi lo abbandona in conferenza stampa, lasciando il presidente del governo spagnolo, José Luis Rodriguez Zapatero, solo con i giornalisti, nella sorpresa generale. L'episodio non poteva certo passare inosservato in Spagna. Il quotidiano 'El Pais', conosciuto per le sue campagne contro il presidente del consiglio, ha parlato di uno Zapatero "sconcertato" dal comportamento di Berlusconi. Sempre 'El Pais' cita un'agenzia Efe, che titola "Berlusconi pianta in asso Zapatero". A margine dell'incontro, a Palazzo Chigi, Berlusconi ha parlato della Spagna come di un "Paese amico", guidato da "mani sicure". Il presidente del consiglio ha poi aggiunto che l'Italia guarda "con fiducia alla Spagna, alla gestione dell'economia spagnola, ai dati che emergono". Ammettendo di essere invidioso, perché "la Spagna ha un debito pubblico molto limitato, il 53% del Pil, una situazione molto diversa da quella dell'Italia, che ha un debito del 115%, più del doppio".

il quotidiano ultra-derechista ABC (vicino al PP) invece commenta così

Berlusconi dejó sólo a Zapatero como "acto de cortesía", según su portavoz !!!!



Spagna,l'invasione del web in difesa dell'uguaglianza e contro la violenza di genere



Ante los ataques sistemáticos de la derecha neo-machista a las Leyes de Igualdad y de Prevención de la Violencia de Género creemos que es necesario visibilizar una respuesta contundente.
Por ello proponemos invadir la blogosfera, las webs, las redes sociales y los espacios de comunicación informales de un mensaje claro y contundente en torno a la idea: Para combatir la Violencia de Género, hay que promocioanr la Igualdad

Escribir notas y posts en torno a este mensaje en blogs y webs.

  • Incluir en vuestros blogs, webs, el logo que os adjuntamos.
  • También sustituir vuestra imagen en las redes sociales (Facebook, Twitter, etc.) durante los próximos días con el mismo logo.

Spagna, 1 secolo dal primo seggio Socialista

Il Psoe celebra oggi il centenario del gruppo parlamentare Socialista, nel 1910 il primo "diputado" fu Pablo Iglesias fondatore del Partito Socialista Obrero Español e del sindacato UGT

Apenas contaba 9 años. Un niño de familia humilde que recorrió más de 600 kilómetros a pie, de Ferrol (A Coruña) a Madrid, tirando de un modesto carromato, con su madre y su hermano menor. Un comienzo nada heroico para un pequeño que, con el tiempo, haría historia, la de letras grandes e imprescindibles para entender el devenir del futuro de España.

Ese era el año 1859, y el niño, Pablo Iglesias Posse (1850-1925), el fundador del Partido Socialista Obrero Español y de la Unión General de Trabajadores, el creador del diario El Socialista. El primer diputado del partido que se sentó en el Congreso, allá por junio de 1910. Hace justo cien años. Una cifra redonda que hoy celebrarán los socialistas bajo la batuta de sus dos presidentes del Gobierno desde la Transición, Felipe González y José Luis Rodríguez Zapatero.

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08 giugno 2010

Spagna.Ley de Igualdad. Basta discriminazioni per l'aspetto fisico.

da LaVanguardia

La ley de igualdad de trato metterà fine alla discriminazione "por apariencia física".


Non ci sono dati, nessuno. Perché è raro trovare chi discriminato metta in piazza, denunciando, l'umiliazione subita di non aver ottenuto il lavoro solo perché brutto o obeso, è già abbastanza umiliante, dichiarano dal ministero dell'uguaglianza, che un candidato venga rifiutato per l'aspetto fisico che si " allontana dai canoni di bellezza accettati dalla società",e comprendiamo che ancor più umiliante sarebbe portare il caso in tribunale ,dove ci si scontrerebbe con la crudeltà che a volte circonda l'obiettività.

