29 settembre 2009

Consiglio dei Ministri : Adelante Bibi

Dopo il via libera dal Consejo de Estado, 1° round aggiudicato! AVANTI BIBIANA...

fuente Ministerio de Igualdad

El texto aprobado se remitirá ahora al Congreso para comenzar su tramitación parlamentaria.

En línea con las legislaciones de nuestro entorno y con las recomendaciones de los organismos internacionales, pone especial atención en la prevención de embarazos no deseados-

La ley parte de la consideración de que todas las personas tienen derecho a tener hijos, a decidir cuándo tenerlos, y a la mejor salud posible, incluida la salud sexual y reproductiva.

El nuevo texto queda reforzado en su constitucionalidad y mejora algunos aspectos técnicos del anteproyecto .

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28 settembre 2009

El mueble de las fotos

Director: Giovanni Maccelli
Género: Comedia
Intérpretes: Fernando Núñez, Juan Beiro
Guión: Susana López
Música: Eric Foinquinos
Producción: Carlota Coronado y Giovanni Maccelli

Sinopsis: El mueble de las fotos del salón es el escaparate de mi familia. Estamos todos, menos..



Vincitore del
Persico del Presidente della giuria
alla 12° edizione di CortoLovere

25 settembre 2009

A D E L A N T E B I B I....

La ministra de Igualdad, Bibiana Aído, confesó hoy que recibe "críticas" e incluso "amenazas", debido a la Ley de Interrupción Voluntaria del Embarazo, después de visitar Ayuntamiento de León para suscribir un convenio de colaboración dirigido a las mujeres.
-europa press-


24 settembre 2009

“SE I DIRITTI DI RAPPRESENTANZA POLITICA DELLE DONNE LI GARANTISCE IL T.A.R….

La sentenza del T.A.R. di Lecce, che ha annullato le nomine dei componenti la Giunta di Taranto - poiché composta da soli uomini in violazione del regolamento dell’Ente che garantisce la presenza delle donne - rappresenta l’ennesima sconfitta della politica di fronte alla legge.

Il riconoscimento dei diritti di rappresentanza politica delle donne, così come garantito dall’art. 51 della Costituzione, dovrebbe essere una priorità di ogni forza politica realmente democratica, a prescindere dal rispetto di una norma regolamentare interna.

In Italia, la preponderanza di una visione della politica “solo al maschile” è trasversale e ormai assolutamente anacronistica, nonché dannosa, poiché depaupera la democrazia dell’apporto indispensabile, prezioso e insostituibile dei talenti e delle idee delle donne.

Se non si riconosce a monte, nelle scelte politiche e amministrative, questo “valore” e i diritti di partecipazione e rappresentanza politica delle donne non ci si può proporre, e in modo credibile, come forze capaci di amministrare il presente. Ancor meno di costruire il futuro.

Ed è una regola che vale per tutti”.

Anna Falcone
Responsabile Nazionale Pari Opportunità Partito Socialista
Sinistra e Libertà

21 settembre 2009

La sfida di Sinistra e Libertà e il futuro del Socialismo:

di Anna Falcone

Direzione nazionale PS
Responsabile Pari opportunità

L’assemblea per Sinistra e Libertà tenutasi ieri ha Bagnoli ha stupito - e superato le aspettative - per l’intensità della partecipazione, l’entusiasmo per il progetto di SeL dimostrato dai militanti di base e la determinazione della quasi totalità degli interventi nel chiedere da subito un impegno serio per la costruzione di nuovo soggetto politico.
Non è chiaramente una scelta di “strategia”: alla base importa poco degli equilibrismi interni, degli incarichi, del potere. Ciò che prioritariamente hanno chiesto le donne e gli uomini che hanno partecipato all’assemblea di Bagnoli è: concretezza. Vogliamo tornare a "fare" politica. Siamo tutti stanchi di non poter incidere con la forza delle idee e dei numeri nella politica italiana, per questo è urgente andare avanti, e con determinazione, con la costruzione di SeL.
Il dibattito è giovane: molte questioni e molti nodi andranno sciolti con il confronto chiaro e aperto fra tutte le anime politiche e tutti i i militanti, coinvolgendo il più possibile gli elettori che ci hanno sostenuto alle scorse elezioni ed i tanti simpatizzanti del progetto.
E’ necessario, però, chiarire alcuni punti, perché un progetto vitale per il rilancio della Sinistra riformista italiana non venga travisato e zavorrato dai pregiudizi degli scettici, dai fraintendimenti di chi non c’era, dall’immobilismo di chi critica, ma non sa proporre altre vie concrete per rilanciare il riformismo socialista in Italia.

