27 maggio 2009

Vocabolario Laico da Aborto a Zapatero


Un prontuario laico – storie tratte dalle cronache locali e dalle leggi, dai retroscena della politica e dai documenti vaticani. Pagine che informano, preoccupano, fanno discutere. E talvolta anche sorridere.
Corrado Augias

Siamo una Repubblica laica. Meglio, una Repubblica a laicità vigilata. Siamo sempre di più il ‘giardino del papa’, il paese della perenne questione cattolica, mai tanto avvertita come in questi ultimi anni. Contro il pensiero intransigente, Vladimiro Polchi fotografa in 63 voci i tanti terreni di scontro tra laici e cattolici, le armi usate dai contendenti, le strategie, i caduti (quasi sempre laici), i vincenti (quasi sempre le gerarchie vaticane). Perché, mai come oggi, il confine tra ciò che è di Cesare e ciò che è di Dio si è fatto ambiguo e passa su terre ancora da esplorare.

Su www.labreccia.it il blog del Vocabolario laico.

26 maggio 2009

università delle pari opportunità

L'università (spagnola) si adatta velocemente (appunto in Spagna) ai nuovi tempi e alle nuove domande sociali.
Nuovi corsi di laurea per stare al passo con i tempi, quelli dettati dai programmi di governo targati ZP.
I nuovi laureati dovrebbero operare per l'applicazione della legge d'uguaglianza (Ley de Igualdad ) per gestire al meglio le nuove direttive e risolvere problematiche che potrebbero generarsi a seguiro delle nuove direttive per le pari opportunità.
La Universidad Rey Juan Carlos (URJC), la più giovane delle università della Comunità di Madrid, farà da apripista per formare le nuove figure professionali nell'ambito giuridico per le pari opportunità. L'opposizione ha già ironicamente soprannominato quest'iniziativa come il trionfo del Bibianismo.
In risposta alle accuse di Bibianismo, l'università ha già pianificato quello che sarà il piano di studio che avrà, secondo un portavoce della (URJC) una marcata impronta giuridica.
Tra gli insegnamenti che integreranno il piano di studi del nuovo corso di laurea, ci saranno Politiche pubbliche d'uguaglianza, Accesso alle imprese, Uguaglianza e " subordinazione", Politiche tributarie, Diritto comparato, Diritto e impiego, Relazioni lavorative e altri corsi annuali che tratteranno tematiche sanitarie.

23 maggio 2009

Oggi a Cadice 350 giovani socialisti

Amanece en Cádiz!!!!

fotos de Ricardo Domínguez Secretario de Comunicación e Imagen de Juventudes Socialistas de Andalucía

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22 maggio 2009

mira en España! E X P O R T - S P A I N

Il modello spagnolo d'esportazione per le politiche di Pari opportunità al parlamento europeo.
Secondo il PSOE la Spagna è il nuovo faro delle politiche de Igualdad per i Paesi della comunità Europea, lo ha affermato ieri il candidato capolista alle prossime elezioni europee, Juan Fernando López Aguilar, sul palco Madrileno in compagnia della ministra de Igualdad, Bibiana Aído, e della secretaria de Organización del PSOE, Leire Pajín, oggi si guarda la Spagna socialista come un tempo si guardava al progresso dei paesi scandinavi.

qui il testo completo (fonte Europa press)

foto ministra Aido e il capolista PSOE Lopez Aguilar

L'intervento della ministra Aido



quotidiani vicino all'opposizione (PP) hanno accusato il PSOE di essersi trasformato in una setta femminista. trattasi di triste maschilismo?



20 maggio 2009

DONNE SOCIALISMO FUTURO

In un Paese come l'Italia, in cui le libertà e i diritti delle donne affondano dietro manifesti pubblicitari che ne mercificano il corpo e candidature suggerite più dall'avvenenza che dalla formazione e dal talento culturale e politico, parlare di emancipazione sembra fuori tempo e fuori luogo. Eppure più che mai è necessario oggi rilanciare i temi e la cultura dei diritti e della pari dignità delle donne, il ruolo strategico della loro valorizzazione ed inclusione sociale soprattutto nel mondo del lavoro, in politica e nei ruoli dirigenziali, per fondare quel nuovo modello sociale e culturale, inclusivo, meritocratico e solidale, senza il quale non si potrà uscire realmente dalla crisi di sistema e di valori che stiamo vivendo.