Questa discriminazione, però potrebbe avere i giorni contati, con la ley de igualdad de trato, una legge che ha come fine lottare contro qualsiasi tipo di diseguaglianza per ragioni di aspecto físico, edad, orientación sexual, raza, discapacidad, género o creencia.

A questa legge, sta lavorando il Ministerio de Igualdad,ed è previsto che si presenti a la Camera nei prossimi mesi (está a la espera de la ley de libertad religiosa, que la vicepresidenta primera del Gobierno, María Teresa Fernández de la Vega, anunció para antes del verano), la ley de Igualdad, è una normativa imposta dall' Europa. La differenza rispetto a la direttiva europa, è che ai 6 tipos de discriminación (sexo, origen étnico, religión, edad, discapacidad y orientación sexual), la nuova normativa spagnola extenderá su actuación a otro tipo de discriminaciones, como la relativa a la apariencia física, una questione importante che quotidianamente colpisce migliaia di persone che in questo periodo di crisi o da anni cercano lavoro, questo è quanto dichiarato dal ministero dell'uguaglianza a Celeste Lopez de La Vanguardia- qui txt completo

07 giugno 2010

La UE incorporararà la igualdad entre mujeres y hombres como elemento necesario en la Estrategia2020

  • La igualdad ha constituido uno de los ejes fundamentales para el programa de la Presidencia española de la Unión Europea, una prioridad política que se ha abordado desde todas las perspectivas
  • En el anterior Consejo EPSSCO, la Unión Europea dio un paso histórico en la lucha contra la violencia de género con la aprobación de manera unánime de la propuesta de la Presidencia española
Los ministros de Trabajo e Inmigración, Celestino Corbacho, Sanidad y Política Social, Trinidad Jiménez, y la ministra de Igualdad, Bibiana Aído, han participado hoy en Luxemburgo en el Consejo de Empleo, Política Social, Sanidad y Consumo (EPSSCO) que ha acordado las directrices que el Parlamento dictaminará en septiembre para la puesta en marcha de las Políticas de Empleo en el marco de la Estrategia 2020. Unos objetivos que marcan el camino a seguir por los diferentes Estados miembros y que “incorporan la igualdad entre mujeres y hombres como un elemento necesario no sólo para la recuperación del empleo en la coyuntura de crisis, sino para hacer realidad el nuevo modelo de crecimiento inteligente, sostenible e integrador de cara a la próxima década”, ha destacado la ministra de Igualdad española.
Aído ha señalado que la igualdad ha constituido uno de los ejes fundamentales de la Presidencia española, abordándola desde todas las perspectivas, y ha recordado que en el anterior Consejo EPSSCO, la Unión Europea dio un paso histórico en la lucha contra la violencia de género con la aprobación de manera unánime de la propuesta española en esta materia.
Asimismo, la titular de Igualdad ha señalado que para remontar el crecimiento desde una base sólida, “Europa debe contar con el potencial, la capacidad y el conocimiento de toda la ciudadanía”. Por ello, la ministra ha subrayado que “el objetivo del 75% de tasa de empleo en Europa 2020 tendrá en cuenta tanto a hombres como a mujeres”.
Los datos indican que para conseguir este objetivo habrá que concentrar un especial esfuerzo en la incorporación de un mayor número de mujeres al mercado laboral. Entre otros, destaca el hecho de que el 60% de las personas que obtienen una titulación superior en la UE son mujeres, algo que no se traslada al mercado de trabajo, donde, mientras los hombres trabajan en un 76%, el porcentaje para las mujeres se sitúa en un 63%. Un ámbito donde las diferencias también afectan al salario, con una brecha salarial que alcanzó una media el pasado año del 17,4% en la UE y sobre la que también se va a incidir en la Estrategia 2020.

Entre las directrices acordadas, destacan también en materia de igualdad las que contemplan la superación de estereotipos de género en la educación y en la orientación laboral.