Sarò sintetica:

A) Ritengo che l'unico modo di onorare davvero i valori in cui si crede sia cercare di dar loro un futuro, fare di tutto per farli vivere, renderli operativi nella pratica politica, e non congelarli nel presente alla luce di un romantico, ma inutile, isolazionismo identitario. Ci abbiamo già provato e non è andata bene.

B) Le società in cui viviamo sono drammaticamente diverse dalle società del '900. Il nuovo secolo richiede nuovi modi di fare e pensare la politica e il riformismo.Ciò impone un nuovo sforzo di elaborazione politica, alla ricerca di una sintesi fra tutte le esperienze positive della sinistra, ambientalisti compresi, imparando dagli errori e rilanciando in una chiave moderna le esperienze che hanno dato i migliori risultati. Non si può governare il futuro con idee, modelli e strumenti pensati per il passato.
E' un processo in corso in tutte le democrazie occidentali. Noi compresi. Non può essere eluso rifugiandosi nel passato.

C) Ciò non significa, per quanto ci riguarda, voler o dover sciogliere i partiti/movimenti fondatori di SeL (nel PD non l'hanno fatto, i DS). Nessuno l’ha chiesto e non sarebbe responsabile in un percorso di costruzione che richiederà tempo e che non sarà privo di ostacoli.
Significa, piuttosto, affrontare seriamente (e non con una fusione a freddo come nel PD) un percorso di sintesi ed elaborazione politica comune per riportare una voce autorevole e moderna nella Sinistra italiana, o almeno provarci seriamente.
E' la prima responsabilità che abbiamo se vogliamo dare concretezza al nostro impegno politico e sperare di poter diventare finalmente “interessanti” per l’elettorato.

D) Nessuno di noi, per quanto si sforzi, è in grado di governare con percentuali minime.
Anche le alleanze locali con il PD hanno dimostrato l'inconsistenza politica di molte esperienze socialiste, che finiscono per essere fagocitate, bloccate, neutralizzate dalla preponderanza, quando non dal ricatto delle forze più grandi. Mantenere una “sigla in franchising” per far sopravvivere qualche consigliere/assessore non è dignitoso, né per noi stessi come militanti socialisti, né per un partito nobile e grande come il PS. Almeno io non sono qui per questo.
Unire i riformisti serve a poter dialogare con più forza e dignità nel centro-sinistra, di oggi e di domani ( e non mi dilungo qui sulle prospettive del PD nell'eventualità si concretizzi l'accordo Fini-Casini e l'attrazione verso un grande centro conservatore).
Ma essere uniti, e così valorizzare tutte le nostre risorse, serve soprattutto a costruire programmi "di sinistra" e una opposizione che ancora non c'è. Solo insieme possiamo farlo. Da atomi non siamo credibili, né possiamo essere incisivi. Alla gente interessano le soluzioni che possiamo proporre e realizzare, non le battaglie di testimonianza. Non ne abbiamo più il tempo, nè forse altre occasioni.

F) Le forze che ci affiancano non possono più definirsi "comuniste". Il distacco da quelle esperienze è evidente nei fatti e va metabolizzato, soprattutto da noi socialisti. Il distacco dal Comunismo, prima di SD poi del MpS, è stato determinato proprio da un riconoscimento della primazia della via riformista e socialista. Non avrebbero avuto difficoltà, altrimenti, a continuare uniti i loro percorso: non avevano bisogno di noi. Hanno avuto il coraggio di riconoscere i limiti di una ideologia e staccarsi da una via ormai sterile e superata dalla Storia. E gli va riconosciuto.
Non trovo né onesto, né responsabile continuare ad alimentare diffidenze e ostilità che appartengono al passato e che riguardano guerre vissute da altri. Le nuove generazioni vogliono unità, concretezza e credibilità dei dirigenti e dei rappresentanti politici. Le guerre alimentate da odi atavici non ci appartengono: lasciamole combattere ad altri.

G) La collocazione europea nel PSE, che ritengo imprescindibile e coerente con lo spirito del progetto verrà da sé, con l’ineliminabile sostegno delle famiglie politiche europee, chiamate, come noi a fare i conti con le nuove sfide del nostro secolo e con le esigenze di governare efficacemente il presente.