Ne abbiamo parlato nei giorni scorsi a Roma, durante l’incontro nazionale delle donne socialiste “Donne Socialismo e Futuro”, sottolineando come l'EUROPA, nuovo soggetto delle politiche sociali, dovrà giocare un ruolo fondamentale nelle politiche di emancipazione di genere. Per questo la presenza dei socialiste e delle socialiste in Europa è quanto mai importante: dal Parlamento Europeo, infatti, nei prossimi anni usciranno i provvedimenti e le misure che determineranno il carattere sociale dell'Europa, il suo modello di welfare e le politiche rivolte alle persone, non più solo agli Stati e al mercato. dalla composizione del Parlamento europeo dipenderà l'indirizzo e l'anima di tali iniziative: se saranno cioè provvedimenti realmente volti al "pieno sviluppo delle persone", senza discriminazioni di sesso, razza, culture, lingua, religione, orientamento sessuale ecc. o se saranno provvedimenti di mera "beneficienza", "gattopardeschi", diremmo noi italiani, provvedimenti, cioè, che blocchino le risorse invece di valorizzarle, mantenendo un equilibrio di poteri, un ingessamento sociale ed uno status quo che sono probabilmente la vera causa di questa crisi globale, al crisi di una società incapace di cambiare scommettendo sulle sue risorse più inespresse: le donne e i giovani.
Ospite d’eccezione dell'incontro è stata la Segretaria delle politiche di uguaglianza del Partito Socialista Spagnolo (PSOE), Soledad Cabezon Ruiz, che ha illustrato, proprio in quest'ottica di sistema, la strategia globale e integrata del governo spagnolo in materia di emancipazione e garanzia dei diritti delle donne. I risultati entusiasmanti delle tre leggi del primo governo Zapatero – la “ley de igualdad”, la “ley contra la violencia de genero” e la “ley de dependencia” - dimostrano, a quattro anni dalla loro entrata in vigore, come l’uguaglianza sia un obiettivo raggiungibile quando c’è la volontà politica di realizzarla.
Abbiamo voluto prendere a modello la strategia dei socialisti spagnoli per rilanciare anche in Italia una serie di battaglie per l’emancipazione delle donne. Stiamo già lavorando a tre proposte di legge che aiutino a rendere effettiva, anche in Italia, la parità di genere fra uomini e donne. Intendiamo migliorare l’attuale legge contro la violenza di genere, garantire condizioni di uguaglianza fra uomini e delle donne in materia di lavoro, retribuzione e carriere e, in ultimo, assicurare alle famiglie e ai singoli cittadini/e quei servizi di assistenza all’infanzia, agli anziani, ai malati, ai disabili che oggi esistono solo sulla carta. Queste inefficienze e la mancanza di un vero sistema di sicurezza e assistenza sociale finiscono per gravare, come lavoro invisibile e non riconosciuto, sulle spalle delle donne, privandole delle risorse più preziose per potersi costruire un percorso di dignità e riconoscimento dei loro diritti: il tempo e la libertà.
Intendiamo, inoltre, rilanciare la battaglia per DIRITTO DELLE DONNE ALLA TRASMISSIONE DEL LORO COGNOME AI FIGLI, perché è da lì che iniziano a nascere le prime discriminazioni sociali e culturali. La mancata parità civile delle donne è una discriminazione anacronistica e, in una Europa che riconosce quasi dappertutto tale diritto, è ormai inaccettabile.

Soledad Cabezón Ruiz, a nome del PSOE, ha augurato buon lavoro ai militanti alla lista “Sinistra e Libertà”, che raccoglie le identità e la proiezione futura del socialismo in Italia, e i migliori successi per le prossime elezioni europee.