Asimismo, en cuanto a la lucha contra la pobreza, también abordada en este Consejo, se ha incluido una especial atención en el caso de las mujeres, dado que corren un mayor riesgo de pobreza que los hombres al percibir salarios más bajos o responsabilizarse en solitario de tareas no remuneradas vinculadas al cuidado de hijos e hijas o personas dependientes.

Directiva Igualdad de Trato

La Presidencia española ha presentando el Informe de progreso de la propuesta de Directiva del Consejo sobre la aplicación del principio de Igualdad de Trato entre personas con independencia de su edad, religión o creencias, discapacidad u orientación sexual.

Se trata de una propuesta sobre la que se viene trabajando desde 2008 y que en este semestre de Presidencia española ha conseguido importante avances sobre todo en discapacidad, estableciendo compromisos para el conjunto de los Estados miembros en materia de accesibilidad y la adaptación de infraestructuras y edificios.

Sobre la citada Directiva, la ministra de Igualdad ha explicado que “queda mucho trabajo por hacer y respaldaremos a la Presidencia belga, igualmente comprometida en la redacción de una norma que proteja más allá del ámbito del trabajo a las ciudadanas y ciudadanos de la UE que puedan sufrir discriminación por diferentes causas”.

Directivas autónomas

La Presidencia española ha informado del acuerdo alcanzado con el Parlamento en la propuesta de Directiva sobre Igualdad de trato entre mujeres y hombres que ejercen la actividad autónoma y que será adoptada en el próximo Consejo.

Por primera vez, Europa reconoce a los cónyuges o parejas de hecho el derecho a la protección social, así como el derecho de las trabajadoras autónomas y de los cónyuges o parejas a percibir una prestación por maternidad durante un mínimo de 14 semanas. Se trata de un avance histórico que equipara la protección a la maternidad de las mujeres trabajadoras con independencia del régimen laboral. Y que viene a dar cobertura a aquellas mujeres que han contribuido y contribuyen junto a sus parejas con su trabajo diario al sostenimiento de negocios en todos los países. “Saldamos así una deuda que teníamos pendiente con las mujeres autónomas y superamos una vieja barrera a favor de la igualdad de mujeres y hombres en el ámbito del empleo”, ha concluido la ministra.

06 giugno 2010

Nadie hablará de nosotras. Nessuno parlerà di noi

Una sociedad androcéntrica tiende a no reconocer la presencia pública femenina, ni siquiera cuando comporta excelencia.
gemma lienas




El Pais 05/05/2010

En el mundo del ilusionismo y en el de la literatura fantástica, la capacidad de ser invisible siempre se ha considerado una virtud, un poder secreto y de enormes ventajas para quien lo posee y lo usa en beneficio propio. En el mundo real, sin embargo, la invisibilidad no está vinculada al ejercicio del poder, sino que denota una verdadera amenaza: la del rechazo, la exclusión y, por fin, el olvido.

Quienes históricamente han vivido siempre bajo una espesa capa que los ocultaba han sido los colectivos menos favorecidos. De entre ellos, destaca el de las mujeres, que constituye nada más y nada menos que la mitad de la población del planeta.

Son muchas y de muy distintas épocas las artistas, filósofas, científicas o políticas cuyos logros innegables han sido absorbidos por una figura de más autoridad dentro del engranaje patriarcal, generalmente el padre, el marido, el amante o el hermano. Es el caso de la escritora Alice James, de la pintora Marieta Robusti, de la escultora Camille Claudel, de la matemática Mileva Maric, de la doctora en física y química Rosalind Franklin, de la activista Olimpia de Gouges, de la pensadora Hildegard von Bingen...

Otras veces, si han querido emerger, las mujeres han tenido que desaparecer detrás de seudónimos masculinos, como Currer Bell (Charlotte Brontë), George Elliot (Mary Ann Evans), Fernán Caballero (Cecilia Böhl de Faber), George Sand (Amandine Aurore Lucile Dupin), Víctor Català (Caterina Albert)...

En muchos otros casos, las contribuciones femeninas simplemente se han diluido en la historia por falta de atención y promoción, y porque la invisibilidad consiste precisamente en eso, en que nadie sepa que existes.