In conclusione. Ritengo che la prima qualità di un politico stia nella “responsabilità”, ovvero, e letteralmente, nella “capacità di dare delle risposte”, alla luce di una lucida analisi politica e nel rispetto sostanziale, non meramente formale, dei suoi valori ideali.

Noi ci stiamo provando, con grande serietà, coraggio, onestà. Rimanendo sempre socialisti. Oggi più che mai.

Mi auguro che le compagne e i compagni possano comprendere e sostenerci tutti in questo rilancio di concretezza, modernità e lungimiranza dei valori del Socialismo.

17 settembre 2009

A D E L A N T E B I B I....

-publico.es
via libera alla nuova legge del aborto

El Consejo de Estado concluye que la reforma de la ley del aborto se ajusta a la Constitución

El Consejo de Estado ha aprobado por unanimidad el informe, no vinculante, que avala que el anteproyecto de ley del aborto

La reforma de la ley sustituirá a la actual legislación, vigente desde 1985

La reforma de la ley contempla el aborto libre hasta la semana 14 y hasta la 22 en caso de riesgo de la vida o salud de la mujer o graves anomalías en el feto, y sitúa en 16 años la mayoría de edad para decidir sobre la interrupción voluntaria del embarazo.

Con la ley actual / La legge attuale

En España, actualmente es legal interrumpir voluntariamente el embarazo en el caso de los siguientes supuestos y plazos:

  • Si hay grave peligro para la vida o salud física o psíquica de la embarazada (para lo que no hay límite de semanas de gestación).
  • In caso di grave pericolo per la vita o salute fisica o psichica della gestante (in questo caso senza limite di settimane di gestazione)
  • En caso de embarazo consumado en una violación de la que exista denuncia policial (hasta las 12 semanas).
  • In caso di gravidanza a seguito di violenza sessuale, denunciata alla polizia (fino alla 12 settimane)
  • El tercer supuesto es la presencia de "graves taras físicas o psíquicas para el feto", es decir, anomalías fetales incompatibles con la vida, alteraciones cromosómicas o defectos mayores del desarrollo del feto que comprometan su vida como persona sana. (hasta la semana 22).
  • l'aborto è possibile se il feto presenta gravi tare fisiche e psichiche, incompatibili con la vita, alterazioni cromosomiche o gravi difetti nello sviluppo del feto che possano compromettere una vita sana. (fino alla settimana 22)
foto Marta Jara

16 settembre 2009

in Spagna STOP agli annunci HOT

Eliminare la "vergogna" degli annunci erotici e la pubblicità legata al commercio sessuale dai quotidiani, con questa nuova misura deontologica inizia al Congreso spagnolo il dibattito sulla prostituzione.



Madrid, 16 sep (EFE).- La ministra de Igualdad, Bibiana Aído, ha asegurado que le parecen una "vergüenza" los anuncios de contactos que publican los periódicos y se ha mostrado convencida de que "en cuanto sus circunstancias lo permitan" van a dejar de publicarse.

Aído ha respondido así al diputado de ERC Joan Tardá en el Pleno del Congreso de los Diputados, quien ha pedido al Gobierno que presente medidas para regularizar la prostitución y para que los periódicos dejen de publicar "los anuncios denigrantes para la mujer".

"Esperamos contundencia, vamos a ver si se mojan porque es una vergüenza esta situación", ha asegurado Tardá respecto a los anuncios de contactos, "que dan asco", ha opinado el diputado de ERC, quien ha lamentado que el Ejecutivo no sea capaz de enfadarse con los grandes grupos empresariales.

La ministra ha señalado que se está abordando el problema de la prostitución "de frente, plantándole cara y yendo a la raíz" a través del Plan contra la Trata de Seres Humanos con fines de explotación sexual, aprobado el pasado mes de diciembre, que persigue a las mafias que explotan a las mujeres.

DEBATE SOBRE PROSTITUCIÓN
La Secretaria de Igualdad, Soledad Cabezón, subrayó ayer que en España el núcleo del problema es que la mayoría de las prostitutas son extranjeras y la mayor parte de ellas son víctimas de trata de mujeres con fines de explotación sexual, por lo que la regularización sería “mirar para otro lado, invisibilizar el verdadero problema y atentar, precisamente, contra las libertades”. “Sería seguir ahondando en la desigualdad que supone esta situación”, añadió.