All’incontro hanno partecipato anche Pia LocatelliPresidente dell’Internazionale Socialista Donne e candidata alle elezioni europee per la Circoscrizione Nord Ovest nella lista di “Sinistra e Libertà”– Giuliana Sgrena – giornalista e capolista per la stessa lista nella circoscrizione Centro – Pasqualina Napolitano di Sinistra Democratica, Maria Boncompagni dei Verdi e Cinzia Dato, già membro della Costituente Socialista. Sono intervenute al dibattito; Daniela Brancati, Maria Rosaria Cuocolo, Giovanna De Marzo, Manuela Zanoni, Giuliana Paladini, Marina Mobilio, Laura Bonafini, Simona Sacchetti e Regina D’Eramo, che hanno guadagnato grande apprezzamento da parte del pubblico presente per la concretezza e lo spessore politico delle proposte.


Anna Falcone
Responsabile Nazionale Pari Opportunità Partito Socialista

18 maggio 2009

e Bibiana va avanti...16enni maggiorenni.

La ministra Bibiana Aido,ha dato disponibilità per iniziare un confronto per decidere dove ri-collocare la soglia per il conseguimento della maggiore età, dato che in Spagna un minore di 16 anni può sottoporsi a qualsiasi tipo d'intervento chirurgico , inclusi quelli estetici.


È una questione che merita una riflessione tranquilla non affrettata” , ha assicurato nel corso del programma “ En dias como hoy” trasmesso dalla radio nazionale. [ ascolta l'intervista ]

La proposta di abbassare dai 18 ai 16 anni l'ingresso alla maggiore età è in risposta alle critiche (anacronistiche) e alle manifestazioni, le ultime sfociate in grossolani flop, e in insuccessi non riconosciuti, promosse dai gruppi “provida” e dalla chiesa, a seguito dell'approvazione del passato giovedì, della nuova legge sull'aborto (che permette alle sedicenni di abortire liberamente senza il consenso dei genitori), la ministra Aido ha assicurato che il Governo “dovrebbe dare coerenza in ambito giuridico ed equiparare la maggiore età dell'ambito sanitario con quella giuridica”.

La titolare delle Pari Opportunità (igualdad) è tornata ancora sull'obiettivo dell'ultima legge, “che è quello di ridurre le gravidanze non desiderate e di promuovere dialogo sull'educazione e la salute sessuale tra i più giovani”.

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El PSOE felicita a 'Hazteoir.org' por su "estrepitoso fracaso" en la manifestación en el pueblo de Aído


el Pais

El escándalo Berlusconi

La seguridad se garantiza mucho más con unas fuerzas del orden bien dotadas y preparadas que con leyes anti-inmigración y eso debería ser evidente para todos los ciudadanos a los que se intenta agitar y movilizar en media Europa, aprovechando la crisis para vincularles a movimientos de raíz autoritaria disfrazados con discursos populistas y xenófobos. Lo increíble es que los partidos democráticos tienen tanto miedo al florecimiento de esos mensajes que, en lugar de combatirlos como lo que son, avanzadas de ideas autoritarias, se acoquinan e, incluso, buscan acomodar sus propios discursos para que no resulten tan frontalmente distintos. Es una estrategia que nunca ha dado resultado: se empieza permitiendo que desaparezca la tolerancia en la sociedad y se termina perdiendo, pura y simplemente, la libertad, como explica el ex presidente uruguayo Julio María Sanguinetti en su último libro.

Lo que está sucediendo en Italia, lo que ha pasado esta semana, con la aprobación de nuevas leyes que convierten en delito la inmigración clandestina y que reducen, o prácticamente eliminan, los derechos de esas personas (incluidos los bebés, a los que no se permitirá inscribir en el Registro) es un escándalo y debería suscitar una reacción mucho más vigorosa en el conjunto de la Unión Europea. ¿De qué nos sirve el Parlamento Europeo si las fuerzas democráticas presentes en esa Cámara no son capaces de denunciar el giro que está adoptando el Gobierno de Silvio Berlusconi y que, al menos en algunos aspectos, recuerda al fascismo?