...Y es que, aun cuando pudiera parecer que la inmaterialidad de las mujeres se daba en un tiempo pretérito, tenemos pruebas manifiestas de que eso sigue ocurriendo en nuestro país en el siglo XXI, razón por la que García de León dedica un libro ( Rebeldes ilustradas ndr.) a esas mujeres, nunca puestas de relieve, que hicieron una transición no sólo política, sino también personal. Ellas tuvieron un papel definitivo a la hora de impulsar y llevar a cabo, entre otras acciones, campañas en defensa de los derechos civiles y sociales, o de exigir mejoras de los servicios públicos para hacer el espacio urbano más habitable. Y pese a que desempeñaron una labor decisiva, han sido consideradas personajes secundarios de la historia oficial, nunca sus protagonistas.

Por poner otro ejemplo, en el año 2007, en el Palau Robert de Barcelona, tuvo lugar una exposición de fotografía sobre estos años de la historia española. En ella, desde el punto de vista institucional, sólo figuraban, en formato pequeño, dos referencias a políticas: Dolors Calvet y la Pasionaria. Y desde el punto de vista de la ciudadanía, en las imágenes aparecían mujeres, aunque siempre como seres anónimos.

¿Se figuran lo que experimenta una mujer nacida en 1940 que en 1975, con 35 años, participó como política en la Transición y que actualmente, con 70 años, observa que se ha caído ya de la historia? Tampoco es difícil imaginar lo que debió de pensar una chica nacida en 1990 cuando con 17 años fue a visitar esa exposición al Palau Robert. Probablemente creyó que la no presencia femenina se explicaba porque, en esa época (alrededor de 1980), las mujeres todavía permanecían recluidas en sus casas. Debió de considerar que a su generación ya no le sucederá lo mismo.

Tal vez lo que no sabía la muchacha es que silenciar a las mujeres ha sido algo recurrente en la historia de la humanidad. Quizás ignoraba que cada nueva generación tiene que empezar de cero porque los logros de sus predecesoras desaparecen, se vuelven invisibles.

Porque, una vez muertas, nadie hablará de nosotras.


03 giugno 2010

Spagna. Il correttore di word contro il linguaggio sessista

La lupa violeta es un plug in (herramienta como el corrector ortográfico) que se instala en el Microsoft Word y cuya misión es facilitar la utilización del lenguaje no sexista. La Lupa Violeta identificará los términos que pueden tener una utilización sexista y propondrá diferentes sugerencias para una mejor adecuación del lenguaje.
La herramienta es gratuita (se puede descragar desde aquí), permite una total difusión dirigida a entidades sociales, organismos públicos, empresas y usuarios/as interesados/as en mejorar la utilización del lenguaje. pantallazo

La herramienta ha sido creada por Asociación AD Los Molinos y a parte de este recurso cuenta en su página web con otros contenidos y apartados relacionados con el tratamiento no sexista del lenguje.

A modo de anotación final apunto que se entinde por lenguaje sexista “el uso exclusivo de uno de los dos géneros (en general el masculino) para referirse a ambos, excluyendo al otro (aunque sea, como en la mayoría de casos, involuntaria dicha exclusión). Los entes reguladores de las lenguas justifican el uso de dicho masculino por el principio de “economía lingüística”, dado que relacionan un lenguaje no sexista con las dobles formas (p.e. ciudadanas y ciudadanos, que por “economía lingüística” se usa sólo el masculino), lo cual es un falso tópico, pues por algo existen los términos genéricos (ciudadanía) o nombres abstractos (personas ciudadanas).

01 giugno 2010

Spagna. Una legge più europea e Costituzionale. (nonostante i conservatori)

di Carmen Montón
portavoz del Grupo Socialista en la Comisión de Igualdad, miembro del Comité Federal del Partido Socialista y Coordinadora Federal de la Sectorial de Participación Ciudadana PSOE.