15 settembre 2009

quando L' Internazionale muove il capitale

Per i detrattori (PP e sessantenni gggiovani) , il pugno "en alto" della ministra Aido sta costando caro a ZP, prima a livello politico ora in termini di euros. Per i socialisti nostalgici, quello che il presidente del PP Rajoy ha paragonato al saluto fascista, è stato definito conmovedor, e oggettivamente per chi ha il cuore che batte a sinistra, il pugno in alto di una ministra trentenne non è cosa di tutti i giorni!
Se la questione politica è stata presto archiviata, quella economica è in fieri.
Perchè a quelli della SGAE (sociedad generales autores y editores, l'equivalente della nostrana SIAE) non importa che su un palco sia in scena un opera di Calderon de la Barca messa in atto artigianalmente dal circolo anziani di Malaga, o un concerto INTERNAZIONALE per raccogliere fondi da destinare alle vittime di chissà cosa.
La Sgae, ha il potere di passare a batter cassa per l'uso del proprio repertorio, siano avvenimenti fieristici o mitin politici.
In questa amplia lista, tra Julio Iglesias e Bebe, si trova anche LA INTERNACIONAL, l'internazionale , l'inno OBRERO per eccellenza, che continua a riversare CAPITALE nelle tasche degli eredi dell'autore Pierre De Geyter. (che musicò il testo scritto da Eugène Pottier).

Comunque nessun buco finanziario in vista per le casse del PSOE, i diritti per il mitin in questione, quello di Rodiezmo si dovrebbero aggirare sui 92 €.

COMPAGNI AVANTI...
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la SGAE ci ripensa
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mercoledì 16 settembre

La propia SGAE admitió ayer a LA RAZÓN que no ha pasado la factura a la organización del acto, el sindicato SOMA-FIA-UGT. Y no es cosa de este año: según un portavoz de la entidad, tampoco lo han hecho en ediciones anteriores. Su explicación es que su sistema de recaudación, basado en «inspectores» repartidos por toda España, no puede llegar a todos los sitios. «Maximizamos los recursos con el objetivo de defender los derechos de los autores de la manera más eficiente posible», argumentaron desde la entidad.

14 settembre 2009

Berlusconi et les médias, ou la démocratie à l'agonie

Le Monde 13.09.2009
Se volete cogliere appieno la situazione italiana, dovete immaginare un uomo politico francese che sia allo stesso tempo proprietario di TF1, di France 2 e di M6, in grado di nominare i suoi fedeli alla testa di Radio France e il resto del servizio pubblico. A tutto ciò bisognerebbe aggiungere alcune quisquilie come Hachette, Le Point, Le Figaro, e una fortuna personale valutata da Forbes a 6, 5 miliardi di dollari. Impensabile? A Parigi, forse, ma non a Roma.

I lettori mi scuseranno se chiedo loro ancora uno sforzo d’immaginazione: bisogna accettare l’idea che un miliardario come quello che ho appena descritto sia eletto presidente della Repubblica e che, dal palazzo dell’Eliseo, lanci una raffica d’azioni giudiziarie contro i giornali d’opposizione, faccia sparire dalle televisioni ogni voce critica (anche quella dei comici) e, per sovrappiù, scateni una campagna di calunnie contro il direttore del quotidiano dei vescovi allo scopo di farlo dimettere.

Se tutto ciò può somigliare ad uno scenario un po’ mediocre, che sarebbe rifiutato da qualunque produttore cinematografico perché apparirebbe poco credibile, è perché la realtà italiana sfida ogni immaginazione: non erano ancora passate 48 ore dalla comparsa dell’articolo del direttore di "La Repubblica", Ezio Mauro, su queste colonne (Le Monde del 3 settembre) che il signor Berlusconi conseguiva un nuovo successo nella sua guerra personale contro la stampa libera.

Il 3 settembre, Dino Boffo, direttore di "Avvenire", il giornale della conferenza episcopale italiana, presentava le dimissioni dopo un attacco di "Il Giornale", testata appartenente alla famiglia Berlusconi. Questo attacco è stato qualificato come “disgustante” dal cardinale Bagnasco. Ahimè, il grido d’allarme del signor Mauro – “L’uomo più ricco e più potente d’Italia ha deciso di scatenare l’offensiva finale contro i giornali che criticano l’esercizio del suo potere” – appare oggi perfettamente giustificato.