Europa reaccionó con mucha más fuerza hace casi diez años cuando el partido ultraderechista de Jorg Haider entró a formar parte de un Gobierno de coalición austriaco e, incluso, adoptó determinadas sanciones, antes incluso de que ese Gobierno hubiera aprobado, ni por lo más remoto, leyes parecidas a las que ahora se pretende ignorar en Italia.

El debate sobre la inmigración clandestina en Italia es absolutamente propagandístico y forma parte de una estrategia populista que distrae la atención sobre otros hechos mucho más graves como el florecimiento de la Mafia, la acumulación de poderes por parte de Berlusconi y sus socios, y la degradación de un sistema político corroído en alguna de sus partes por la corrupción. Por 297 votos a favor, 255 en contra y 3 abstenciones (¿quién se puede abstener en un debate semejante?) el Parlamento italiano aprobó unas "nuevas disposiciones en materia de seguridad pública" (http://www.camera.it) que alientan la retórica racista y xenófoba, como denunció el propio presidente de la República, Giorgio Napolitano.

La cuestión es aún más grave porque se produce cuando la crisis económica está llevando al paro a millones de ciudadanos europeos, que, de momento y en su mayoría, están, más o menos, acogidos a redes de protección y seguridad social pública, pero que, si la crisis se prolonga, van a empezar a competir, brazo con brazo, por los pocos empleos que se vayan creando y por las prestaciones sociales. Poblaciones asustadas y desmotivadas, nacionalismos exacerbados, inestabilidad, son componentes de una situación que ya dio origen, en épocas pasadas, a leyes contra la emigración y, más tarde, a leyes raciales.

"El Estado no puede ser buenista", escribía esta semana un comentarista político italiano afín a Berlusconi. Seguramente tiene razón y quienes se quieren oponer a este Gobierno italiano deberían explicar mejor a la opinión pública cuáles son sus propios planes contra la inmigración ilegal. Lo que debe quedar claro es que existen medidas más eficaces, más justas y más sensatas que las vergonzosas disposiciones aprobadas esta semana en Italia. Y que, aunque no las hubiera, las que ha impulsado el Gobierno italiano son injustas, ineficaces y vergonzosas. No permitir que se inscriba a un recién nacido en el Registro es negarle su derecho, desde el nacimiento, a un nombre, algo que se recoge en la Declaración Universal de Derechos del Niño y pone en peligro su vida y su salud, porque le hace invisible, una no-persona. ¿En qué evita esa "nueva disposición en materia de seguridad" la emigración clandestina desde África o desde Bangladesh?

Convertir la bandera de la seguridad en el mayor reclamo electoral y político de un país es una canallada: para los extranjeros pobres, que se ven amenazados inmediatamente como posibles transgresores de esa seguridad, pero también para los ciudadanos nativos de ese país, impulsados a desperdiciar unas energías, cada vez más escasas y cada vez más necesarias para luchar donde, quizás, todavía, sea posible encontrar un camino al futuro: en la educación, por ejemplo.

SOLEDAD GALLEGO-DÍAZ

13 maggio 2009

Settimana Aido

Dopo l'annuncio fatto lunedì in coppia con la neo ministra della salute Trinidad Jimenez sulla "liberalizzazione" della vendita (senza ricetta) della pillola del Dìa despues (del giorno dopo), domani "dovrebbe" essere il gran giorno di Bibiana Aido.
Causa festa di Sant' Isidro, ZP (ZetaPe, Zapatero) e il suo gobierno, anticipano a giovedi il settimanale consiglio dei ministri, nel corso del quale verrà approvata la Riforma sulla legge per l'interruzione volontaria della gravidanza e la nuova legge sulla salute sessuale.