Manca poco più di un mese all'entrata in vigore della nuova Ley de Salud Sexual y Reproductiva y de Interrupción Voluntaria del Embarazo che solo qualche mese approvammo in Senato. Una Legge che è stata accompagnata da un Informe del Consejo de Estadod ove si affermava la piena COSTITUZIONALITA'. Oggi il Partito Popolare ha presentato un ricorso d'incostituzionalità contra questa Legge, una delle più dibattute e che ha raggiunto un ampio conseso, tanto che fu approvata con il voto di 8 gruppi politici rappresentati al Congreso Non è insolito che si dimentichino che le Leggi che si approvano in Parlamento si debbano poi rispettare. Il PP cerca con il ricorso al Tribunal Constitucional quella legittimità che non ha ottenuto nel Parlamento, come già han fatto in altre occasioni, come per il matrimonio tra persone dello stesso sesso o la Ley de Igualdad. Inoltre, con questo ricorso il PP, tenta di paralizzare l'applicazione della Legge, che equivale a impedire che la Spagna si adegui, equiparandosi alle legislazioni dei Paesi Europei che ci circondano. Ricordiamo che la Ley de Salud Sexual y Reproductiva è una legge equilibrata e necessaria per adattarci alla realtà attuale, che aumenta la sicurezza e le garanzie giuridiche delle donne e del personale medico e sanitario , evitando che sia le donne che i medici, possano "finire in carcere", rispetta il diritto delle donne a decidere sulla propria maternità, e mette l'accento sulla prevenzione, sulla quale il Governo sta già lavorando e che inizia a "darei suoi frutti", visto che secondo gli ultimi dati, gli interventi si sono ridotti di un 10% . Devo sottolineare che l'atteggiamento del PP alla riforma dell'interruzione volontaria della gravidanza è IPOCRITA. Non solo non rispettano il diritto delle donne a decidere sulla maternità, ma vogliono compiere passi indietro e tornare a un dibattito già superato dalla società spagnola

Aborto. Italia vs. Spagna

Aborto: 2.000 italiane all'anno scelgono l'estero

L'Aja, 22 mag. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Olanda, Francia, Spagna e Regno Unito. Sono queste le mete scelte da 2.000 italiane all'anno per l'interruzione volontaria della gravidanza dopo gli ufficiali 90 giorni previsti dalle legge 194. "In questi Paesi gli italiani trovano quelle possibilita' che la nostra legge sull'aborto non prevede. Si possono spendere circa 900 euro per un aborto nelle tante cliniche private, ad esempio olandesi, che offrono questo servizio", afferma Emilio Arisi direttore di ostetricia dell'ospedale S.Chiara di Trento a margine del congresso europeo della contraccezione in corso all'Aja

CASO ITALIA

Lombardia, bonus di 4.500 euro per non abortire

Un bonus di 250 euro al mese, 4500 euro in un anno e mezzo, per le donne che rinunciano ad abortire pur vivendo in condizioni economiche difficili. È il contributo che erogherà la Regione Lombardia, la cui giunta ha varato oggi un provvedimento sperimentale che va nella direzione indicata da tempo dal presidente, Roberto Formigoni. «Nessuna donna - ha detto il governatore - dovrà più abortire in Lombardia a causa delle difficoltà economiche».
Il contributo, secondo quanto spiegano dal Pirellone, consiste in un assegno mensile di 250 euro, per 18 mesi, destinato a quelle donne che rinunciano ad una interruzione della gravidanza che sarebbe stata determinata, appunto, da problemi economici. Il bonus, che raggiunge dunque i 4.500 euro in un anno e mezzo, è reso possibile da un primo stanziamento di 5 milioni di euro deciso dalla Regione, che ha versato i soldi sul Fondo «Nasko», appositamente creato.
«Vogliamo aiutare - spiega in una nota il governatore lombardo - la famiglia, la maternità e la natalità, rimuovendo il più possibile gli ostacoli, a cominciare da quelli di natura economica, che rendono più difficoltoso il fare una scelta a favore della vita». D'accordo anche l'assessore regionale alla Famiglia, Giulio Boscagli, che fa notare come «lo sforzo della Giunta sia tanto più significativo in quanto cade in un momento in cui la forte instabilità economica e sociale si può ripercuotere, più che in altri periodi, sulla scelta di molte donne di procrastinare o interrompere una gravidanza».