Con tutta evidenza, il regime del signor Berlusconi scivola verso una forma di democrazia “alla Poutine”, dove avviene che le elezioni siano organizzate regolarmente, ma il risultato si affossato in anticipo attraverso i soldi e il rigido controllo dei media. Che i due soli leaders mondiali che il signor Berlusconi conta fra i suoi amici personali, dopo la fine del mandato di Bush, siano Poutine e Khadafi non è affatto casuale.

Egli prova una simpatia istintiva per i leaders che non si curano delle “formalità” e non tollerano “ rallentamenti” nelle loro decisioni. Il primo ministro (già presidente) russo e la sua famiglia sono regolarmente invitati delle numerose ville del Presidente del consiglio italiano.

Il lato buffo del signor Berlusconi negli incontri internazionali nasconde una realtà che non ha nulla di divertente: dai suoi esordi in politica, nel 1994 ha operato per consolidare il suo potere sull’insieme della stampa, sull’editoria e sulla televisione. Si dimentica troppo facilmente che nel 1991 il signor Berlusconi era diventato proprietario della più grande casa editrice italiana, la Mondatori, corrompendo un giudice attraverso il suo avvocato, il signor Previti, condannato per corruzione in questa causa (sentenza confermata dalla corte di cassazione nel 2007).

Il Signor Berlusconi ha esordito in politica come proprietario della totalità delle reti nazionali televisive private, posizione che in Francia non avrebbe mai potuto conseguire. Le sue tre reti non si limitano a proporre dei varietà, delle promozioni commerciali e vecchi film americani. Vanno ben oltre: i giornali di Canale cinque, Italia uno e Rete 4 sono le punte avanzate della propaganda del suo partito, Forza Italia, ora ribattezzata Popolo della libertà. I quotidiani "Il Giornale", "Il Foglio", "Libero", come il settimanale "Panorama", attaccano senza tregua, non solo i leaders dell’opposizione, ma ogni voce critica: gli intellettuali, la Chiesa, la Commissione europea.

Dopo ogni vittoria elettorale, ha obbligato la Rai, emittente pubblica, a cambiare i direttori di rete e dei giornali televisivi che sono ormai ai suoi piedi. Solo Raitre e il suo giornale hanno potuto, fino ad ora, conservare una sensibilità “di sinistra” ma sono egualmente entrati, nel mese d’agosto, nelle sue mire.

I suoi avvocati, che ha fatto eleggere al Parlamento e talvolta nominati ministri, duellano in tutti i tribunali d’Italia da 15 anni: prima, per proteggerlo dalle conseguenze giudiziarie delle sue azioni; ora, per ridurre al silenzio ogni oppositore.

Hanno dunque querelato L’Unità, il quotidiano fondato da Antonio Gramsci nel 1924, e La Repubblica, il giornale indipendente di centro sinistra che, dal 14 maggio, si pone quotidianamente 10 domande concernenti i comportamenti che hanno attirato l’attenzione della stampa internazionale (non capita ogni giorno che un Presidente del consiglio in carica venga registrato nella sua casa da una escort nel momento in cui le dice: “Aspettami nel lettone di Poutine”).

La mancanza di ogni solidarietà verso "L’ Unità" e "La Repubblica" da parte degli altri grandi giornali italiani dimostra che la strategia funziona: il resto della stampa tratta la cosa con grande circospezione.

Si ipotizza che il signor Berlusconi abbia l’intenzione di chiamare sul banco degli imputati la stampa straniera che ha riferito le sue stravaganze. Il primo obiettivo è il settimanale francese Le Nouvel Observateur, seguito da El Pais in Spagna, e da numerosi quotidiani inglesi.

C’è un’abbondante dose di megalomania in tutto ciò: appare difficile vedere un giudice francese o inglese condannare dei giornalisti per aver posto dalle domande ad un uomo politico. E a Parigi, lo si sappia, il crimine di lesa maestà è stato soppresso nel 1832. Ma il lato folcloristico del personaggio e le buffonerie di cui si rende responsabile ad ogni incontro internazionale nascondono una nefasta influenza sul potere.

Gli attacchi contro la stampa non hanno a dire il vero lo scopo di ottenere il risarcimento danni di cui si parla degli atti giudiziari: la strategia allo scopo di intimidire gli altri giornali indipendenti attraverso la minaccia di battaglie giudiziarie che rischiano di durare anni e anni, così come avvenne all’epoca del confronto tra William Westmoreland e CBS a proposito della guerra del Vietnam. La cosa iniziò con un documentario alla televisione nel 1982 ed ebbe fine soltanto nel 2001 con la desistenza del generale: i processi civili l’Italia procedono con la stessa velocità.