Il PP (pe-pe , Partido popular), la Chiesa e i gruppi ProVida si son già mossi contro la riforma Aido, principalmente contro la possibilità che prevede l'accesso all'aborto alle ragazze di 16 anni senza il consenso di un genitore.

Il gruppo di esperti (el comité de expertos) che ha lavorato in questi 6 mesi a fianco della ministra de Igualdad , ha proposto l'abolizione del limite nell'interruzione di gravidanza nel caso il feto sia affetto da gravi malformazioni incompatibili con la vita, e l'eliminazione dal codice penale (depenalizzazione) dell'articolo 418, che prevede pene severe per le donne che abortiscono fuori dai limiti imposti dalla legge del 1984 : malformazioni, pericolo per la salute fisica e psichica della donna e gravidanza conseguenza di una violenza sessuale.
La ministra ha più volte affermato che la nuova legge PROTEGGERA' i diritti della madre quanto quelli del NO NACIDO (del feto) mediante la revisione dei termini entro i quali è possibile porre fine alla gravidanza, entro la 22 ° settimana si protegge la madre, e a partire da questo limite , il figlio, anche la Organizzazione Mondiale della Salute stabilisce nelle 22° settimana il minimo necessario di gestazione per garantire la vita fuori dal ventre materno.

Il ministero della Aido, da calle Alcalà lavora per la IGUALDAD, che non è sinonimo di femminismo o di quote rosa e mentre il governo italiano continua a coltivare una cultura razzista e xenofoba, la ministra per le pari opportunità del governo spagnolo, Bibiana Aido, si appresta a presentare un progetto di legge contro ogni forma di discriminazione per motivi razziali, etnici, di età, disabilità, orientamento o identità sessuale, o qualunque altra causa ingiustificatamente discriminatoria."E' quanto affrema Anna Falcone, responsabile nazionale pari opportunità del PartitoSocialista "L’intervento normativo - prosegue Falcone - combina una doppia strategia: preventiva, per evitare condotte antidiscriminatorie, e di politiche attive, volte a perseguire qualunque atto discriminatorio ove si produca. Non c’è alternativa per chi si riconosca in una cultura riformista e socialista: o emigrare in Spagna, o cercare di riportare il socialismo attivo e praticato nella politica italiana. E queste elezioni europee sono un’importante chance per farlo.
Non limitiamoci ad ammirare la Spagna - conclude la dirigente socialista - votiamo Sinistra e Libertà per tornare ad essere orgogliosi, anche noi, del nostro Paese e dei suoi rappresentanti in Europa”.

foto EFE

03 maggio 2009

5x2=9. 10 sguardi sulla violenza di genere

Una reflexión narrativa y documental sobre la violencia de género contada por cinco importantes escritoras españolas.
«Cinco escritoras españolas comprometidas contra la violencia de género –Ángeles Caso, Espido Freire, Rosa Regàs, Eugenia Rico y Lourdes Ventura– se reunieron individualmente con otras tantas mujeres de distintas edades y clases sociales que en algún momento de sus vidas, en ocasiones a lo largo de muchos años, sufrieron malos tratos por parte de sus parejas. La palabra de la quinta de esas mujeres, asesinada años atrás por su maltratador, cobró vida en boca de su hijo, y ese relato cierra el libro y también le da título: la muerte, la ausencia que provoca la muerte, hace que cinco por dos sean nueve» (Silvia Pérez y Fernando Marías, editores).

Narrativa , documenti e racconti di cinque scrittrici si uniscono in questo libro.
cinque scrittrici spagnole unite alla lotta contro la violenza sulle donne -
Ángeles Caso, Espido Freire, Rosa Regàs, Eugenia Rico y Lourdes Ventura - unite conn altre donne che hanno subito maltrattamenti fisici e psichici dai propri uomini. Le parole della quinda donna, uccisa dal marito sono state raccolte attraverso il figlio, e con questo racconto che si chiude il libro e le da titolo: la morte l'assenza che provoca la morte, fa si che 5 per 2 solo per una volta faccia 9.