http://unita.it/news/italia/99417/lombardia_bonus_di_euro_per_non_abortire


INTANTO IN SPAGNA

ABORTO:SPAGNA, RU486 A DOMICILIO CONTRO COLLASSO OSPEDALI

(di Paola Del Vecchio) (ANSAmed) - MADRID - Per evitare il collasso degli ospedali, con l'entrata in vigore della riforma dell'aborto il prossimo 5 luglio, l'assessorato alla Sanita' della Catalogna promuovera' l'interruzione volontaria di gravidanza a domicilio, con la pillola RU-486, entro la settima settimana di gestazione. La nuova legge di Salute sessuale e riproduttiva, che legalizza l'aborto entro la 14/esima settimana di gestazione, prevede infatti per la prima volta che le interruzioni volontarie di gravidanza, finora realizzate nel 98% dei casi in cliniche private, siano garantite nelle strutture pubbliche alla pari delle altre prestazioni sanitarie. Questo significa che, stando alle stime dell'assessorato alla Sanita' citate oggi da El Periodico de Catalunya, nella sola Catalogna si aggiungeranno oltre 26.000 interventi ginecologici l'anno a quelli che si praticano attualmente. Di fronte a una pressione della domanda che le strutture pubbliche catalane non sono in grado di fronteggiare, l'assessorato alla Salute ha previsto di offrire la pillola RU486 alle donne che decidano di interrompere la gravidanza entro la settima settimana di gestazione, il che consentirebbe di abbattere del 50% la domanda di interventi ginecologici. La RU-486, secondo le fonti, sara' distribuita nei 42 centri di assistenza sessuale e riproduttiva esistenti nella regione, ai quali si accede attraverso il medico di base e dove le donne che decidano di abortire possono contare sull'assistenza di ginecologi, psicologi e ostetrici, per una corretta somministrazione della pillola abortiva e un'informazione degli effetti secondari. L'obiettivo e' promuovere l'aborto farmacologico: ''Uno strumento incruento - secondo Joaquin Calaf, responsabile del servizio di ginecologia e ostetricia dell'Ospedale Sant Pau, di Barcellona - che le donne possono utilizzare in casa e in forma privata, molto meno aggressivo dell'intervento chirurgico, se il farmaco viene assunto nella settima settimana di gestazione''. La misura ha un'ampia approvazione da parte dei ginecologi, consultati dall'assessorato alla Salute, che ha previsto di approvarla in giunta venerdi' 28 maggio. ''E' chiaro che gli ospedali della rete pubblica non potranno far fronte agli aborti'', ha riconosciuto la responsabile della Direzione generale di pianificazione dell'assessorato alla Salute, Dolores Costa, citata dal quotidiano. La Costa sottolinea la necessita' che ''l'uso della pillola abortiva debba essere accompagnato da una campagna informativa fra le donne, dal momento che, se si impiega male, oltre a pregiudicare la salute, avra' per effetto la saturazione dei servizi di urgenza''. La paziente che utilizza la RU486 deve assumere infatti due sostanze: il mifepristone e la prostaglandina, che somministrata due giorni dopo, provoca l'espulsione dell'embrione. Per far fronte alla domanda di interruzione volontaria di gravidanza, la Generalitat ha previsto, per le donne che decidano di interrompere la gravidanza fra la settima e la 14/esima settimana di gestazione, la possibilita' di sottoporsi ad intervento chirurgico non solo negli ospedali pubblici, ma anche nelle cliniche convenzionate. La pillola RU486, messa a punto in Francia ed entrata in commercio negli Stati Uniti e in Europa da 15 anni, si e' diffusa in maniera diversa nei vari paesi della Ue. (ANSAmed)