E ancora, in primavera, il signor Berlusconi ha chiesto agli imprenditori italiani riuniti in congresso di non fornire più pubblicità alle pagine di "La Repubblica", con il pretesto che il quotidiano osa criticarlo. Anche qui, disgraziatamente, è la prima volta che in Occidente un uomo politico tenta di manipolare il mercato per strangolare un giornale che non gli è gradito. Certamente, non siamo ancora al sistema Poutine utilizzato per sbarazzarsi dei reportages fastidiosi…

Thomas Jefferson, l’autore della Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti, amava dire che “ogni uomo due patrie: la sua e la Francia”. È dunque tempo di aprire un dibattito sulla stampa francese, per rispondere ad una domanda molto semplice: l’Europa di Jean Monnet, di Robert Schiumane, di Altiero Spinelli può tollerare che la democrazia agonizzi in uno dei paesi che l’hanno creata, l’Italia?

Fabrizio Tonello
professore di scienze politiche all’università di Padova, autore di Il nazionalismo americano
traduzione a cura di Rino Tiani

11 settembre 2009

con rispetto parlando... il silenzio degli innocenti

Causa Berlusconi in Spagna sta montando un gran casino più o meno diplomatico, "Lui" Silvio come consuetudine prende, fa , smonta, dice, smentisce; gli altri, Zapatero e ministri/e guardano (perplessi) ma con intelligenza e abilità se ne stanno calmi, zitti, tanto basta la cinesica e la prossemica! Anche se Zp & Co. avrebbero fatto molto meglio in piena conferenza stampa a congedarsi momentaneamente dagli astanti e rientrare a BerluShow concluso.

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Meglio non frequentarlo _ El Pais
(qui in lingua originale)


Silvio Berlusconi è ormai una compagnia poco raccomandabile. Lo ha potuto verificare ieri Zapatero, che ha dovuto sopportare, insieme a numerosi ministri dei due Paesi, le deliranti e mortificanti spiegazioni sul reclutamento di giovani donne per le liste elettorali del Popolo della libertà, sulle sue riunioni e feste con decine di donne dedite alla prostituzione e sulle sue accuse screditanti nei confronti di El Pais e di quella stampa italiana ancora al riparo dalla sua voracità di proprietario di media e dai suoi sforzi per limitare la libertà d'espressione. Quello che sta trasformando Berlusconi in un personaggio inadeguato a un Paese serio e a un governo presentabile, togliendogli qualunque capacità di dialogare con autorevolezza con i suoi omologhi, non è la sua vita privata, ma proprio la confusione delirante fra pubblico e privato con cui ha organizzato la vita politica italiana... .
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Il leader spagnolo sulle frasi di Berlusconi : "Tutti sanno cosa penso sui rapporti uomo-donna, taccio per rispetto istituzionale".
Silenziosa in terra sarda la vicepresidenta del Consiglio, Elena Salgado, si è sfogata al rientro in patria, secondo quanto riferito dal quotidiano El Periodico, rispondendo a una domanda su come mai nessun esponente del governo zapatero avesse risposto a Berlusconi, ha detto che quel silenzio "non può essere interpretato in altro modo che come gesto di cortesia nei confronti della persona che in quel momento rappresentava il nostro ospite". Come la Salgado l'altra vicepresidente spagnola, Maria Teresa Fernandez de la Vega, ha ricordato il carattere istituzionale dell'incontro di ieri alla Maddalena. Quanto alle frasi di Berlusconi, "è evidente che si può essere d'accordo con lui o no, ma sono dichiarazioni fatte da un presidente del governo e non sono solita commentare, come vicepresidente, le esternazioni di alti rappresentanti e capi del governo di altri Stati".

10 settembre 2009

ma come lo guardano?


Oggi a La Maddalena vertice IspanoItaliano o Italo Spagnolo, invertendo l'ordine dei fattori, il risultato ahimè non cambia.

parte1 Le domande del giornalista de "El Pais"Silvio Berlusconi acaparó ayer todo el protagonismo de la cumbre hispano-italiana al convertir la rueda de prensa con el presidente español, José Luis Rodríguez Zapatero, en una andanada contra los medios de comunicación, y en particular contra el diario EL PAÍS, y en una catarata de comentarios de corte machista. A su lado, Zapatero asistió al desahogo de su anfitrión con gesto de circunstancias, mientras las ministras españolas de Economía, Elena Salgado, y Defensa, Carme Chacón, no ocultaban su estupefacción

ma ZP si è sciroppato la traduzione di tutte le sue PUTTANate?




parte2 Berlusconi si scusa con le donne presenti, le ministre della Difesa Chacòn e la vicepresidenta 2° / ministra del Tesoro Salgado, per le dichiarazioni sul secondo governo Zapatero considerato "troppo rosa" . Berlusconi ha assicurato alle ministre di essere stato frainteso. (strano, no?)Lo sguardo della Chacòn, tra l'imbarazz, lo stupore e una buona dose di compassione rivolto al nostro premier"
 
Grazie Carme, senza parole tu, senza parole noi, da tempo oramai!

"il primer ministro italiano, Silvio Berlusconi, ha aclarado con la ministra española de Defensa, Carme Chacón, y la vicepresidenta segunda del Gobierno, Elena Salgado, la polémica que levantó su comentario sobre el "gobierno rosa" de Zapatero tras las últimas elecciones generales y le ha asegurado que había sido malinterpretado."




il primer ministro italiano, Silvio Berlusconi, ha aclarado con la ministra española de Defensa, Carme Chacón, y la vicepresidenta segunda del Gobierno, Elena Salgado, la polémica que levantó su comentario sobre el "gobierno rosa" de Zapatero tras las últimas elecciones generales y le ha asegurado que había sido malinterpretado.

parte 3
¿Cómo podéis pensar que el presidente italiano, la patria de Casanova y los playboys, ha dicho algo negativo hacia las mujeres ministras?


09 settembre 2009

a mi me gusta y ya està...

Los parlamentarios socialistas defienden la utilización del simbólico puño en alto en los actos de su partido como una de las señas históricas de identidad del PSOE y de sus 125 años de historia.

06 settembre 2009

festa delle miniere di Rodiezmo ma il PP critica il pugno alzato dalle giovani socialiste sulle note dell'Internazionale

immagini della festa organizzata dal sindacato UGT e dal PSOE alle miniere di Rodiezmo (Leon).



El presidente del Gobierno de España, José Luis Rodríguez Zapatero (c), canta la Internacional junto al secretario general de UGT Cándido Méndez (a sinistra), la secretaria de Organización del PSOE Leire Pajín (3 a destra), el presidente de la Fundación Pablo Iglesias, Alfonso Guerra (3 sinistra), la ministra de Igualdad Bibiana Aído (2 destra ) y el secretario general de FIA-SOMA-UGT José Ángel Fernández Villa (2sinistra). / Efe

--- --- --- UPDATE : lunedi 07 / lunes 07 --- --- ---

Mariano Rajoy compara el puño en alto de la izquierda con el saludo fascista


El líder del PP ,
ha tachado de "antiguo" y "triste" que personas que apenas superan los 30 años aparezcan con el puño en alto, ha destacado al comentar la foto en la que varios dirigentes socialistas, entre ellos Bibiana Aído y Leire Pajín, aparecen con el puño en alto en Rodiezmo (León).

Il lider del PP, ha definito "antico" e "triste" che dei trentenni appaiano con il pugno chiuso, questo il commento alle fotografie scattate a Rodiezmo ai dirigenti socialisti, tra i quali le trentenni Bibiana Aido e Leire Pajin.
--- --- --- update martedì 08 --- --- ---

En la transición vimos este saludo en congresos, como uno del PCE al que tuve la oportunidad de asistir, que contó con la asistencia de La Pasionaria, ya casi sin fuerzas para levantar el brazo.

Después han ensuciado este gesto reivindicativo personajes del Grapo y de ETA desde furgones policiales y banquillos.

En el panorama internacional lo utilizaron los jerarcas soviéticos, pero también Nelson Mandela en su lucha contra la segregación racial, la misma que llevó a dos atletas americanos a levantar el puño desde el podio de México 68, como expresión del orgullo herido del ‘Black Power’.

La última imagen la han proporcionado los dirigentes del PSOE. Es conmovedor ver a Leire Pajín y a Bibiana Aído, puño en alto y cantando la Internacional, sintiéndose herederas de la revolución.

Los tiempos cambian: del ‘Pravda’ al ‘Hola’. (Antoni Coll _el Diari de Tarragona)